Quando una persona incontra Cristo antepone al proprio interesse il bene di tutti
Al termine dell'incontro con gli amministratori, il Papa si è affacciato alla Loggia del Palazzo Senatorio per salutare i numerosi romani radunati sulla piazza del Campidoglio.
Cari fratelli e sorelle,
dopo aver incontrato gli Amministratori della Città, sono molto contento di salutare cordialmente tutti voi, raccolti in questa piazza del Campidoglio, verso la quale si proietta, in un ideale abbraccio, il colonnato con cui il Bernini ha completato la splendida struttura della Basilica Vaticana. Vivendo a Roma da tantissimi anni, ormai sono diventato un po' romano; ma più romano mi sento come vostro Vescovo. Con più viva partecipazione allora, rivolgo, attraverso ciascuno di voi, il mio pensiero a tutti i "nostri" concittadini, che in un certo modo voi oggi rappresentate: alle famiglie, alle comunità e alle parrocchie, ai bambini, ai giovani e agli anziani, ai disabili e ai malati, ai volontari e agli operatori sociali, agli immigrati e ai pellegrini. Ringrazio il Cardinale Vicario, che mi accompagna in questa mia visita, e incoraggio a proseguire nel loro impegno quanti - sacerdoti, persone consacrate e fedeli laici - collaborano attivamente con le pubbliche Amministrazioni per il bene di Roma, delle sue periferie e borgate.
Di uomini e donne così, ce n'è veramente bisogno anche in questo nostro tempo, perché non poche famiglie, non pochi giovani e adulti versano in situazioni precarie e talora persino drammatiche; situazioni che solo insieme è possibile superare, come insegna anche la storia di Roma, che ha conosciuto ben altri momenti difficili. Mi viene in mente, in proposito, un verso del grande poeta latino Ovidio che, in una sua elegia, così incoraggiava i romani di allora: "Perfer et obdura: multo graviora tulisti - sopporta e resisti: hai superato situazioni molto più difficili" (cfr. Trist., lib. v, el. xi, v. 7). Oltre alla necessaria solidarietà e al dovuto impegno di tutti, possiamo sempre contare sull'aiuto certo di Dio, che mai abbandona i suoi figli.
Cari amici, rientrando nelle vostre case, comunità e parrocchie, dite a quanti incontrerete che il Papa assicura a tutti la sua comprensione, la sua vicinanza spirituale e la sua preghiera. A ciascuno, specialmente a chi è malato, sofferente e si trova in più gravi difficoltà, portate il mio ricordo e la benedizione di Dio, che ora invoco su di voi per intercessione dei santi Pietro e Paolo, di santa Francesca Romana, co-patrona di Roma, e specialmente di Maria Salus populi romani. Iddio benedica e protegga sempre Roma e tutti i suoi abitanti!
(©L'Osservatore Romano - 9-10 marzo 2009)