Al termine della visita al Centro penitenziario Brians 1, il Santo Padre Leone XIV si è trasferito in auto e successivamente golf-cart all’Abbazia di Nostra Signora di Montserrat per la Preghiera del Santo Rosario.
Al Suo arrivo, il Papa è stato accolto presso l’atrio antistante la Basilica, mentre rintoccano le campane, dal Vescovo della Diocesi di Sant Feliu de Llobregat, S.E. Mons. Xabier Gómez García, e dal Padre Abate del Monastero di Montserrat, Manel Gasch i Hurios. Erano presenti anche circa 1.000 bambini.
All’ingresso della Basilica, il Papa ha baciato la croce e ha asperso i fedeli con l’acqua benedetta.
Successivamente, si è diretto alla Cappella del Santissimo Sacramento per un momento di raccoglimento e ha poi raggiunto il presbiterio.
Dopo una breve introduzione del Vescovo di Sant Feliu de Llobregat e le parole di benvenuto del Padre Abate è stata recitata la Preghiera del Santo Rosario cui hanno partecipato circa 7000 fedeli.
Dopo la preghiera conclusiva, Papa Leone XIV ha pronunciato il Suo discorso.
Quindi, dopo la Benedizione, il canto del Salve Regina, il Canto mariano del Virolai, il Santo Padre si è ritirato per un breve momento di raccoglimento nella Cappella della Vergine e subito dopo si è affacciato al balcone dell’Abbazia per un breve saluto ai fedeli presenti sulla piazza.
Al termine del saluto rivolto ai fedeli raccolti sul piazzale sottostante, dal balcone dell’Abbazia di Montserrat, Papa Leone XIV ha raggiunto la comunità nel refettorio.Dopo il pranzo, il Papa si è riunito con i monaci nel salone, per un saluto e lo scambio di doni. Il Papa ha ricordato il tempo in cui era parroco di una parrocchia dedicata a Nostra Signora di Montserrat, a Trujillo, in Peru, le visite all’Abbazia con altri agostiniani, ha espresso la sua gratitudine per l’incontro di oggi e la testimonianza dei monaci, che vivono la devozione alla Vergine in una comunità. In tal senso Papa Leone ha sottolineato come questa testimonianza sia particolarmente preziosa in questo tempo, per la Chiesa e per il mondo: “le comunità monastiche sono esempio di sinodalità fin dalla loro fondazione” ha detto, ma soprattutto “per il dono del silenzio, in un mondo pieno di rumore, attività, distrazione” e, ha concluso: “il mondo ha bisogno di modelli che ci invitino a vivere momenti di silenzio, a pregare”. Dopo aver ringraziato ancora una volta per l’ospitalità e la condivisione, il Papa ha impartito ai presenti la sua benedizione.
Quindi si è trasferito in auto alla Chiesa di San Agustí per l’Incontro con le realtà di carità e assistenza diocesane.
Pubblichiamo di seguito il discorso che Papa Leone XIV ha pronuncito nell’Abbazia di Nostra Signora di Montserrat, dopo la recita del Santo Rosario, e le parole che ha rivolto ai fedeli presenti nella Piazza:
Saluto cordialmente Vostra Eccellenza, Mons. Xavier Gómez García, l’Abate di Montserrat Manel Gasch i Hurios, nonché i vescovi, i sacerdoti, i religiosi e le religiose, i seminaristi e tutti i fedeli che partecipano a questo pellegrinaggio, in modo particolare i bambini e le bambine che ci accompagnano oggi. Grazie per averci accolto, grazie per la vostra presenza.
Sono lieto di poter venire ai piedi della Moreneta per affidarle, pieno di fiducia nella sua intercessione materna, il mio servizio petrino e la missione della Chiesa nel mondo, che grida chiedendo giustizia e pace.
Con emozione ho ricordato i miei anni come parroco della parrocchia di Santa Maria di Montserrat a Trujillo, in Perù. La Moreneta mi ha sempre accompagnato. Grazie, Catalogna, per la tua fede!
Le mura di questo santuario potrebbero raccontarci le innumerevoli storie di devozione, gratitudine e speranza che hanno contemplato nel corso dei secoli attorno alla Mare de Déu di Montserrat e sono state anche testimoni del sangue versato per amore di Gesù Cristo.
Al loro interno sono state custodite le gioie e i dolori, le letizie e le lacrime di tanti fedeli, ed esse hanno ascoltato anche le voci celestiali del canto infantile della più antica Escolanía d’Europa.
Quando il mio Predecessore, Papa Francesco, nel 2023 ha offerto la rosa d’oro a questa venerata immagine, ci invitava a considerare come, per centinaia di anni, i fedeli, senza distinzione, siano passati da questo Santuario recitando il rosario, perché Maria, Mare de Déu, è fondamentale nella vita di ogni cristiano. In quella stessa occasione egli ha sottolineato: «Davanti alla Madre, è come se si risvegliassero i sentimenti più nobili di una persona» (Discorso ai membri della Confraternita della “Mare de Déu” di Montserrat, 7 ottobre 2023). In effetti, ella suscita in noi profonde conversioni, come quella di sant’Ignazio di Loyola, il quale in questo luogo suggestivo, dopo una notte di preghiera davanti alla Vergine, consegnò le sue armi da cavaliere, momento che segnò l’inizio di una nuova vita al servizio di Gesù Cristo.
Con questo stesso atteggiamento filiale, vi invito oggi ad accogliere l’invito di Maria: «Fate quello che vi dirà» (Gv 2,5). Queste parole pronunciate a Cana di Galilea contengono un vero e proprio programma di vita cristiana, perché Maria ci conduce verso Cristo e ci insegna ad ascoltare la sua voce, a obbedire alla sua parola e a lasciarci trasformare da Lui. La volontà di Gesù è chiara: «Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri» (Gv 15,17). Si tratta di un amore che ha in Lui stesso la sua misura e la sua fonte: «Come io ho amato voi» (v. 12). Per questo, quando Maria ci dice: «Fate quello che vi dirà», ci invita a raggiungere un cuore riconciliato con i criteri del Vangelo.
Gesù ci mostra la via della misericordia, della riconciliazione, della verità e della mitezza. Allo stesso tempo, smaschera la violenza che può nascondersi nelle nostre parole e nei nostri atteggiamenti: la critica che umilia, la condanna che distrugge e l’aggressività che divide. Tale violenza nascosta può spesso rivestirsi di armature apparenti con cui cerchiamo di proteggere le nostre ferite, le nostre paure o la sofferenza causata dalle ingiustizie.
Contempliamo Maria di Montserrat che ci mostra Gesù come un bambino indifeso che riposa sul suo grembo, dal momento che Lei è qui, accanto al Figlio, invitandoci ad amarci gli uni gli altri. Deponiamo oggi ai suoi piedi le corazze che hanno indurito poco a poco il cuore.
Il Bambino Gesù che Maria tiene tra le braccia non porta armature e sarà Lui stesso che poi, nudo sulla croce, si abbandonerà totalmente al Padre per salvarci con la forza disarmata e disarmante dell’amore.
Alziamo lo sguardo a Maria e supplichiamola di aiutarci a rivestirci unicamente delle armi di Dio, come esorta san Paolo: «Attorno ai fianchi, la verità; indosso, la corazza della giustizia; i piedi, calzati e pronti a propagare il vangelo della pace. Afferrate sempre lo scudo della fede, […] prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio» (Ef 6,14-17).
Oggi, come pellegrini a Montserrat, manifestiamo il sincero desiderio di riaffermare il nostro servizio a Dio Padre, che ci ha rivelato Gesù Cristo, il quale ci dice: « Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me» (Mc 9,37).
Consideriamo anche come la Vergine, nella sua mano destra, regga la sfera del mondo, segno della sua cura materna, perché il mondo intero trova posto nel suo cuore. Ella ci invita a riconoscerci fratelli e sorelle, così che nessuno sia escluso e la comunione sia più forte di ogni divisione.
Chiediamo a Maria, Regina della pace, di insegnarci a rinunciare alle parole offensive, al giudizio affrettato, alle maldicenze e alle calunnie. E che impariamo a custodire e a coltivare l’amore in famiglia, tra amici, sul posto di lavoro, nei social network, nelle discussioni politiche e nelle comunità cristiane, affinché l’odio lasci il posto alla speranza e alla pace.
Che Maria, Madre della Chiesa, ci orienti sempre verso Gesù. Vi invito a onorarla con queste parole:
Per i catalani sarai sempre la Principessa,
per gli spagnoli e per il mondo intero tutto l’amore;
di’ a noi: «Siete il mio tesoro,
io sono la vostra madre, non temete»
Così sia.
___________________________
Saluto del Santo Padre dal balcone dell’abbazia di Montserrat
Grazie, grazie!
Fratelli e sorelle, buongiorno!
Grazie per essere qui. Grazie per questa bellissima manifestazione di fede. Tutti uniti in un’unica famiglia, accolti dalla nostra Madre Maria, la Vergine di Montserrat.
La gioia, l’entusiasmo, il profondo senso di fede che stiamo vivendo in questi giorni: prima a Madrid, in questi giorni a Barcellona, in Catalogna, poi alle Canarie: tutta la Spagna piena di fede, di amore, piena di questo desiderio di lodare Dio, di rendere grazie a Dio e di essere uniti.
Grazie alla Catalogna per aver accolto tante persone provenienti da altri Paesi, perché insegna come integrare tutti in un’unica famiglia.
Grazie alla comunità di fede, alla comunità dei nostri fratelli monaci, che accolgono tutti i pellegrini che vengono a pregare Maria, nostra Signora.
Grazie a ciascuno e a tutti voi che siete qui questa mattina, per ricordare a tutti, in Catalogna, in Spagna, nel mondo, che la fede dà vita e la fede dà speranza.
Ed è Maria, che Gesù ci ha dato come Madre dalla croce, è Maria che ci accompagna, che è espressione di amore materno che ci accompagnerà sempre.
[Benedizione]
Grazie, grazie a tutti.
© Bollettino Santa Sede - 10 giugno 2026