La mattina di venerdì 10 luglio Papa Francesco, profondamente grato per le onorificenze che il presidente dello Stato plurinazionale di Bolivia gli ha conferito, le ha lasciate, in riconoscimento della nobiltà e della pietà del popolo boliviano, alla Vergine di Copacabana, affinché, guardandole, ella si prenda cura con grande tenerezza materna di questo amato popolo e lo custodisca con lui. Durante la messa, celebrata nella cappella della residenza privata dell’arcivescovo emerito di Santa Cruz de la Sierra, il Pontefice ha donato entrambe le onorificenze e ha pronunciato le seguenti parole che pubblichiamo in una traduzione italiana. Il Signor Presidente della Nazione, in un gesto di cordialità, ha avuto la delicatezza di offrirmi due onorificenze a nome del popolo boliviano. Ringrazio per l’affetto del popolo boliviano e ringrazio per questa finezza, questa delicatezza del Signor Presidente, e vorrei lasciare queste due onorificenze alla Patrona della Bolivia, Madre di questa nobile Nazione, affinché Ella si ricordi sempre del suo popolo e dalla Bolivia, dal suo Santuario, dove vorrei che rimanessero, si ricordi anche del Successore di Pietro e di tutta la Chiesa, e dalla Bolivia se ne prenda cura.
Il Papa ha poi recitato la seguente preghiera.
Madre del Salvatore, Madre nostra, tu, Regina di Bolivia, dall’alto del tuo Santuario a Copacabana, soddisfa le suppliche e i bisogni dei tuoi figli, specialmente dei più poveri e abbandonati, e li proteggi. Ricevi come ossequio del cuore della Bolivia e del mio affetto filiale i simboli dell’amore e della vicinanza che — a nome del Popolo boliviano — mi ha consegnato con affetto cordiale e generoso il Signor Presidente Evo Morales Ayma, in occasione di questo Viaggio Apostolico, che ho affidato alla tua sollecita i n t e rc e s s i o n e . Ti prego affinché queste onorificenze, che lascio qui in Bolivia ai tuoi piedi, e che ricordano la nobiltà del volo del Condor nei cieli delle Ande e il commemorato sacrificio di Padre Luis Espinal, S.I., siano emblemi dell’amore perenne e della perseverante gratitudine del Popolo boliviano alla tua sollecita e forte tenerezza. In questo momento affido al tuo cuore le mie preghiere per tutte le richieste dei tuoi figli che ho ricevuto in questi giorni: ti supplico di ascoltarle; concedi loro il tuo incoraggiamento e la tua protezione e mostra a tutta la Bolivia la tua tenerezza di donna e di Madre di Dio, che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
© Osservatore Romano - 12 luglio 2015