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Catechesi Santo Padre
Benedetto XVI ha ricevuto oggi, venerdì 2 ottobre, alle ore 11.20, in solenne udienza nel Palazzo Pontificio di Castel Gandolfo, Sua Eccellenza la baronessa Henriette Johanna Cornelia Maria van Lynden-Leijten, nuovo Ambasciatore dei Paesi Bassi presso la Santa Sede, che ha presentato le Lettere con le quali viene accreditata nell'alto ufficio.
L'Ambasciatore, rilevato alla sua residenza da un Gentiluomo di Sua Santità e da un Addetto di Anticamera, era giunto poco prima al Cortile del Palazzo Pontificio, ove un reparto della Guardia Svizzera Pontificia rendeva gli onori.
Ricevuto da un Gentiluomo di Sua Santità, l'Ambasciatore saliva al secondo piano, dove si trovavano ad attenderlo gli Addetti di Anticamera e i Sediari. Il corteo si dirigeva quindi alla Sala degli Svizzeri, da dove il rappresentante diplomatico veniva accompagnato nella Sala dei Papi, accolto dal prefetto della Casa pontificia, l'arcivescovo James Michael Harvey, il quale lo introduceva alla presenza del Pontefice.
Dopo la presentazione delle Credenziali, avevano luogo lo scambio dei discorsi e il colloquio privato.
Al termine dell'udienza l'Ambasciatore discendeva nel cortile del Palazzo e, con il suo Seguito, si recava in Vaticano per incontrare il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato. Dopo il colloquio, il diplomatico discendeva nella Basilica Vaticana, dove - ricevuto da una delegazione del Capitolo - si recava nella Cappella del Santissimo Sacramento per un breve atto di adorazione, poi passava a venerare l'immagine della Beatissima Vergine e, infine, la tomba di San Pietro.
Questo è il testo del discorso del Papa.

Your Excellency,
I am pleased to welcome you to the Vatican and to accept the Letters accrediting you as Ambassador Extraordinary and Plenipotentiary of the Kingdom of the Netherlands to the Holy See. I would like to express my gratitude for the good wishes that you bring from Queen Beatrix. For my part, please convey to Her Majesty my cordial greetings and assure her of my continuing prayers for all the people of your nation.
In a world that is ever more closely interconnected, the Holy See's diplomatic relations with individual states afford many opportunities for cooperation on important global issues. In this light, the Holy See values its links with the Netherlands and looks forward to strengthening them further in years to come. Your country, as a founder member of the European Economic Community and home to several international juridical institutions, has long been at the forefront of moves to strengthen international cooperation for the greater good of the human family. Hence the mission on which you are about to embark is rich in opportunities for joint action to promote peace and prosperity in the light of the desire that both the Holy See and the Netherlands have, to help the human person.
The defence and promotion of freedom is a key element in humanitarian engagement of this kind, and it is one to which both the Holy See and the Kingdom of the Netherlands frequently draw attention. It must be understood, though, that freedom needs to be anchored in truth - the truth of the nature of the human person - and it needs to be directed towards the good of individuals and of society. In the financial crisis of the past twelve months, the whole world has been able to observe the consequences of exaggerated individualism that tends to favour single-minded pursuit of perceived personal advantage to the exclusion of other goods. There has been much reflection on the need for a sound ethical approach to the processes of economic and political integration, and more people are coming to recognize that globalization needs to be steered towards the goal of integral human development of individuals, communities and peoples - shaped not by mechanical or deterministic forces but by humanitarian values that are open to transcendence (cf. Caritas in Veritate, 42). Our world needs to "reappropriate the true meaning of freedom, which is not an intoxication with total autonomy, but a response to the call of being" (ibid., 70). Hence the Holy See's conviction regarding the irreplaceable role of faith communities in public life and in public debate.
While some of the Dutch population would declare itself agnostic or even atheist, more than half of it professes Christianity, and the growing numbers of immigrants who follow other religious traditions make it more necessary than ever for civil authorities to acknowledge the place of religion in Dutch society. An indication that your Government does so is the fact that faith schools receive state support in your country, and rightly so, since such institutions are called to make a significant contribution to mutual understanding and social cohesion by transmitting the values that are rooted in a transcendent vision of human dignity.
Even more basic than schools in this regard are families built on the foundation of a stable and fruitful marriage between a man and a woman. Nothing can equal or replace the formative value of growing up in a secure family environment, learning to respect and foster the personal dignity of others, acquiring the capacity for "acceptance, encounter and dialogue, disinterested availability, generous service and deep solidarity" (Familiaris Consortio, 43; cf. Compendium of the Social Doctrine of the Church, 221) - in short, learning to love. A society, on the other hand, which encourages alternative models of domestic life for the sake of a supposed diversity, is likely to store up social consequences that are not conducive to integral human development (cf. Caritas in Veritate, 44, 51). The Catholic Church in your country is eager to play its part in supporting and promoting stable family life, as the Dutch Bishops' Conference stated in its recent document on the pastoral care of young people and the family. It is my earnest hope that the Catholic contribution to ethical debate will be heard and heeded by all sectors of Dutch society, so that the noble culture that has distinguished your country for centuries may continue to be known for its solidarity with the poor and the vulnerable, its promotion of authentic freedom and its respect for the dignity and inestimable value of every human life.
Your Excellency, in offering my best wishes for the success of your mission, I would like to assure you that the various departments of the Roman Curia are ready to provide help and support in the fulfilment of your duties. Upon Your Excellency, your family and all the people of the Kingdom of the Netherlands, I cordially invoke God's abundant blessings.

Questa è una nostra traduzione italiana del discorso del Pontefice.

Eccellenza,
Sono lieto di darle il benvenuto in Vaticano e di accettare le Lettere che la accreditano come Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario del Regno dei Paesi Bassi presso la Santa Sede. Desidero ringraziarla per gli auguri che mi ha portato da parte della Regina Beatrice. Da parte mia, voglia trasmettere a Sua Maestà i miei cordiali saluti e assicurarla  delle  mie  costanti  preghiere per tutto il popolo della sua nazione.
In un mondo sempre più interconnesso, le relazioni diplomatiche della Santa Sede con i singoli stati offrono molte opportunità di cooperazione su importanti questioni globali. In questa luce, la Santa Sede apprezza i vincoli che ha con i Paesi Bassi e attende con piacere di rafforzarli ulteriormente negli anni futuri. Il suo Paese, come membro fondatore della Comunità Economica Europea e sede di diverse istituzioni giuridiche internazionali, da molto tempo è in prima linea nelle iniziative per rafforzare la cooperazione internazionale per il bene più grande della famiglia umana. Pertanto, la missione che lei sta iniziando è ricca di opportunità di azione comune per promuovere la pace e la prosperità, alla luce del desiderio, proprio sia alla Santa Sede sia ai Paesi Bassi, di aiutare la persona umana.
La difesa e la promozione della libertà sono un elemento centrale in questo genere d'impegno umanitario, verso il quale sia la Santa Sede sia il Regno dei Paesi Bassi attirano spesso l'attenzione. Bisogna però comprendere che la libertà deve essere ancorata alla verità - la verità della natura della persona umana - e deve essere orientata al bene degli individui e della società. Nella crisi finanziaria degli ultimi dodici mesi, il mondo intero ha potuto osservare le conseguenze di un individualismo esagerato che tende a favorire la ricerca ostinata del vantaggio personale percepito, escludendo altri beni. Si è molto riflettuto sulla necessità di un sano approccio etico ai processi d'integrazione economica e politica, e sempre più persone riescono a riconoscere che la globalizzazione deve essere diretta verso lo sviluppo umano integrale degli individui, delle comunità e dei popoli, modellato non da forze meccaniche o deterministiche, ma da valori umani aperti alla trascendenza (cfr. Caritas in veritate, n. 42). Il nostro mondo ha bisogno di "recuperare il senso vero della libertà, che non consiste nell'ebbrezza di una totale autonomia, ma nella risposta all'appello dell'essere" (ibidem, n. 70). Da qui le convinzioni della Santa Sede riguardo al ruolo insostituibile delle comunità di fede nella vita pubblica e nel dibattito pubblico.
Mentre parte della popolazione dei Paesi Bassi si definisce agnostica o perfino atea, più della metà professa il cristianesimo e il numero crescente d'immigranti che seguono altre tradizioni religiose rende più che mai necessario che le autorità civili riconoscano il posto della religione nella società olandese. Un'indicazione che il suo Governo lo fa, è data dal fatto che le scuole confessionali nel suo Paese ricevono un sostegno da parte dello Stato, e giustamente, poiché tali istituzioni sono chiamate a dare un contributo significativo alla comprensione reciproca e alla coesione sociale, trasmettendo valori radicati in una visione trascendente della dignità umana.
A tale riguardo, ancor più importanti delle scuole sono le famiglie costruite sul fondamento di un matrimonio stabile e fecondo tra un uomo e una donna. Nulla può uguagliare o sostituire il valore formativo del crescere in un ambiente familiare sicuro, imparando a rispettare e a promuovere la dignità personale degli altri, diventando capaci di "accoglienza cordiale, incontro e dialogo, disponibilità disinteressata, servizio generoso, solidarietà profonda" (Familiaris consortio, n. 43; cfr. Compendio della Dottrina sociale della Chiesa, n. 221), in breve, imparando ad amare. D'altro canto, è probabile che una società che incoraggia modelli alternativi di vita domestica per amore di una presunta diversità accumuli conseguenze sociali che non conducono allo sviluppo integrale dell'uomo (cfr. Caritas in veritate, nn. 44, 51). La Chiesa cattolica nel suo Paese desidera fare la sua parte nel sostenere e promuovere una vita familiare stabile, come ha affermato la Conferenza episcopale olandese nel suo recente documento sulla cura pastorale dei giovani e della famiglia. Auspico vivamente che il contributo cattolico al dibattito etico venga sentito e ascoltato da tutti i settori della società olandese, affinché la nobile cultura che da secoli contraddistingue il suo Paese possa continuare a essere nota per la sua solidarietà con le persone povere e vulnerabili, per la sua promozione della libertà autentica e per il rispetto della dignità e del valore inestimabile di ogni vita umana.
Eccellenza, nel formularle i miei migliori auspici per il successo della sua missione, desidero assicurarla che i diversi dicasteri della Curia Romana sono pronti a offrirle aiuto e sostegno nell'adempimento dei suoi doveri. Su di lei, Eccellenza, sulla sua famiglia e su tutto il popolo del Regno dei Paesi Bassi invoco di cuore le abbondanti benedizioni di Dio.

(©L'Osservatore Romano - 3 ottobre 2009)