Mariologia

Maria corredentrice

maria-corredentrice-ares.jpgIl sospetto tutto protestante riguardo la figura di Maria su titoli che fanno parte della devozione cattolica come quello di "Corredentrice" sono sospetti giustificati solo se si considerano le esagerazioni emotivistiche, idolatriche e tutte compensatorie di qualcuno che ha la fede confusa.
Ma se si deve parlare correttamente di Cristo, della teologia, dell'azione dello Spirito Santo e dell'incarnazione non si può non affermare con forza che Maria è a pieno diritto la Corredentrice, cioè la creatura che più di ogni altra Gesù ha voluto al suo fianco come collaboratrice vera, reale e potente della redenzione. Unica e speculare.
Se infatti il sospetto su Maria si volge a quelle deviazioni della fede devozionistiche potrebbe essere giustificato ma se si vuole, altrimenti, non affermare il ruolo di Maria nella redenzione... beh, si rischia di non aver compreso veramente l'azione dello Spirito e, in qualche modo, bestemmiarla con una dicotomia impossibile tra il donatore e il collaboratore che Dio stesso ha scelto, che è appunto Maria.
La sempre ancella di Dio è veramente la gioia di tutta la Trinità che in lei guarda ogni uomo credente che collabora attivamente alla redenzione operata da Cristo unico mediatore tra Dio Padre e l'uomo.
Non è un titolo che Maria si è scelto ma che lei ha ricevuto e che, nel contempo, lei ha coltivato, assiduamente e con la fatica della fede di ogni piccola grande morte per amore del Figlio e della Chiesa. Maria è a pieno titolo la corredentrice perché è stata guidata, passo dopo passo, alla povertà più grande possibile ad una creatura che ama profondamente Cristo: non morire con Lui nella croce ma stando ai piedi di essa.
La povertà più grande: rinunciare ad una conformazione fisica della passione per vivere pienamente una conformazione spirituale.
Proprio questo distacco della madre che desidera morire con il Figlio e al posto del Figlio la fa talmente intima a Gesù, talmente "uno con Lui" che rimane per noi specchio vero di come essere discepoli, fino alla fine e totalmente obbedienti a Cristo uccidendo in noi non solo tutta quella parte legata alla terra ma anche quella parte spirituale legata ai doni di Dio.
Come Abramo, più di Abramo, Maria è madre nella fede e quindi, secondo il disegno dello Spirito Santo, corredentrice, cooperatrice, serva della Chiesa; ai piedi della croce.
A questo distacco insostenibile è stata guidata pian piano, umanamente, spiritualmente, sin da quando era cosciente che quel Figlio era totalmente Suo ma anche totalmente di Dio e dell'uomo.
Sin da quando "angosciata" lo cercava con Giuseppe nel tempio. Quell'angoscia che non è emozione solo umana ma "inferno" della lontanza da Gesù.
Sotto la croce e nel sabato santo Maria ha compiuto totalmente quella unione fisica e tutta particolare che già la legava al Figlio dal concepimento. La grazia ha compiuto il miracolo graduale di trasformare la sua natura in una natura sempre più trasfigurata.
Se dunque Cristo si è fatto peccato caricando tutto il male di ogni uomo e di ogni tempo, Maria, per quanto era possibile a creatura, è scesa con Lui agli inferi nel sabato santo per collaborare nell'amore.
Non è questa operazione ontologica ma di partecipazione a tutta la potenza sacerdotale del Figlio a cui lei ha detto la parola che fa gioire da sempre la Trinità: Sì!

Per questo consigliamo vivamente questo libro Charles Journet "Maria corredentrice" edito da Ares.
E' un nettare Pasquale che ci fa imergere più pienamente nei frutti della Pasqua e in quella grazia carica di misericordia che sgorga dal costato di Gesù. Maria ci guida come corredentrice, come discepola, come credente, come maestra.
E' un testo per educare il sentimento nello Spirito Santo e farlo vibrare secondo la natura stessa per cui ogni sentimento è stato creato:
per lodare, adorare, annunciare, servire.


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Il ginevrino Charles Journet è una delle figure teologiche e pastorali più importanti del novecento. Amico di Jacques Maritain e pastore straordinario si battè efficacemente per la retta interpretazione del Concilio Vaticano II e per la retta interpretazione della realtà ecclesiale.
Fondo nel 1925 la rivista Nova et Vetera.
Fu nominato Cardinale da Paolo VI nel 1965.
Morì dieci anni dopo lasciando una eredità teologica, spirituale e pastorale ricca e carica di luci.

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