Vivere il matrimonio

vivere-il-matrimonio.jpgQuesto di mons. Luigi Negri è il secondo testo che segnaliamo.
Come per il precedente "Per un umanesimo del terzo millennio" anche questo ci si presenta ricchissimo e formativo.
Adatto alla formazione profonda dei fidanzati e degli sposi.
Può essere utilizzato come testo catechetico esperienziale a tappe per verifica del proprio cammino di coppia alla luce del Signore.
Molto bella l'impostazione formativa a partire dal giudizio, dal criterio che nasce da una domanda:
      "che rapporto c'è tra quanto ci è accaduto e Cristo?".
Questa è infatti la domanda che porta in sé il quid e la rivelazione del cammino vocazionale di coppia, anzi di ogni cammino vocazionale.
La centralità di questa domanda che sottintende un desiderio ed una passione dei singoli e della coppia è la domanda-verifica di ogni scelta in Gesù. E il cammino di coppia è un accadimento, un fatto nel nome di Cristo e alla luce di Cristo.
E' Gesù il protagonista che tesse la vita personale e la vita della coppia. E' Lui il primo amore della coppia e la fonte della coppia.
In Gesù amore ha volto il matrimonio e la sponsalità come termine simbolico e normativo di ogni "noi" trinitario.
Qui si fonda la fedeltà, la passione, la memoria, la condivisione e la missione della coppia unita nel "giogo" del matrimonio.
Qui la coppia di sposi sperimenta il suo essere Chiesa nella Chiesa e per la Chiesa.
Qui, in Cristo, si scopre il modo "vincente" per vivere la propria chiamata e, nello specifico, quella del matrimonio.

Questo di Negri è un testo vocazionale potente e noi lo abbiamo trovato utile anche per coloro che non scelgono nel Signore la chiamata al Matrimonio.
E' infatti un testo vocazionale ad ampio respiro che, per i suoi contenuti sui "criteria" sponsali, può illuminare ogni chiamata, quella al matrimonio e quella consacrazione.
Questa luce diventa anche segno complementare in cui ogni vocazione, pur con ruoli diversi nel mistero della redenzione e della simbologia del Regno, può donare luce all'altra.
Purchè ognuna sia attorno alla domanda costante che nasce "dall'accaduto e Cristo".

Lo consigliamo come dono anche per Natale.

Disponibile anche on -line edito da Ares qui


Edizioni Ares - via A. Stradivari, 7 - Tel. 02.29.52.61.56 - Fax 02.29.52.01.63 - http://www.ares.mi.it - e.mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.




Di seguito l'introduzione

Introduzione a Vivere il matrimonio - Percorso di verifica per fidanzati & sposi, di mons. Luigi Negri (Ares, collana «Sagitta», pp. 176, euro 11, acquistabile scontato su www.ares.mi.it)       


Che cosa descrive ed esprime più tenacemente la vita dell'uomo? È il desiderio di compiersi nell'altro. È l'affezione. La parola matrimonio - che tende a scomparire dal linguaggio della cultura dominante, sostituita con altre espressioni che si vogliono falsamente sinonime (coppia, convivenza...) - evoca l'espressione piena dell'umanità redenta. L'espressione piena, dentro la storia, di una umanità che vive anche di aspetti materiali della vita: perché il dover stare in casa insieme è un aspetto materiale, carico di grandezza e di limite. L'affezione reciproca è una cosa grande, ma è anche faticosa come è faticoso mettere al mondo dei figli e poi educarli; come è faticoso far fronte alle necessità economiche della vita, in una situazione non facile come quella che - economicamente parlando - presumibilmente si trova all'inizio del matrimonio. Eppure il mondo della carne e del sangue, il mondo dell'affetto, il mondo della vita dell'uomo e della donna sono presi dentro un dinamismo di novità incredibile, che rende questo avvenimento uno dei frutti più significativi del miracolo della fede. Il miracolo della fede dà alla tenerezza di un uomo verso la donna una consistenza, un significato e un destino assolutamente nuovi: l'amore tra i due è, in questa ottica, segno e prova tangibile dell'amore di Dio per l'uomo e della somiglianza fra l'uomo e il suo Creatore. Lo ha spiegato in un bellissimo discorso papa Benedetto XVI, intervenendo a un convegno su «Famiglia e Comunità cristiana» tenutosi a Roma nel giugno 2005: «La verità del matrimonio e della famiglia, che affonda le sue radici nella verità dell'uomo, ha trovato attuazione nella storia della salvezza, al cui centro sta la parola: "Dio ama il suo popolo". La rivelazione biblica, infatti, è anzitutto espressione di una storia d'amore, la storia dell'alleanza di Dio con gli uomini: perciò la storia dell'amore e dell'unione di un uomo e una donna nell'alleanza del matrimonio ha potuto essere assunta da Dio quale simbolo della storia della salvezza». Non a caso, metteva in rilievo il Pontefice, «il fatto inesprimibile, il mistero dell'amore di Dio per gli uomini, riceve la sua forma linguistica dal vocabolario del matrimonio e della famiglia, in positivo e in negativo: l'accostarsi di Dio al suo popolo viene presentato infatti nel linguaggio dell'amore sponsale, mentre l'infedeltà di Israele, la sua idolatria, è designata come adulterio e prostituzione...». La forza d questi argomenti si fa ancora più evidente in rapporto alla figura di Cristo. Diceva ancora papa Benedetto: «Nel Nuovo Testamento Dio radicalizza il suo amore fino a divenire Egli stesso, nel suo Figlio, carne della nostra carne, vero uomo. In questo modo l'unione di Dio con l'uomo ha assunto la sua forma suprema, irreversibile e definitiva. E così viene tracciata anche per l'amore umano la sua forma definitiva, quel "sì" reciproco che non può essere revocato: essa non aliena l'uomo, ma lo libera dalle alienazioni della storia per riportarlo alla verità della creazione. La sacramentalità che il matrimonio assume in Cristo significa dunque che il dono della creazione è stato elevato a grazia di redenzione. La grazia di Cristo non si aggiunge dal di fuori alla natura dell'uomo, non le fa violenza, ma la libera e la restaura, proprio nell'innalzarla al di là dei suoi propri confini. E come l'incarnazione del Figlio di Dio rivela il suo vero significato nella Croce, così l'amore umano autentico è donazione di sé, non può esistere se vuole sottrarsi alla Croce». L'amore di un uomo e di una donna aperto alla vita dei figli è, dunque, agli occhi della fede, riverbero effettivo dell'amore creativo di Dio Padre che dona la vita e dell'amore sacrificale di suo Figlio Gesù che offre la vita per il bene e la salvezza degli altri. La famiglia è luogo e insieme segno del rapporto di amore che lega la creatura al creatore, ne fonda la somiglianza, e al tempo stesso ne richiama la natura altruista, gratuita, pronta alla donazione di sé anche nella fatica e nella sofferenza, nell'esempio di Gesù che ha dato la vita sulla Croce. È infatti «nel disegno di Dio Creatore e Redentore», spiegava papa Giovanni Paolo II nell'esortazione apostolica Familiaris consortio (n. 17), che «la famiglia scopre non solo la sua "identità", ciò che essa "è", ma anche la sua "missione", ciò che essa può e deve "fare"». Anche Giovanni Paolo II sottolineava di seguito come la famiglia «è» presenza di amore, presenza quindi di Dio e di Cristo che - ecco il compito, il «fare» - «riceve la "missione" di custodire, rivelare e comunicare l'amore, quale riflesso vivo e reale partecipazione dell'amore di Dio per l'umanità e dell'amore di Cristo Signore per la Chiesa sua sposa». Ora se leggiamo l'esperienza del matrimonio alla luce di questi contenuti del Magistero sarà difficile per chiunque di cuore aperto non riconoscere che ci sono poche realtà oltre la famiglia cristiana in cui si può sperimentare con la stessa chiarezza che Dio è amore fecondo e che Cristo  cambia il mondo. La famiglia cristiana affonda le sue radici nel mistero dell'incarnazione di Cristo e si espande come parte della Chiesa, perché «la famiglia è Chiesa domestica», come ha detto il Concilio e come ha ribadito il 13 maggio 2006 papa Benedetto XVI. La Chiesa è una comunione unica, che ha infinite forme di attuazione. E la famiglia è una delle forme oggettive della Chiesa.  Per questo il matrimonio cristiano ha una grandezza, una dignità e una novità incredibili. Inconcepibili. Questo libro si propone di chiarire la portata di questa affermazione, offrendo spunti di riflessione per accompagnare i fidanzati e gli sposi nella risposta all'invito di papa Benedetto di riconoscere «il piano di Dio sul matrimonio e la famiglia». Ma all'intento pastorale se ne accompagna un secondo culturale, che si nutre del desiderio di riuscire a mostrare qualcosa della verità e bellezza della vocazione matrimoniale che, vissuta nell'amore di Dio e con sguardo a Cristo, genera veramente il miracolo del cambiamento della vita nella sua materialità, nella sua ordinarietà, ed è capace di dare contributi e impulsi a tutta la società civile in cui opera una famiglia costruita su tali presupposti. Come ha sottolineato il Papa, l'11 maggio 2006, per l'anniversario del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia, «l'autentico amore si trasforma in una luce che guida tutta la vita verso la sua pienezza, generando una società abitabile per l'uomo. La comunione di vita e di amore che è il matrimonio si configura così come un autentico bene per la società [...]. Solo la roccia dell'amore totale e irrevocabile tra uomo e donna è capace di fondare la costruzione di una società che diventi una casa per tutti gli uomini». Se l'orizzonte di queste pagine è il fine della vocazione, il metodo suggerito è quello della verifica dello stato del rapporto, affinché in un costante riscontro tra obiettivi e risultati «parziali» si approfondiscano giorno dopo giorno la qualità e la verità di questa speciale chiamata e servizio alla Chiesa e alla comunità umana. Perciò preghiamo la Madonna che dia la grazia di vivere la vocazione matrimoniale con la stessa radicalità e con la stessa integralità con cui Lei ha vissuto la sua eccezionalissima vocazione sponsale - ma pur sempre una vocazione matrimoniale - che detta la regola a ogni altra vocazione al matrimonio. E viviamo bene il nostro quotidiano con sguardo rivolto alla Santa Famiglia di Nazaret che è l'ideale di ogni famiglia cristiana. 

† Luigi Negri

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