Che cos’è mai l’uomo, perché di lui ti ricordi?

fighera che cos    mai l  uomo  perch  di lui ti ricordiL’Io, la crisi, la speranza  

Il nuovo saggio di Giovanni Fighera
Prefazione di Giovanni Reale
Invito alla lettura di Gianfranco Lauretano

Il libro è  un saggio per riflettere sulla crisi della modernità
·        Un percorso tra poeti e scrittori in cerca del mistero
·        Perché le conoscenze scientifiche si sono trasformate in idoli
·        Gli effetti del relativismo e dell’ideologia tecnicistica



 
Perché ci è piaciuto -
il parere della redazione de ilCattolico


Abbiamo già recensito un altro testo del Prof. Giovanni Fighera: "Amor che move il sole e l’altre stelle" (qui).

Quello che ci è piaciuto e ci piace di questo autore è la buona capacità di sintesi e la scorrevolezza espositiva.
Quest'ultimo testo di Giovanni Fighera ci ha colpito proprio per questa sua "narrazione" a 360 gradi del'epoca in cui viviamo.
Scendendo nel particolare ci è piaciuta la breve ma centrata disamina del problema dei problemi del nostro tempo: l'ideologia illluminista.
Al Cap. XII del libro si centra il paradigma dell'ideologia illuminista che ha in Rosseau e Voltaire i suoi ideatori primigeni.
Quello che conta per l'ideologia illuminista è "schiacciare l'infame", cioè il cristiano. Nei tempi successivi quando questo non ha avuto seguito da un punto di vista culturale si è passati ad un altro modo di "schiacciare l'infame": scippargli ogni buona idea (l'illuminismo ruba ogni cosa buona del Vangelo dissacrandola ed immanentizzandola e, come dice l'autore, "affrancandosi dal Mistero") e farlo passare come sub-cultura con l'uso della prepotenza economica, mediatica e del "refrain" ripetitivo.
Il cristianesimo è medioevo, è oscurantismo, questo è il ritornello, il refrain usato dall'intollerante illuminista che ha le sue radici più intime nel razzismo e nella prepotenza dell'uomo che basta a se stesso e che si salva da sé.
Il lavoro titanico di Papa Benedetto XVI è quello di ritrovare (e rifondare) un nuovo umanesimo. Nell'ultima parte del libro questo viene ben tracciato.

Un testo, questo di Fighera, ottimo per catechisti ed educatori; genitori e sacerdoti...
e perché no, anche per docenti desiderosi della buona battaglia per la vera tolleranza e per il bene dell'uomo.
La gloria di Dio, infatti, è l'uomo vivente; cioè reale, autentico, presente; presente allo stupore della grazia e al tempo del mondo.


Sintesi delle Edizioni Ares

«Questo libro di Giovanni Fighera entra nel vivo della crisi della modernità, e analizza i fondamenti che l’hanno prodotta e che tuttora ne producono gli sviluppi in modo veramente impressionante»: la libertà sciolta dai valori e dalla verità, la parcellizzazione del sapere, il relativismo, l’ideologia scientistico-tecnicistica. «Fighera si fonda soprattutto su testi di poeti e di letterati, che dimostra di conoscere molto bene, citando in modo puntuale molti loro passi particolarmente significativi». Così si esprime Giovanni Reale nella Prefazione, mentre Gianfranco Lauretano nell’Invito alla lettura soggiunge che attraverso un documentato percorso storico (dall’antichità alla contemporaneità) si delinea la «questione che l’autore ritiene fondamentale: senza il Mistero, il mondo è più piccolo e assurdo, soprattutto la parte più interessante del mondo, cioè l’io, la persona».


L’uomo, come dimostra la sua storia, soprattutto in questa età post-moderna, non è autosufficiente, non è in grado di salvarsi da solo. Bisogna fondare un nuovo umanesimo, che per Fighera deve riscoprire Dio e riappropriarsi della legge morale universale guardando di nuovo alla ragione umana non più intesa in modo riduttivo. «Questo Tu che ha creato il mondo apre le porte all’amore, vero fulcro della conoscenza, e all’appartenenza a esso, per cui la solitudine che contraddistingue i contemporanei è sconfitta con l’adesione e l’appartenenza alla Verità. Rinasce così anche la capacità di costruzione di un mondo più umano, attraverso la responsabilità, che è etimologicamente un rispondere a qualcuno».

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L'Autore

Giovanni Fighera, laureato in Lettere moderne, insegna Italiano e Latino nei Licei e collabora con il dipartimento di Filologia moderna dell’Università degli Studi di Milano. Con le Edizioni Ares ha già pubblicato nel 2008 «Che cos’è dunque la felicità mio caro amico?», nel 2009 La Bellezza salverà il mondo e nel 2010 «Amor che move il sole e l’altre stelle». L’amore, l’uomo, l’Infinito. Il blog dell’autore è http://www.giovannifighera.it/



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