L’Europa di Benedetto

Recensione al libro di Joseph Ratzinger

L'Europa di Benedetto, nella Crisi delle Culture

Il periodo storico che stiamo attraversando è al contempo denso di "grandi pericoli" e di "grandi opportunità".

Questa osservazione, che Papa Ratzinger nota all'inizio del primo capitolo, sfocia nella richiesta di una "grande responsabilità per tutti noi". Ma come si esprime questa responsabilità? Anzitutto con un profondo senso di moralità.

Ed ecco che nasce la crisi delle culture, in Europa, a cui si riferisce il sottotitolo di questo libro.

Da una parte, una cultura di estrazione illuminista, la quale, anche se fa riferimento a "parole-chiave" quali giustizia, pace, conservazione del creato, non partendo da una base ben precisa che consenta una corretta interpretazione di tali concetti fondamentali, tende ad un ineluttabile relativismo ed ad un moralismo che viene circoscritto dalla "sfera politico-partitica" e che sfocia spesso nell'agnosticismo, visto che l'ateismo "pretende di sapere troppo e comporta chiaramente [...] un elemento dogmatico".

Dall'altra, la cultura e la tradizione cristiana in Europa. Quest'ultima, infatti, anche se non diretta genitrice del Cristianesimo, ha fornito ad esso l'"impronta culturale ed intellettuale storicamente più efficace".

Papa Ratzinger, poi, prosegue la sua analisi sul concetto di radici cristiane che si tende a voler stralciare dalla Costituzione europea, con la motivazione che "ferisce i sentimenti dei molti non-cristiani", evidenziando la ragione per cui questa considerazione non è affatto attendibile, perché l'"orientamento morale" dell'Europa è proprio diretta conseguenza di tali radici, le quali non minacciano i non-cristiani, ma che semmai questi ultimi risultano minacciati "dal cinismo di una cultura secolarizzata che nega le proprie basi".

Ma ciò non basta. Non è "la menzione di Dio che offende gli appartenenti ad altre religioni, ma piuttosto il tentativo di costruire la comunità umana assolutamente senza Dio".

La vera necessità, in questo momento storico, non deve essere quella di voler oscurare l'immagine di Dio attraverso l'utilizzo di una limitata cultura razionalista e dell'agnosticismo, bensì deve essere la riscoperta del significato permanente della fede cristiana, il concetto della conoscenza naturale di Dio ed il suo immediato ampliamento fornito alla fede nella visione di Gesù e dei Santi.

Il testo si conchiude con "il consiglio, apparentemente scettico" che il grande filosofo Blaise Pascal fornisce "al suo amico agnostico" e che Sua Santità Benedetto XVI estende anche a tutti noi: "comincia con la follia della fede e giungerai alla conoscenza". È una scommessa sul quale il Papa ci invita a puntare.

Lunedì della XXVI settimana delle ferie del Tempo Ordinario

S. Venceslao, duca di Boemia e martire (907-935)

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