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Come promesso siamo tornati ad occuparci di Lewis e della sua fervida capacità apologetica. Lewis, dopo un passato da ateo, ha scoperto la fede e questa lo ha sorpreso, come egli stesso scrisse "sorpreso dalla gioia".
 
Massimo Introvigne, Il dramma dell'Europa senza Cristo. Il relativismo europeo nello scontro delle civiltà, Sugarco, Milano 2006, 192 pp., euro 16, ISBN 88-7198-513-3 Massimo Introvigne è noto per i suoi scritti scientifici in tema di sociologia e storia delle religioni, ma in questa occasione «scende in campo», parlando da cattolico a cattolici di quella crisi dell'Europa che deriva ultimamente dal suo ostinato rifiuto di riconoscere le sue radici cristiane.
 
Rodolfo Lorenzoni

Perché la bella addormentata esiste davvero, da circa duemila anni, e si chiama Chiesa Cattolica Apostolica Romana. D'altra parte è stato proprio un Papa, per la precisione Paolo VI, a dire: "Si credeva che dopo il Concilio sarebbe venuta una giornata di sole per la storia della Chiesa; è venuta invece una giornata di nuvole, di tempesta, di buio, di ricerca, di incertezza". Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro non hanno fatto altro che prendere sul serio le parole di un Pontefice e agire di conseguenza, esaminando cause ed accadimenti delle difficoltà che la Chiesa sta attraversando in questo tempo. Ne è risultato un agile volume che non ha niente di pessimistico, fin dal suo sottotitolo: "Perché dopo il Vaticano II la Chiesa è entrata in crisi, perché si risveglierà". Gli autori, per loro stessa ammissione, sono infatti innamorati della Chiesa in quanto sposa di Cristo, e sanno quindi che nel corso dei secoli essa ha patito ben altri turbamenti, senza mai cedere o darsi per sconfitta. Ma che cosa vedono Gnocchi e Palmaro nella Chiesa del Terzo Millennio? Quel che vedono tutti, probabilmente. E che si evince, ad esempio, dallo sconsolato racconto di un prete: alcuni confratelli gli nascondono il crocifisso per non farglielo collocare sull'altare durante la messa. Fatto comico, se non fosse a suo modo tragico. In centinaia di parrocchie ci si esercita in chiacchiere, assemblee, comitati, adoperandosi in attività ricreative ed educative di ogni genere, ma l'unico, vero scopo di "tutta la baracca", ossia Gesù, finisce in soffitta come fosse un inutilizzabile ferrovecchio. E ciò persino in occasione della celebrazione liturgica, ovvero nel momento in cui la centralità di Cristo è in tutta evidenza un fattore irrinunciabile, costitutivo. Non è cosa da poco, e vale la pena di chiedersi: perché? "La prassi ruba la scena all'ortodossia. Concetti come 'aggiornamento' e 'segni dei tempi' diventano le nuove parole d'ordine, necessarie ad alimentare questo primato della prassi sulla dottrina. Il che comporta un capovolgimento della tradizione, secondo la quale occorre che gli uomini si adattino alle cose sacre e non le cose sacre agli uomini". Se le fondamenta non sono solide, come insegnano al primo esame del primo anno di architettura, il rischio che la casa crolli cresce pericolosamente. E forse, sembrano suggerire Gnocchi e Palmaro, sarebbe il caso che tale assunto - di carattere squisitamente logico - venisse ulteriormente chiarito anche in qualche parrocchia. "Rubare la scena" non è del resto un'espressione casuale poiché, secondo gli autori, nel processo che ha condotto al torpore della Chiesa rispetto ad alcune sue funzioni capitali, un ruolo non secondario è stato giocato dai mass media e dal loro utilizzo. Basti pensare al giorno in cui uno smaliziato operatore televisivo venne incontro al disagio di un Giovanni XXIII davanti alle telecamere e disse al Pontefice: "Santità, si inginocchi e faccia finta di pregare". La sostanza, costituita dal reale raccoglimento nella preghiera, cede qui definitivamente il passo alla rappresentazione, in cui non è importante quel che veramente è, ma solo ciò che appare. Tanto da far implodere il tutto in un grottesco e sacrilego paradosso: chiedere al Papa di rivolgersi a Dio solo per finta. "La dottrina cattolica non viene negata o abrogata, ma semplicemente soppiantata da generiche quanto vaghe e psicoanalitiche esortazioni", scrivono gli autori. Una vaghezza che ha nuociuto alla tradizione più dell'attacco diretto, infatti la dottrina è come svaporata e al suo posto sono comparsi benevoli e fatalmente impropri suggerimenti: alla fin fine puoi anche prendere la comunione senza confessarti, basta che tu "te lo senta". L'analisi di Gnocchi e Palmaro in "La Bella Addormentata" resta volutamente confinata all'interno del recinto della Chiesa, ma i travagli descritti nel libro determinano alcune importanti conseguenze sociali. Infatti un certo disordine interno produce necessariamente un atteggiamento rinunciatario nel confronto con la realtà, lì dove diverse agguerrite "agenzie di socializzazione" sono vigorosamente al loro posto per imporre la propria agenda. Succede allora che in nome del rispetto delle altre religioni - e soprattutto del totem intoccabile della "laicità" - al cattolico venga richiesto di ridurre ai minimi termini la sua stessa identità. E questo affinché siano invece gli altri a poterla esprimere nella massima completezza. Emblematico il caso di qualche tempo fa: alcuni genitori hanno protestato perché una suora (regolarmente abilitata e avente diritto per graduatoria) era stata assegnata all'insegnamento di materie letterarie in una scuola pubblica. La dirigente scolastica ha respinto le richieste dei genitori e ha osservato: "Se fosse venuta un'insegnante di altre religioni, i genitori cattolici l'avrebbero accolta con grande disponibilità; non capisco il perché di questo atteggiamento di alcuni nei confronti di suor Annalisa". Per avere risposta a questo e ad altri simili perché, la lettura del libro di Gnocchi e Palmaro è fortemente consigliata.

© www.iltempo.it - 15 dicembre 2011

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Già dall’Indice si vede quanto questo libro copra i principali argomenti sensibili della “leggenda nera”: 1) Nessun sepolcro vuoto?; 2) Giuda Iscariota; 3) Maria Maddalena; 4) Qumran; 5) Le lettere di Gesù; 6) Figlio di Dio?; 7) Il primo papa; 8) Lo scisma; 9) La papessa Giovanna; 10) Le crociate; 11) I catari; 12) Il Santo Graal; 13) I templari; 14) L’Inquisizione; 15) La caccia alle streghe; 16) Giordano Bruno; 17) Galileo Galilei; 18) Infallibile?; 19) Il papa di Hitler?; 20) In nome di Dio?.
 
Leggere tutte assieme le cronache e le fonti che partono dal Referendum sulla Procreazione Assistita ad oggi fa un certo effetto.
Luca Volontè ha fatto un ottimo lavoro.
Un pamphlet formativo per tutti coloro che si dedicano alla catechesi, in special modo sulla dottrina sociale della Chiesa e per coloro che intraprendono la carriera politica e si professano cattolici.
La difesa sentita e appassionata davanti ai reiterati attacchi a Cristo, alla Chiesa, al buon senso, alla morale naturale, in questi anni, rende la nostra realtà il romanzo più appassionante e formativo.
Se non possiamo sostenere una "strategia" anticattolica di un solo gruppo (o di più gruppi in cordata) il credente sa che il nemico dell'uomo è sempre in agguato e usa gli strumenti a suoi più cari per portare avanti la "sacra inquisizione" laicista: l'ideologia e il rumore.
Più l'ideologia è scimmiottatura del cristianesimo e più è efficace e sinuosa.
Più il rumore viene fatto davanti ad un argomento strumentalizzato e più convince le masse.
E' dai tempi della condanna di Gesù che le masse vengono strumentalizzate per uccidere l'innocente: più facciamo rumore più abbiamo ragione, sembrano dire.
Eppure è proprio nel silenzio della testimonianza e del martirio o nella professione schietta e disarmata della fede che si è fondata la civiltà moderna.
Solo sul cammino nella Verità l'uomo si umanizza altrimenti si perde.

Da leggere e tenere come archivio stampa ma anche come cartina tornasole per leggere i fatti odierni che mettono sotto accusa la Chiesa, il Papa e i cattolici.

Edito da Aliberti
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http://www.unilibro.it/find_buy/Scheda/libreria/autore-volonte_luca/sku-12426890/furore_giacobino_.htm

Qui il sito dell'autore
http://www.luca-volonte.it/
 
È stato Dio a creare l’uomo o è stato l’uomo a creare Dio? Dio è soltanto il prodotto di un desiderio universale, o l’uomo ne ha intuito la reale presenza? Perché alcune religioni si somigliano? Perché molte rivelazioni avvennero nello stesso periodo? Perché uno stesso Dio avrebbe parlato in modo differente a popoli diversi? Qual è, in tutto ciò, il posto del cristianesimo? È con questi grandi interrogativi che Rodney Stark – il più illustre sociologo delle religioni – si confronta in questo libro. La storia delle religioni dimostra che c’è stata una evoluzione nella concezione di Dio: gli uomini sembrano adottare quelle immagini di Dio (o degli Dei) che forniscono loro di volta in volta maggiore appagamento, sia spirituale che materiale. Innanzitutto, preferiscono Dei personali a essenze divine prive di consapevolezza. Poi, tendono ad ampliare i poteri di questi Dei, dapprima circoscritti, verso il Dio assoluto, onnipotente e soprattutto etico del monoteismo – rendendo via via più complesse anche le teologie relative. Inoltre gli uomini preferiscono un Dio razionale e amorevole, perché esseri supremi irrazionali e indifferenti non favoriscono lo sviluppo della civiltà. Attraverso un’analisi di ampio respiro – dalla fede degli uomini primitivi alle religioni delle prime civiltà (sumeri, egizi, greci, popoli mesoamericani), dal «mercato» religioso relativamente aperto di Roma ai primi monoteismi (zoroastrismo, ebraismo e cristianesimo), fino alla spiritualità «atea» dell’Estremo Oriente e all’Islam – Stark ha raccolto una ricchissima messe di dati e propone una serie di riflessioni come sempre stimolanti e intelligentemente provocatorie, che sfatano ancora una volta il pregiudizio antireligioso della nostra epoca.

La sezione riguardante il cristianesimo è particolarmente accurata e apre alla lettura corretta meta sociologica. il Cristianesimo ha degli aspetti umanamente inspiegabili, storicamente verificati che lasciano intravedere il mistero: il perché Dio ha scelto di rivelarsi in Cristo.

Un testo importante da accompagnare a quello di Rino Cammilleri che abbiamo già trattato, e che con esso, potrebbe fornire materiale didattico ad uno studio scolastico e, in altro contesto, ad un cammino catechetico per adulti.

Edito da Lindau è in vendita anche online qui
 
Ci ha colpito piacevolmente questo studio di Angela Pellicciari.
Uno studio severo che non è revisionismo ma narrazione dei fatti accaduti e per opportunismo celati:
"nella storia, ogni volta che il potere è tentato di credere nella propria onnipotenza si serve della "ragione" per scovare le astuzie adatte a giustificare le pretese... Qual è l'astuzia in questo caso dalla ragione al principe di turno?
Principe che non vuole tanto separare la Chiesa dallo stato, quanto la Chiesa dal diritto di proprietà sui suoi beni e il Papa dal potere temporale, per impadronirsi degli uni e dell'altro... si nega così alla Chiesa il diritto alla materialità, vale a dire alla proprietà, al possesso di un corpo visibile: le si nega la vita"
Questo ritornello ricorre spesso anche nei tempi moderni in cui alcuni politici vogliono zittire la Chiesa auspicando, erroneamente, che essa "torni ad occuparsi delle cose di Dio"... come se il destino dell'uomo e del suo essere nella storia non fosse un compito ed un incarico che la Chiesa ha avuto dal Suo Signore e Creatore.
Costoro, ubriachi della propria motivazione "spiritualizzata", sono convinti alla fine di servire la Chiesa ma in realtà servono solo i propri meschini (e in definitiva piccoli) giochi e desideri di potere.
I veri nemici, ieri come oggi, non sono solo i liberali, lontani dalla Chiesa e legati alla massoneria, ma anche i "cattolici" che, con la scusa del "separatismo", non solo vogliono negare alla Chiesa di pronunciare una parola forte nel campo etico e sociale ma esse stessi vivono, ed esortano a vivere, politicamente e socialmente, come se Cristo non ci fosse e come se la Chiesa non avesse diritto, non solo alla proprietà privata, ma anche al suo ministero di illuminare le coscienze.
Alla peggio, pur riconoscendo il diritto alla Chiesa di "parlare" ne relativizzano l'illuminazione mettendo la sua voce come una fra le tante.
Spesso, dunque, i veri nemici non sono i lontani dalla Chiesa ma proprio i suoi figli che, esenti da una continua evangelizzazione e da una retta coscienza - interpretando erroneamente il date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che di Dio - fanno male il proprio cammino di cristiani e male il mestiere di politici e di amministratori del bene pubblico.

Questo libro non solo illumina le vicende risorgimentali ma anche la storia attuale dai pericoli che inquinano politicamente l'Italia e la sua vera unità nel bene comune.
Il delitto compiuto nei confronti della Chiesa in quegli anni, dai lontani e dai vicini, si ripete sovente con la scusa, totalmente erronea, di farle un servizio.
L'errore e il comportamento che nega l'incarnazione permane... cambia solo vestito e si adatta alle epoche.
 
Abbiamo letto d'un fiato quest'ultima fatica di Rino Cammilleri.
Tra i libri che abbiamo letto di questo nostro caro apologeta contemporaneo ci sembra il migliore.
Il più incisivo, il più organico e scorrevole. La formula utilizzata a mo' di lettera confindenziale "Caro Teofilo..." ci sembra veramente azzeccata.

Qualcuno ha proposto di utilizzare questo testo come itinerario esplicativo delle religioni nelle scuole. Chi lo ha proposto non ha torto.
Tuttavia il testo è adatto, secondo noi, anche per un itinerario catechetico dei ragazzi. Ma anche come applicazione pastorale per un inizio di approfondimento per la catechesi degli adulti.
Un testo dunque che si presta a diversi ambiti sia "laici" come la scuola, sia prettamente pastorali.

Nella conclusione abbiamo apprezzato molto la citazione di un episodio personale con la preghiera del "cieco di Gerico": "Signore, che io veda!".
Infatti tutti abbiamo bisogno di vedere, costantemente e meglio.
Questo testo aiuta a predisporre umanamente all'illuminazione della Grazia con un cammino apologetico semplice e diretto.
Se qualcuno non avesse fatto ancora un regalo sapiente per Natale, ne approfitti. Ne vale davvero la pena.

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Il primo religioso tedesco a finire in un lager fu il gesuita Josef Spieker. In una predica a Colonia, nel 1934, aveva esclamato: «La Germania ha un solo Führer ed è Cristo!». Il primo a essere eliminato dai nazisti fu monsignor Bernhard Lichtenberg, arciprete della cattedrale di Berlino: aveva pregato assieme a un gruppo di ebrei. Non fu che l’inizio di una sfida senza equivoci che si concluse con il sacrificio di quattromila sacerdoti e religiosi cattolici. Alla guida di questa eroica impresa, due grandi pontefici: Pio XI e Pio XII. Il presente libro racconta la vera storia dei rapporti tra la Chiesa e il Nazismo chiudendo definitivamente la disputa sui presunti silenzi di Pio XII, il papa che Reinhard Heydrich – il promotore della «soluzione finale del problema ebraico» – in un rapporto segreto definì «schierato a favore degli ebrei, nemico mortale della Germania e complice delle potenze occidentali». Sono molte le vicende puntualmente ricostruite da Luciano Garibaldi in queste pagine avvincenti: a cominciare dalla testimonianza del generale Karl Wolff, il comandante delle SS in Italia, che ricevette da Hitler l’ordine di arrestare Pio XII e trasferirlo nel Liechtenstein, ma riuscì, in maniera romanzesca, a vanificare quel progetto, meritandosi l’assoluzione a Norimberga. E poi i due enigmi che ancora accompagnano Claus Von Stauffenberg, l’ufficiale che il 20 luglio 1944 tentò di uccidere il Führer: se cioè sia vero che il colonnello, fervente cattolico, prima di collocare la bomba si confessò dal vescovo di Berlino, ne ottenne l’assoluzione e si comunicò; e se si possa affermare che il Vaticano fu preventivamente informato dell’Operazione Valchiria. E ancora: la fiera opposizione del vescovo Clemens Von Galen, il «leone di Münster», la rivolta ideale di Sophie Scholl e dei suoi compagni della «Rosa Bianca», la resistenza delle donne tedesche che si batterono per la fede e la carità contro l’antisemitismo nazista, la leale difesa compiuta da non pochi ebrei, anche famosi, di Pio XII, un papa ingiustamente diffamato; e infine, per una informazione completa e obiettiva, la storia di sacerdoti e monsignori che si schierarono a fianco di Hitler.
 
Un testo fondamentale per capire l'ecclesiologia Petrina di Benedetto XVI, la sua visione ecumenica e la dimensione politica. Un "must".
Edito dalle Edizioni Paoline è disponbile qui

Riportiamo un breve testo della pars che tratta l'ecumenismo.
"Stimatissimo e caro signor collega Seckler! Lei mi ha invitato a tracciare per la Theologische Quartalschrift un quadro di ciò che io penso a riguardo dei progressi dell'ecumenismo. Non mi è facile rispondere a una domanda così enorme a causa del tempo purtroppo limitato. Lo farò ma ovviamente in maniera lacunosa e insufficiente. D'altra parte io vedo sempre più chiaramente che abbiamo bisogno di propositi nuovi sul tema delle prospettive ecumeniche e, nonostante tutti i ripensamenti, non vorrei dir di no al Suo invito.    
 
Enrico Demme, "A scuola dall'anticristo. Il disastro educativo nella primaria di stato", Pallotta editore - 2009 - pp. 126 - € 12,00

Quaranta gradini di ardesia, la roccia nera di cui sono fatte le lavagne, conducono nell'abitazione del maestro elementare Enrico Demme. Salita Oregina a Genova, un'erta acciottolata dove le auto non passano. L'alloggio, dignitosissimo nella sua modestia, ha più dell'aula che della casa: Miriam, 10 anni, Maria Pia, 8, Benedetta, 5, Samuele, 4 mesi, lo riempiono del loro vociare. «Siamo ufficialmente famiglia numerosa, ce l'hanno scritto anche sulle carte», informa allegro il capotribù, sposato dal 1996 con Cristina, mite impiegata di banca armata solo di sorriso e pazienza.

Averne di maestri così, a meno di 1.400 euro al mese. Peccato che questo docente di scuola primaria - ma lui preferisce la vecchia dizione - si sia messo in testa un'idea davvero balzana, di questi tempi: crede che i suoi figli, e i suoi alunni, e i suoi simili, insomma gli uomini in generale, siano fatti a immagine e somiglianza di Dio, anziché delle scimmie. Cioè siano frutto della creazione, non dell'evoluzione. E, quel che è peggio, s'è pure messo a insegnarlo a scuola. Non l'ha spacciata come verità di fede. Ha solo esposto una teoria: la vita come esito di un Progetto intelligente anziché del Caso.
 
Il catechismo Maggiore di San Pio X non è un catechismo sostitutivo dell'attuale ma la versione integrale del catechismo prescritto da San Pio X alle diocesi della Provincia di Roma nel 1905.
Il testo ha il vantaggio non solo di un solido apparato ascetico e dottrinale ma ha anche quello di essere facilmente fruibile per via della sua struttura.
In appendice sono state raccolte le preghiere e le formule in redazione aggiornata.
Ogni visione teleologica è radicalmente biblica.
Non si può comprendere l'oggi e aprirsi al dono del futuro senza avere ben innestate le radici di ieri.
Così ogni catechismo attuale, nella sua dimensione dottrinale, redazionale, ascetica e sintetica deve il suo tributo e la sua ossatura ai catechismi precedenti.
Ivi compreso questo recensito oggi.

In momenti in cui il relativismo è diffuso, avere una mappa catechetica chiara aiuta non solo i fedeli ma anche i teologi, che si definiscono tali, a non errare "né a destra , né a sinistra" (Gs. 1,6) del contenuto rivelato.
Non è poco.

Edito da Ares

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Recensiamo volentieri questo testo. L'apologetica non è solo legata alla "difesa della fede" ma è costitutiva del cristiano battezzato: essa è la capacità argomentativa e semplice di rendere testimonianza della speranza che lo anima.
Non è dunque un atteggiamento difensivo ma anzitutto gioioso e propositivo. Nel battesimo è un dovere.
In molti l'abbiamo dimenticato pensando che essa rimane appannaggio dei "dotti". In realtà ogni cattolico, che suole definirsi tale, necessita della capacità espositiva e testimoniale della propria fede.
Certamente secondo le proprie capacità ma senza paura.
"Nessuno accende una lucerna e la mette in un luogo nascosto o sotto il moggio, ma sopra il lucerniere, perché quanti entrano vedano la luce." (Lc. 11,33ss)
Anche perché solo chi ama ci "mette la faccia".
Chi non ci "mette la faccia", ama poco. e la sua fede pian piano si spegne nel peggiore dei vizi che è la mediocrità spirituale e nella peggiore delle eresie che è il relativismo.

L'«apologetica cristiana» è la «difesa delle buone ragioni della fede». Essa si muove nel rispetto della rivelazione di Dio sul senso della vita umana e del grande disegno della creazione, riconoscendo il primato della fede a seguito di un percorso logico e raziocinante fondato nei lumi dell'intelletto. L'esigenza di un'apologetica oggi si alimenta nella necessità  di una risposta trascendente alle istanze meramente orizzontali del razionalismo ateo, figlio diretto dell'Illuminismo, con e dopo il quale, come bene spiega il teologo Piero Cantoni nel suo invito alla lettura, si è voluto dapprima emancipare la ragione dalla fede per poi ergerla a sua implacabile accusatrice.
Questo libro, scritto da due auotri cattolici di origine statunitense, organizza una valida difesa secondo il metodo indicato. In stile asciutto e con linguaggio chiaro, procedendo per domande, obiezioni e risposte sempre sintetiche, si affrontano gli argomenti fondamentali della rivelazione quali l'esistenza e la natura di Dio; il perché e il come della creazione e dell'evoluzione; il problema del Male e della vita dopo la morte; la storicità  di Gesù e della Bibbia, in un contesto che affronta la questione della divinità  e della risurrezione di Cristo, che è la radice stessa della fede (pp. 184).

Peter Kreeft è professore di Filosofia nel Boston College ed è autore di molteplici opere dedicate al tema della fede cristiana.
Ronald K. Tacelli, sacerdote nell'Ordine dei Gesuiti, è professore associato di Filosofia nel Boston College.

Edito da Ares è acquistabile anche online qui
 
Molto stimolante, istruttivo, ricco e a volte divertente questo di Rino Cammilleri: "I mostri della Ragione", edito da Ares.
Percorrere il cammino dietro le righe della storia e vedere come l'uomo che eleva la ragione a Ragione si incarta sempre di più nelle sue paure, nei suoi fantasmi, nelle ideologie, nelle "sue religiosità" è veramente opera meritevole.
Per questo è attualissima. Le ciclicità del delirio dell'uomo che stravolge lo strumento ragione per farne un assoluto diventa interpretativo dei deliri attuali, sociali e politici, che imperversano la cultura liberale e sinistroide, "scalfariana" o di "micromega", "anticlericale" e/o laicista.
Non sempre ci siamo trovati in sintonia con Cammilleri e i suoi "antidoti". L'autore sembra a volte avvilupparsi in un complesso dell'anti-baciapile. Così teso a dimostrare di non essere clericale che, in maniera da nostalgia sessantottina, rischia a volte di far compagnia agli anti-clericali che invece aborrisce.
 
Un piccolo grande testo.
Nasce dall'esperienza biblico-esegetica di Heinrich Schlier protestante, allievo di Bultmann, convertito poi nel 1953 al cattolicesimo.
La prefazione, come sempre centrata e profonda, è dell'allora Card- Ratzinger.

Perché consigliamo questo testo?
Davanti agli eventi storici e meta-storici al contempo come quello della Resurrezione in genere l'uomo tenta di comprenderli con le sue categorie. E ciò in certo qual modo è normale.
Ma spesso usa la sua capacità razionale non tanto per indagare teologicamente il mistero presentato nel fatto ma per piegarlo alle sue categorie e rassicurare quella che sembra una certa "lussuria della ragione".
Spesso, sia nello studioso che nel semplice fedele, Dio diventa cornice accessoria delle nostre categorie che diventano così prepotenti da negare il "fatto" dello straordinario che si fa storia.
Le strumentalizzazioni del Kerygma, la sua manipolazione, sono state sempre presenti nella Chiesa e fuori la Chiesa ma soprattuto da quando l'uomo, nel suo delirio, ha preteso di piegare ciò che lo trascende all'investigazione della sua mente e delle sue categorie.
L'uomo schiavo del razionale ha perso la dimensione dello stupore e l'innocenza dei bimbi così fondamentale anche per ogni ricerca scientifica e teologica.
 
Perché non dobbiamo rassegnarci a un mondo senza Dio.

Questo di Bernard Sichère più che un testo apologetico in senso stretto è un testo-testimonianza.
L'autore percorre e illustra (talvolta con qualche imprecisione e libera concessione teologica e dottrinale) l'importanza personale di essere e vivere da cattolico. Come dicevamo non tutti i passaggi sono felici dal punto di vista dottrinale e teologico ma sempre sono appassionati a tratti talvolta pastorali. 
La lettura corre veloce proprio nello stile narrativo di Sichere che ricorda (alla lontana) quello di C. S. Lewis. Le argomentazioni più che razionali sono esistenziali, concrete, vissute, personali.
Fare filosofia per Sichère significa narrare il suo rapporto con Cristo come cattolico.
Un filosofo che orgogliosamente afferma «sono nato cattolico e morirò cattolico»!
Il testo rimane dunque uno stimolo per tutti quei cattolici che vivono tipediamente la loro presenza nella storia e magari con un po di inutile paura.
Magari poco innamorati delle loro radici e della loro storia.
Incapaci di affermare pubblicamente, in maniera "opportuna e inopportuna", magari davanti ad un interlocutore nichilista,:
"sono cattolico!"

Il testo è in vendita, anche on-ine, edito da Lindau qui

BERNARD SICHÈRE, maître de conférences all'Università di Parigi VII, filosofo e romanziere, ha collaborato alle riviste «Tel Quel», «L'Infini» e «Temps Modernes». Ha pubblicato, tra l'altro, Le Dieu des écrivains (Gallimard, 1990), Splendeur de Fawzi (Pauvert, 2002), Seul un Dieu peut encore nous sauver (Desclée de Brouwer, 2002), Le Jour est proche (Desclée de Bouwer, 2003).
 
Questo straordinario testo di Rodney Stark edito da Lindau
sostiene, in maniera robusta, come dal cristianesimo è venuta libertà, progresso e ricchezza.
Secondo il testo, erroneamente, si fa nascere il capitalismo dal protestantesimo.
Le radici del progresso intese come crescita economica, scienza e libertà ha le radici nel cristianesimo dei primordi e quindi nel proto-cattolicesimo.
La tesi di Max Weber nel legame tra mondo protestante e capitalismo viene rovesciata.
Il capitalismo come benessere e crescita della libertà è nato dal cattolicesimo.
Il protestantesimo ne ha invece, in qualche modo, degradato il significato con una non corretta antropologia che è degenerata in regresso, sfruttamento e posto le fondamenta alla tendenza anti-religiosa o para-misticheggiante della nostra epoca.
La Chiesa dei padri rivela uno straordinario accento ed interesse per il progresso.
Successivamente il medioevo viene visto con occhio oggettivo e non inquinato dal razionalismo dell'illuminismo francese.
Il medio evo è una vera epoca dei lumi.
Un'epoca fiorente per il pensiero e per il benessere, con più luci che ombre.
 
Questo simpatico "manuale di sopravvivenza per i cattolici" è un testo agile, quotidiano e umoristicamente serio adatto a tutti coloro che prendono sul serio e con gioia il loro vivere la sequela di Gesù. Prendere sul serio significa anche affrontare la realtà con le motivazioni profonde del nostro essere cattolici ma anche con l'umorismo tanto utile per "sgonfiare" la supponenza laicista, il buonismo del politically correct e le untuosità continue dei luoghi comuni dei "cattolici adulti".

 
Recensione al libro di Joseph Ratzinger

L'Europa di Benedetto, nella Crisi delle Culture

Il periodo storico che stiamo attraversando è al contempo denso di "grandi pericoli" e di "grandi opportunità".

Questa osservazione, che Papa Ratzinger nota all'inizio del primo capitolo, sfocia nella richiesta di una "grande responsabilità per tutti noi". Ma come si esprime questa responsabilità? Anzitutto con un profondo senso di moralità.

Ed ecco che nasce la crisi delle culture, in Europa, a cui si riferisce il sottotitolo di questo libro.
 
di R. Cammilleri

Questo piccolo e agile testo si offre come un "bignami" di questioni apologetiche riguardanti la fede cristiana e cattolica affrontando con linguaggio chiaro e sintetico i luoghi comuni della "leggenda nera".
 
di C. S. Lewis

"Quanto sia oggi antimoderno interrogarsi sulla verità lo ha genialmente esposto lo scrittore e filosofo inglese C.S. Lewis nel bestseller Lettere di Berlicche, apparso per la prima volta negli anni Quaranta. Il libro consta di lettere fittizie di un diavolo di gerarchia superiore che istruisce un principiante sull'opera di tentazione dell'uomo, come lo debba correttamente tentare.