Rassegna stampa Speciali

Sviatoslav Shevchuk, “il ministero petrino è un servizio alla comunione universale”

arcivescovo Sviatoslav Shevchuk Padre e Capo della Chiesa greco cattolica ucraina © Chiesa greco-cattolica ucraina Segretariato dell’Arcivescovo Maggiore (Roma)

Conferenza sulla Ut Unum Sint presso l’Università Angelicum - In una conferenza tenuta alla Pontificia Università San Tommaso d’Aquino, Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, Padre e Capo della Chiesa greco-cattolica ucraina, ha tenuto una conferenza sul “Primato del vescovo di Roma nella confessione delle Chiese orientali cattoliche”.
Nella conferenza, Sua Beatitudine Sviatoslav ha sottolineato che il primato petrino è “un dono del Signore Gesù Cristo alla Sua Chiesa” perché rappresenta il ministero necessario alla custodia e alla promozione dell’unità”. La conferenza si è tenuta il 14 febbraio, nell’ambito della Cattedra Tillard, che celebra quest’anno con un ciclo di conferenze dedicato il 25esimo anniversario dell’enciclica Ut Unum Sint di San Giovanni Paolo II, nella collaborazione tra il Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani e la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino.Proprio in quell’enciclica, ricorda Sua Beatitudine Sviatoslav, San Giovanni Paolo confermava “la dottrina cattolica circa il ministero del vescovo di Roma”, ma invitava allo stesso tempo “a interpretare l’esercizio di questo ministero in una prospettiva nuova”.
Il tema del primato petrino è cruciale nel dialogo cattolico ortodosso, e già il Cardinale Lubomyr Husar, predecessore di Sua Beatitudine Sviatoslav, aveva messo in luce come “il primato petrino non deve essere motivo per  non procedere al ristabilimento della comunione”, ma è piuttosto “una verità di fede alla fin fine riconosciuta da tutti coloro che tutt’oggi riconoscono la tradizione antica”.
Prendendo le mosse dalle parole di Husar, Sua Beatitudine rigetta l’appellativo di “uniate” per la Chiesa greco-cattolica ucraina, e sottolinea che si tratta  di “una ecclesia particularis sui iuris” nel senso pieno del termine, un ponte tra Oriente e Occidente che può aiutare anche in questo percorso per la piena comprensione del primato petrino.
Dal punto di vista delle Chiese orientali, spiega Sua Beatitudine, “più che una giurisdizione universale, il ministero petrino è, in radice, il servizio autorevole reso alla comunione universale”.
Il primato del Vescovo della Chiesa di Roma, aggiunge il Capo della Chiesa greco- cattolica ucraina – “fa parte della nostra fede e della nostra identità”, non nel senso della giurisdizione canonica, ma piuttosto della “giurisdizione della nostra fede”, come dimostrano “la testimonianza e anche il martirio delle Chiese orientali”, dato che “nessuno darebbe la vita per un articolo del diritto, ma deve dare la vita, fino allo spargimento di sangue, per la  fede in Cristo e nella sua Chiesa”.
Si è trattata di una comunione che è stata “più forte della cortina di ferro e dei carri armati dell’Unione Sovietica”, una Eucarestia che è stata “per noi la forza della Chiesa sofferente e la manifestazione, anche visibile e tangibile, della nostra comunione con il Papa”.
Sua Beatitudine Sviatoslav indica che le Chiese cattoliche orientali sono “già oggi un modello della piena e visibile unità e comunione della Chiesa di Cristo sulla terra”, sebbene questo modello venga “confuso, e perciò disprezzato, con l’uniatismo, come modo di raggiungere la comunione con il successore di Pietro”.
Il Capo della Chiesa greco-cattolica ucraina rimarca che “fra il modello di vivere la piena comunione e il metodo del suo raggiungimento vi è grande differenza”, e nota che mentre i fratelli ortodossi, nell’esperienza di comunione ecclesiale, partono alla comunione locale della comunità cristiana” e dunque “guardano con diffidenza l’esistenza stessa dell’autorità universale della Chiesa di Cristo o la negano esplicitamente”, le Chiese cattoliche orientali rappresentano un  modello “di comunione piena e visibile che deve ancora essere riscoperto e studiato”.
“Noi orientali cattolici – afferma Sua Beatitudine Shevchuk – ci sentiamo chiamati a confessare e a testimoniare a queste Chiese che la comunione con Pietro non ci nuoce e non ci limita, non compromette la comunione locale, ma la fa fiorire”.
A supporto della relazione con le immagini, Sua Beatitudine Sviatoslav ha presentato due fotografie: Il metropolita Josyf Slipyj al momento del suo secondo arresto nel villaggio di Maklakovo, nel1958, durante la celebrazione della Liturgia nel proprio appartamento con l’asciugamano al colo in funzione dell’omoforio. La seconda foto ritrae i libri e gli oggetti liturgici trovati dagli ufficiali della Sicurezza sovietica nell'appartamento di Josyf Slipyj. Questo modo di confessare la propria fede nella comunione eucaristica con il Vescovo di Roma è, secondo Sua Beatitudine, la più alta manifestazione della fede della Chiesa greco-cattolica ucraina.

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