Rassegna stampa Speciali

Solidarietà sul crocefisso, Ue come i regimi del passato

cristo1.jpgIl crocifisso unisce cattolici e ortodossi, a dispetto delle scelte cervellotiche dell'Unione europea. Il Patriarca di Mosca e di tutte le Russie, Kirill, ha espresso piena solidarietà al premier italiano Silvio Berlusconi, a proposito della sentenza con la quale la Corte europea per i diritti umani di Strasburgo ha vietato il simbolo religioso nelle scuole. «La tradizione cristiana dell'Italia e degli altri Paesi europei non può essere oggetto di esame da parte di istituzioni europee dei diritti umani», prende posizione la massima autorità ortodossa in una lettera inviata direttamente al presidente del Consiglio e rintracciabile sul sito ufficiale del Patriarcato ortodosso russo. Continua il testo: «I simboli religiosi cristiani, presenti negli spazi pubblici d'Europa, sono parte dell' identità comune europea, senza la quale è impensabile sia il passato, sia il presente e sia anche il futuro di questo continente». Kirill non usa vuoti giri di parole per esprimere il proprio sconcerto sulla decisione dell'alto tribunale Ue: «Con il pretesto di garantire il carattere laico dello Stato, non si può imporre una ideologia anti-religiosa, che in modo chiaro viola la pace nella società, discriminando la maggioranza religiosa in Europa, costituita dai cristiani».
Un'attestazione che prelude al «pieno e incondizionato appoggio» all'intenzione dell'Italia di presentare ricorso nei riguardi della sentenza che ha scatenato l'improbabile polemica sull'«offensività» del crocifisso. «La democrazia europea non deve incoraggiare la cristianofobia, - sostiene il Patriarca -, mettendosi sullo stesso piano dei regimi atei del passato» con chiaro riferimento al totalitarismo comunista.
Il patto di vicinanza tra le religioni trova applicazione tangibile nella volontà, da parte della Chiesa ortodossa russa, in collaborazione con la Chiesa cattolica, di portare a conoscenza dell'opinione pubblica europea e mondiale, la «protesta categorica contro simili decisioni» Ma già nei giorni scorsi un primo segno di solidarietà all'Italia sulla questione era venuto dal'arcivescovo Hilarion, il «ministro degli esteri» del Patriarcato di Mosca.

© Il Giornale - 26 novembre 2009

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