Rassegna stampa Speciali

Ricordo di padre Bruno Secondin. Contemplativo in azione

Secondin e papa FrancescoGiulio Albanese

È difficile pensare o solo immaginare, per chi ha avuto la grazia di conoscerlo, che non sarà più possibile parlare o confessarsi con padre Bruno Secondin. Sì, da oggi, suo dies natalis, l’amata comunità parrocchiale di Santa Maria in Traspontina, lungo via della Conciliazione, è in lutto. Questo straordinario religioso carmelitano si è spento nel reparto di rianimazione, presso l’ospedale di Santo Spirito, poco dopo la mezzanotte, a seguito di una lunga malattia.

Teologo di altissima levatura, aveva studiato a Roma, in Germania, a Gerusalemme ed era ordinario emerito di teologia spirituale alla Pontificia università gregoriana. Nel 1996 aveva dato inizio agli “incontri di Lectio divina” nella sua chiesa di Santa Maria in Traspontina di cui è stato infaticabile animatore, organizzatore e predicatore fino alla fine, e dove domani, 8 giugno, alle ore 15, si svolgeranno i funerali. Dal 22 al 27 febbraio 2015 predicò gli esercizi spirituali per la Quaresima, sul tema «Servitori e profeti del Dio vivente», nella Casa Divin Maestro ad Ariccia, ai quali parteciparono Papa Francesco e i membri della curia romana. Per anni egli commentò, con chiarezza e costanza, il Vangelo della domenica a Radio Vaticana e nel 2014 venne nominato, dal Pontefice, consultore della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica.
Padre Bruno è stato un uomo di Dio, un’anima bella, uno spirito illuminato capace di annunciare e testimoniare la buona notizia a chiunque la Provvidenza gli mettesse accanto. Profondo conoscitore delle sacre Scritture, riusciva a spezzare il pane della Parola, rendendo intelligibile la profezia del Verbo di cui si sentiva discepolo e servitore. Per lui la spiritualità cristiana era “Vita secondo lo Spirito” e rappresentava il fondamento della sequela Christi. Mite e umile di cuore, capace di combattere contro ogni genere di infermità, era sempre pronto ad accogliere e ascoltare qualsiasi persona bussasse alla sua porta. Padre Bruno è stato un contemplativo in azione, dedito al discernimento. Sempre fedele al magistero della Chiesa, manifestò rispetto e dedizione nei confronti di tutti i pontefici che hanno accompagnato e scandito la sua vita terrena. Apprezzò e sostenne moltissimo, in particolare, gli insegnamenti di Papa Francesco, fin dal giorno della sua elezione al soglio di Pietro, esprimendo infinita gratitudine per l’attenzione riservata ai poveri, “Carne di Cristo”. Dedicò numerose riflessioni e iniziative, col cuore e con la mente, con i gesti e le parole, alla “rivoluzione” impressa da Papa Bergoglio per scuotere le coscienze e rinnovare la Chiesa. La scomparsa di questo sacerdote religioso rappresenta una grave perdita non solo per l’ordine carmelitano, ma per l’intera comunità ecclesiale. Dunque, che la comunione dei santi sia espressione del suo continuare a essere laddove umanamente ci ha lasciato.

© Osservatore Romano - 8 giugno 2019