Rassegna stampa Speciali

Resilienza non vittimismo

pontierGiovanni Zavatta

«Supereremo questa crisi solo se la consideriamo non un attacco nei nostri confronti ma, al contrario, un invito, un appello di Dio a convertirci e a vivere da cristiani. C’era della menzogna nel nostro modo di essere. Dobbiamo oggi rimetterci in discussione e ritrovare la gioia di vivere secondo il Vangelo». Nell’ultima risposta dell’intervista concessa domenica al quotidiano «Le Point», c’è la sintesi del pensiero dell’arcivescovo di Marsiglia, Georges Pontier, presidente della Conferenza episcopale francese, sul difficile momento vissuto attualmente dalla Chiesa cattolica. Una crisi provocata non solo dallo scandalo degli abusi sessuali ma anche da quella che Jérôme Fourquet, direttore di dipartimento dell’Istituto francese di opinione pubblica, nel suo ultimo libro L’archipel français chiama «era postcristiana», fase in cui sarebbe entrata anche la Francia.

In effetti, commenta monsignor Pontier, «un insieme di segnali mostrano che abbiamo cambiato epoca nei paesi occidentali e soprattutto in Europa. Prima, in Francia, la società civile si organizzava secondo punti di riferimento cristiani. Questo tempo è finito. Le nostre società sono divenute plurali sul piano religioso, compreso il mondo cristiano, dove si esprimono sensibilità differenti, come a esempio nell’evangelismo protestante. Ma c’è anche un mondo ateo che si evidenzia nello spazio pubblico». Se precedentemente la vita cristiana era un comportamento automatico, quasi ereditario, ora è diventata «una scelta personale», spesso fatta in età adulta. Per il presidente dell’episcopato francese, «non è più la matrice cattolica che orienta in maniera forte la vita sociale». Fourquet, al riguardo, parla di «dislocazione della matrice cattolica» che si manifesta con la diminuzione dei matrimoni, con l’aumento dei divorzi, con i figli fuori del matrimonio divenuti la norma. Ma, avverte Pontier, non si tratta di una smobilitazione: «Il religioso resta presente. Nei dibattiti, le posizioni dei credenti non sono occultate. Non sono essi a imporre la legislazione ma le riflessioni dei gruppi religiosi, a monte, esistono e vengono ascoltate».
Certo, lo scandalo degli abusi sessuali ha «scioccato, imposto grandi sofferenze», accentuato il fossato tra la Chiesa e la società ma «i pugni nel ventre» ricevuti serviranno per una vera presa di coscienza del fenomeno, per ritrovare la credibilità perduta e colmare, si spera, quel divario. In Vaticano, spiega l’arcivescovo di Marsiglia, non si è tenuta tanto «un’assemblea di decisioni» quanto appunto «di presa di coscienza, a livello di Chiesa universale, dell’ampiezza del problema, di riflessione, di conversione». Per quanto riguarda la Francia, i vescovi proseguiranno con il lavoro avviato nel 2016 attorno alla cellula permanente creata in seno alla Conferenza episcopale e rafforzando i centri di ascolto delle vittime creati in molte diocesi, mentre la commissione indipendente composta da ventidue esperti e guidata da Jean-Marc Sauvé, già vicepresidente del Consiglio di Stato, cercherà di fare luce sui casi di pedofilia verificatisi negli ultimi cinquant’anni.
La recente profanazione di alcune chiese farebbero pensare a una specie di “vendetta” contro il mondo cattolico, comunque a un attacco portato all’istituzione ecclesiale. Ma monsignor Pontier non vuole sentir parlare di persecuzione: «Ci sono degli individui che si servono di tutto per danneggiare la Chiesa, ma non è un fenomeno dominante. Non siamo vittime di “cattofobia”», diagnosi quest’ultima ipotizzata da Laurent Wauquiez ed Éric Ciotti, del partito dei Repubblicani. «Un’evoluzione culturale ha modificato il rapporto tra religione e organizzazione della vita sociale, questo è il punto», conclude il presule, rifiutando tuttavia l’immagine di una Chiesa morta: «Ci sono bei segni di vita. Nella diocesi di Marsiglia, a Pasqua, battezzeremo un centinaio di adulti fra i 18 e i 60 anni, lo stesso numero dell’anno scorso», e, più in generale, «le domande di formazione alla conoscenza della fede e alla vita spirituale sono in aumento, senza parlare delle molteplici testimonianze di impegno dei cristiani nella vita sociale».


© Osservatore Romano - 6 marzo 2019