Rassegna stampa Speciali

Per una rinnovata corresponsabilità mondiale

L’udienza al Corpo diplomatico del 7 gennaio 2019

@Pontifex 


Come prevenire i conflitti? Nessun popolo, nessun gruppo sociale potrà conseguire da solo la #pace, il bene, la sicurezza e la felicità. Nessuno. La lezione della recente pandemia è la consapevolezza di essere una comunità mondiale che naviga sulla stessa barca. #DiplomacyForPeace

(24 aprile)

Nel magistero di Papa Francesco


«Ritengo importante che non venga meno la volontà di un confronto sereno e costruttivo fra gli Stati, pur essendo evidente come i rapporti in seno alla comunità internazionale, e il sistema multilaterale nel suo complesso, stiano attraversando momenti di difficoltà, con il riemergere di tendenze nazionalistiche, che minano la vocazione delle organizzazioni internazionali ad essere spazio di dialogo e di incontro per tutti i Paesi». Era il 7 gennaio 2019 e Papa Francesco segnalava con queste parole — pronunciate nella tradizionale udienza di inizio anno ai membri del Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede — la crisi che investiva l’assetto complessivo delle relazioni internazionali determinando l’«incapacità del sistema multilaterale di offrire soluzioni efficaci a diverse situazioni da tempo irrisolte, come alcuni conflitti “congelati”, e di affrontare le sfide attuali in modo soddisfacente per tutti». Da allora il Pontefice è tornato più di una volta, e con toni sempre più preoccupati, su questo tema decisivo per il futuro della famiglia umana.

«[Una] visione cooperativa fra le nazioni può muovere la storia rilanciando il multilateralismo, opposto sia alle nuove spinte nazionalistiche, sia a una politica egemonica. L’umanità eviterebbe così la minaccia del ricorso a conflitti armati ogni volta che sorge una vertenza tra Stati nazionali, come pure eluderebbe il pericolo della colonizzazione economica e ideologica delle superpotenze, evitando la sopraffazione del più forte sul più debole, prestando attenzione alla dimensione globale senza perdere di vista la dimensione locale, nazionale e regionale» (Udienza alla plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze sociali, 2 maggio 2019);

«Stiamo assistendo a un’erosione del multilateralismo, ancora più grave di fronte allo sviluppo delle nuove tecnologie delle armi; questo approccio sembra piuttosto incoerente nell’attuale contesto segnato dall’interconnessione e costituisce una situazione che richiede urgente attenzione e anche dedizione da parte di tutti i leader» (Viaggio apostolico a Nagasaki, domenica 24 novembre 2019);

«La fiducia nel dialogo fra le persone e fra le nazioni, nel multilateralismo, nel ruolo delle organizzazioni internazionali, nella diplomazia come strumento per la comprensione e l’intesa, è indispensabile per costruire un mondo pacifico» (Videomessaggio in occasione dell’incontro con il segretario generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, António Guterres, 20 dicembre 2019);

«Ci troviamo di fronte alla scelta tra uno dei due cammini possibili: uno conduce al rafforzamento del multilateralismo, espressione di una rinnovata corresponsabilità mondiale, di una solidarietà fondata sulla giustizia e sul compimento della pace e l’unità della famiglia umana, progetto di Dio per il mondo; l’altro predilige gli atteggiamenti di autosufficienza, il nazionalismo, il protezionismo, l’individualismo e l’isolamento, escludendo i più poveri, i più vulnerabili, gli abitanti delle periferie esistenziali. E certamente recherà danno alla comunità intera, essendo autolesionismo per tutti. E questo non deve prevalere» (Videomessaggio ai partecipanti alla 75ª Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, 25 settembre 2020);

«Incoraggio vivamente tutti gli Stati e tutte le persone a lavorare con determinazione per promuovere le condizioni necessarie per un mondo senza armi nucleari, contribuendo all’avanzamento della pace e della cooperazione multilaterale, di cui oggi l’umanità ha tanto bisogno» (Udienza generale, 20 gennaio 2021);

«Purtroppo la crisi della politica e dei valori democratici si ripercuote anche a livello internazionale, con ricadute sull’intero sistema multilaterale e l’evidente conseguenza che Organizzazioni pensate per favorire la pace e lo sviluppo — sulla base del diritto e non della “legge del più forte” — vedono compromessa la loro efficacia. Certamente, non si può tacere che nel corso degli ultimi anni il sistema multilaterale ha mostrato anche alcuni limiti. La pandemia è un’occasione da non sprecare per pensare e attuare riforme organiche, affinché le Organizzazioni internazionali ritrovino la loro vocazione essenziale a servire la famiglia umana per preservare la vita di ogni persona e la pace» (Udienza al Corpo diplomatico, 8 febbraio 2021).

© Osservatore Romano - 25 aprile 2021


Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla mailing list di cristiano cattolico. Conforme al Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n.196, per la tutela delle persone e e il rispetto del trattamento di dati personali, in ogni momento è possibile modificare o cancellare i dati presenti nel nostro archivio. Vedi pagina per la privacy per i dettagli.
Per cancellarsi usare la stessa mail usata al momento dell'iscrizione.