Rassegna stampa Speciali

Ma cosa è accaduto a Ur dei Caldei?

UR CaldeiA cura di P. Pietro Messa, ofm

Quando si legge la vicenda di Abramo si inizia con il capitolo 12 del libro della Genesi che narra della chiamata a uscire dalla sua terra. Ma se non si leggono gli ultimi versetti del capitolo 11 diventa incomprensibile non solo la vicenda abramitica ma anche la storia della salvezza. Infatti, vi si narra: "Terach aveva settant'anni quando generò Abram, Nacor e Aran. 
Questa è la posterità di Terach: Terach generò Abram, Nacor e Aran: Aran generò Lot. Aran poi morì alla presenza di suo padre Terach nella sua terra natale, in Ur dei CaldeiAbram e Nacor si presero delle mogli; la moglie di Abram si chiamava Sarai e la moglie di Nacor Milca, ch'era figlia di Aran, padre di Milca e padre di Isca. Sarai era sterile e non aveva figli. Poi Terach prese Abram, suo figlio, e Lot, figlio di Aran, figlio cioè del suo figlio, e Sarai sua nuora, moglie di Abram suo figlio, e uscì con loro da Ur dei Caldei per andare nel paese di Cànaan. Arrivarono fino a Carran e vi si stabilirono. L'età della vita di Terach fu di duecentocinque anni; Terach morì in Carran".
Quindi vi è stata a Ur dei Caldei la più grande disgrazia e dolore che può capitare: la morte di un figlio, ossia Arran alla presenza del padre Terach. E facendo quasi dell'ironia - e ciò è peggio che dell'acido sulle ferite - dice che accadde "nella sua terra natale, in Ur dei Caldei". Quindi Ur dei Caldei è una terra natale che è diventata terra mortale. E poi mentre Arran avrà una discendenza avendo lasciato un figlio, Lot, Abram non avrà nessuna discendenza essendo la moglie sterile. Quindi vi è un morto che continua a vivere in Lot suo figlio e un vivo che è già morto non potendo avere figli. Una situazione assurda e drammatica.
Terach, padre affranto dalla morte del figlio, esce da Ur dei Caldei per fuggire tale terra di morte e giunge a Carran.
Sarà a Carran che il Signore dice ad Abramo a rimettersi in cammino, ma non più per fuggire una terra di morte ma per andare verso la terra di vita. E dove si compirà tale cammino? Con un Figlio, ossia Gesù, che muore alla presenza del Padre celeste. Il cammino ha ricondotto alla terra del misfatto, di morte per dare vita alle ossa aride, far risorgere ciò che era morto.
Quindi se Carran è il luogo della chiamata di Abramo e quindi luogo sacro per tutte le religioni abramitiche, Ur dei Caldei invece è realmente terra di ogni uomo e donna, di ogni tempo e luogo.
Qui viene in mente quanto narrò una suora croata circa i tempi delle guerre dei Balcani. All'inizio parlando da suora cattolica disse che la guerra deve essere vinta dalla pace; proseguendo il confronto emerse il nazionalismo della donna croata orgogliosa che i propri giovani combattevano con il rosario al collo; alla fine parlò la maternità che vi era in lei e disse con semplicità: "Le lacrime di una madre - a qualsiasi popolo o religione appartenga - a cui è morto un figlio sono tutte uguali".
Questo è Ur dei Caldei.




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