Rassegna stampa Speciali

La sana memoria di un genocidio

the best interest2La vita umana non è toccabile da nessun interesse che non sia divino.

La sana memoria di un genocidio non è una "liturgia" per ricordare un abuso gravissimo ad una popolazione avvenuta con un olocausto ma per ricordare la bellezza di ciascuna persona che, in nessun caso, in nessuna situazione, dal concepimento al suo tramonto naturale, può essere vilipesa, abusata, cosificata.
Quello che è accaduto in una storia terribile, precisa, ciscostanziata, in alcuni momenti della storia, con volti precisi, con persone e con sguardi inermi, con uomini e donne, come ciascuno di noi, è il ricordo che siamo capaci di cose orribili. Siamo capaci di negarci l'ineludibile dignità.

La sana memoria di un olocausto è memento perché non accada nessun olocausto e la vita sia preservata sempre.
La sana memoria di un genocidio è per renderci responsabili e co-responsabili di ogni fratello e di ogni sorella qualunque sia la sua età, la sua dimensione cognitiva, il colore della sua pelle, la sua provenienza culturale, il suo stato esistenziale e il suo "stato sociale".
Preservare il tu, ogni "tu" è preservare l'io.
È preservare lo sguardo senza girarsi mai da altra parte. E fare la nostra parte di bene e di comune appartenenza.

Perché la sana memoria di un genocidio è ricordare che ci apparteniamo e che a ciascuno viene detto:
"Dovè Abele tuo fratello?" (Gen. 4,9)

Associazione Culturale Cattolica
Zammeru Maskil
www.ilcattolico.it

Martedì della II settimana di Pasqua

B. Rolando Rivi, seminarista e martire (1931-1945)

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