Rassegna stampa Speciali

L’intervento del Grande Imam di Al-Azhar. La religione non è mai violenza

Con la consegna del «Premio della Fratellanza umana - da Dar Zayed» a Papa Francesco e al Grande Imam di Al-Azhar — «per gli sforzi esemplari e determinati volti a promuovere la pace tra i popoli di tutto il mondo» — si è aperto l’incontro interreligioso presso il Founder’s Memorial. È stato lo sceicco Mohammed Bin Rashid Al Maktoum, vice presidente e primo ministro degli Emirati Arabi Uniti, a dare l’annuncio della creazione del premio e dell’assegnazione al Pontefice e al Grande Imam. «L’obiettivo — ha affermato — è onorare tutti coloro che lavorano senza sosta e con onestà per unire la gente».

Ha preso quindi la parola il Grande Imam, che ha parlato senza mezzi termini di «evento storico che riunisce i leader delle religioni mondiali ad Abu Dhabi per testimoniare insieme al mondo intero la pubblicazione del Documento sulla Fratellanza umana, con un appello a diffondere la cultura della pace, il rispetto dell’altro, l’attuazione del benessere per l’umanità intera invece della cultura dell’odio, dell’ingiustizia e della violenza e dello spargimento di sangue». Con la richiesta a coloro che prendono le decisioni «di mettere da parte gli interessi politici e gli equilibri militari» e «di intervenire subito per interrompere lo spargimento di sangue, l’uccisione di innocenti, per mettere un termine immediato ai conflitti, alle guerre vane che ci riportano indietro nella storia: un ritorno indietro misero, che minaccia una terza guerra mondiale».
«Appartengo a una generazione — ha affermato — che può essere definita come la generazione delle guerre: un’espressione che evoca paura, terrore». Forte anche della sua esperienza personale, ha assicurato: «Lavorerò con mio fratello il Papa, per gli anni che ci rimangono, con tutti i leader religiosi per proteggere le nostre società, per la loro stabilità». Le religioni sono sempre per la pace e chi le usa per la violenza le tradisce. In proposito il Grande Imam ha usato parole forti contro coloro che seminano il terrore tra le persone e anche nei luoghi di culto: «Delle guerre a nome delle religioni, sotto vari slogan, le religioni non sono responsabili: ne sono responsabili coloro che attuano politiche errate, sfruttano alcuni religiosi per implicarli in obiettivi che nulla hanno a che vedere con la religione. Noi riconosciamo che ci sono leader religiosi che hanno dato interpretazioni errate dei libri sacri».
Il Grande Imam ha quindi lanciato una serie di appelli accorati: «Mi rivolgo ai fratelli musulmani in Oriente dicendo loro: accogliete a braccia aperte i vostri fratelli cristiani, perché sono i nostri partner nella patria, sono i nostri fratelli che, ci dice il Corano, sono i più vicini a noi». E «noi musulmani non dobbiamo dimenticare che il cristianesimo ha accolto l’islam quando era una religione nascente, aiutandolo contro gli adoratori di idoli che erano presenti allora».
«Dico — ha proseguito — ai cristiani in Oriente: voi siete cittadini, non siete minoranza. Siete figli di questa terra. Liberatevi dal concetto di minoranza. Vi prego, liberatevi dal concetto di minoranza: voi siete cittadini con piena cittadinanza, diritti e doveri. Sappiate che la nostra unità, noi e voi, sarà la roccia sulla quale si infrangerà il conflitto. Non dev’esserci differenza, distinzione tra cristiani e musulmani». E ancora: «Dico ai musulmani in Occidente: inseritevi nelle società, inseritevi in modo positivo per tutelare la vostra identità religiosa, così come rispettate le leggi di queste società. Sappiate che la sicurezza di queste società è una responsabilità anche vostra. E se ci sono delle leggi che invitano a violenza e alla sharìa, ricorrete alle leggi, perché le leggi vi tuteleranno, tuteleranno la vostra libertà».
«Dico ai giovani — ha concluso Ahmad al-Tayyeb — in Oriente e in Occidente: il vostro futuro è sorridente. Armatevi con la morale, con la sapienza, con il sapere; fate di questo Documento una costituzione, una carta di principi per la vostra vita; fatene una garanzia di un futuro libero da scontri, libero da sofferenze; fate di questo Documento una carta come barriera contro l’odio; insegnate ai vostri figli questa carta, questo Documento perché è un’estensione della costituzione dell’islam, è un’estensione delle Beatitudini del Vangelo».


© Osservatore Romano - 6 febbraio 2019