Rassegna stampa Speciali

Il Natale dei non credenti: intervista con lo scrittore Erri De Luca

Come vivono i non credenti il Natale? Fabio Colagrande ha intervistato lo scrittore Erri de Luca, appassionato di Sacra Scrittura: benché non sia credente interpreta la vita come un'attesa della seconda venuta di Gesù. Ecco la sua riflessione: 

R. - E' l'attesa di un intervallo. Siamo in un intervallo. Questo intervallo viene continuamente rinnovato nel Natale. Ecco: questa è una festa che contiene l'aspettativa, l'attesa di quel ritorno, ed è concentrata nel desiderio e nella festa di quel ritorno. Il Natale è una piccola parte di quella ‘Parusia'.
 
D. - Fin dalle prime pagine, lei sottolinea quanto nella storia di Gesù sia importante la figura del padre, Joseph, Giuseppe ..."che pure i Vangeli congedano in fretta", lei nota. Qual è il valore di questa figura?
 
R. - Le cose stanno, in termini legali, così: Miriam - Maria - quella ragazza è incinta prima del matrimonio e non del suo sposo. Dunque a tutti gli effetti è una adultera, passibile delle più gravi conseguenze, secondo la legge di quel tempo. E Giuseppe - Joseph - le crede. Le crede! Crede a quella ragazza. Intanto, nessun Vangelo dice che Giuseppe sia anziano, dunque ce lo possiamo legittimamente immaginare giovane, innamorato e - perché no? - anche bello. Joseph viene dal verbo ebraico "jassaf" e vuol dire "colui che aggiunge" e i nomi in ebraico hanno una forza di intervento sulla vita di chi li porta, sono una profezia. Joseph effettivamente, nella sua vita, "aggiunge": aggiunge intanto la sua fede "seconda" nei confronti di quella ragazza. Lui è convinto di sposare una ragazza benché incinta, vergine. Quindi accetta di essere lo sposo "secondo" di quella ragazza. E poi, aggiunge la sua paternità di padre "secondo" di quella "strana" creatura capitata in mezzo a loro. Ecco, Joseph non solo insegnerà a quella creatura il suo mestiere, lo farà diventare un falegname, ma iscrive Gesù a suo nome dentro l'anagrafe ebraica. Ecco che Gesù sta dentro la genealogia di Davide, quella che per i cristiani e per gli ebrei è la genealogia del Messia: Gesù sta in quella genealogia perché Giuseppe è di diritto un "pronipotino" di quel Davide. Dunque, Joseph è una figura data per scontata nella storia dei Vangeli, che però permette a questa storia di compiersi.
 
D. - Erri De Luca, per lei, che è un non credente ma un conoscitore, potrei dire anche un amante, proprio, delle pagine della Bibbia, che significato ha questo Natale che stiamo vivendo?
 
R. - Ma ... non ce ne accorgiamo, del significato ... Per me, il Natale è la festa di una ragazza-madre che ha finalmente portato a termine il suo compito, ed è la festa di una ragazza-madre forestiera, che si è avventurata assieme al suo sposo lontano da casa, e riesce a sbrigarsela nel modo che sappiamo e che rappresentiamo con i nostri presepi: questo è il Natale. Corrisponde a questa frenesia alimentare e commerciale? A me sembra di no, però, insomma ... ce lo teniamo così com'è!

© Radio Vaticana - 24 dicembre 2009