Rassegna stampa Speciali

Contagiati dalla gioia

Gioia bimboCorrezioni, modifiche, approfondimenti, aggiunte: il sinodo dei vescovi è immerso pienamente nel labor limae sul progetto di documento finale. Nella diciannovesima congregazione generale, la mattina di mercoledì 24 ottobre, i 253 padri presenti in aula hanno infatti cominciato a proporre una serie di emendamenti al testo presentato dalla commissione. In assenza di Papa Francesco, impegnato nell’udienza generale in piazza San Pietro, la preghiera iniziale è stata guidata dal segretario generale, il cardinale Baldisseri.
Presidente delegato di turno era il cardinale Sako. Prima della serie di interventi, è stata letta in aula una prima bozza della lettera che i padri sinodali intendono inviare ai giovani di tutto il mondo e che sarà letta domenica 28 durante la messa conclusiva. I padri sono stati invitati a proporre modifiche e suggerimenti che si cercherà di armonizzare nel testo finale. E già in mattinata, in aula, sono giunte le prime osservazioni. Il cardinale Baldisseri ha anche illustrato ai padri le procedure per l’elezione del prossimo Consiglio di segreteria, che sarà composto da 21 membri, con 16 eletti per aree geografiche, 4 di nomina pontificia e uno che sarà rappresentato da un capo d i c a s t e ro . Sono stati 44 i padri a chiedere la parola e tutti hanno sostanzialmente espresso grande apprezzamento per il lavoro svolto dalla commissione, che ha avuto il compito di raccogliere tutti i modi presentati dai circoli minori nei giorni scorsi. Ne è scaturito, si è detto, un documento nel quale emerge la coscienza che la risposta ai giovani sta nella Chiesa in quanto tale. Un risultato, quindi, non solo formale, di atteggiamenti e di linguaggio, ma sostanziale. Non sono mancati, comunque, alcuni appunti, di stile e di contenuto. Un padre, ha rilevato l’eccessiva frammentarietà della quale è vittima il tema della catechesi, che andrebbe invece valorizzato. Così come maggiore spazio andrebbe dato alla liturgia. Da più parti è stato notato che il testo dovrebbe accentuare gli aspetti positivi, far emergere il buono: una Chiesa che non cestina il passato ma ha voglia di rinnovarsi per i giovani e insieme ai giovani. E lo fa nella gioia, perché contagiata dalla gioia e dall’entusiasmo delle nuove generazioni. Diversi interventi hanno affrontato i paragrafi dedicati al tema degli abusi. Sono stati dati suggerimenti anche terminologici per esprimere al meglio il senso di una Chiesa ferita profondamente dai crimini di una parte di essa, del perdono chiesto alle vittime, della tolleranza zero in cui la misericordia accompagna la giustizia. Anche per quanto riguarda le parti dedicate alla sessualità, è stato richiesto un linguaggio più chiaro, più attento alle persone, meno figlio delle mode, in cui si metta maggiormente in evidenza il rapporto di reciprocità tra uomo e donna, e non venga messa al margine la virtù della castità. Ulteriori suggerimenti hanno riguardato l’attenzione ai sacerdoti giovani, la collegialità, la sinodalità, il clericalismo, la formazione sacerdotale, il ruolo dei movimenti ecclesiali ma anche il supporto alla spiritualità individuale, l’accompagnamento, la missionarietà, l’educazione e le scuole, i migranti, il ruolo delle donne, la diaconia. Un padre ha presentato un modo collettivo per chiedere che sia maggiormente evidenziata l’opzione preferenziale per i giovani. I quali, ha detto, sono una benedizione per la Chiesa.

© Osservatore Romano - 25 ottobre 2018


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