Rassegna stampa Speciali

Ancora troppe le vite perse in mare

migranti mareSono 859 i migranti e rifugiati che hanno perso la vita nelle acque del Mediterraneo dall’inizio del 2019. In calo, rispetto allo scorso anno, ma ancora troppi. Ad aggiornare il tragico bilancio è l’Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim), che ieri ha fornito i numeri di un fenomeno che, sia pure in calo, resta comunque rilevante. Secondo i dati dell’Oim, infatti, dal 1° gennaio al 22 agosto 45.505 migranti e rifugiati sono entrati in Europa via mare, in calo di circa il 30% rispetto ai 64.836 arrivati nello stesso periodo l’anno scorso. La maggior parte degli sbarchi sono stati segnalati in Grecia e in Spagna, con rispettivamente 23.193 e 14.680 arrivi dall’inizio del 2019. L’Italia ne ha registrati 4.664.
Le 859 vittime segnalate sulle tre principali rotte del Mar Mediterraneo sono pari al 55% dei 1.558 morti dello stesso periodo del 2018. La maggior parte dei decessi, quasi 600, si sono verificati sulla rotta del Mediterraneo centrale che collega l’Africa del Nord a Italia e Malta.
Una rotta che continua a essere percorsa costantemente, come dimostra anche l’ultimo intervento di salvataggio compiuto stamane dalle motovedette della Guardia di finanza e della Guardia costiera che hanno soccorso quattordici tunisini su un natante intercettato a poche miglia da Lampedusa. E come dimostrano anche gli sbarchi avvenuti nel sud della Sardegna. Tra ieri notte e questa mattina due barchini con a bordo complessivamente 12 persone, tutte algerine, sono approdati sulla spiaggia di Porto Pino, nel Comune di Sant’'Anna Arresi.
Intanto si avvia davvero alla conclusione anche l’odissea dei migranti da 14 giorni a bordo della Ocean Viking. Tra poche ore sbarcheranno a Malta. Ad annunciarlo, stamane, Luca Pigozzi, medico di Medici senza Frontiere a bordo della nave in un video postato su twitter. Sul ponte «sono in corso i festeggiamenti» ma, sottolinea Pigozzi, «per 14 giorni siamo stati in mare senza che nessuno si prendesse cura delle 356 persone soccorse e questo rimane sicuramente una vergogna». Una volta sbarcati i migranti saranno distribuiti in altri Paesi europei: Francia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Portogallo e Romania.

© Osservatore Romano - 25 agosto 2019

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