VITTORIE E PROPOSTE

Il rinvio della discussione del ddl Zan è una prima importante vittoria. Questo Paese ha altre emergenze. La prima è il sostegno alla famiglia, che sta tenendo in piedi il tessuto sociale dell’Italia che altrimenti sarebbe andato in mille pezzi. I bisogni di giovani, anziani, disoccupati, innocupati, commercianti, artigiani, disabili, professionisti in crisi trovano come unica vera risposta la rete della solidarietà familiare.
La manovra economica fa slittare al 1 luglio 2021 l’assegno per il figlio, senza indicare importi e annunciandolo come collegato all’Isee.
Temiamo fortemente che in una famiglia modesta con mamma e papà impiegati questo comporterà un peggioramento delle condizioni, vista la cancellazione di ogni bonus e detrazione. Serve altro. Con i tre miliardi stanziati dalla manovra 2021 per l’assegno per il figlio si può immediatamente varare la storica proposta del Popolo della Famiglia: il reddito di maternità, mille euro al mese per le mamme che si dedicheranno in via esclusiva alla cura dei figli, riconoscendone dunque pienamente il ruolo effettivamente lavorativo ad alta valenza sociale.
Con mille euro al mese per i primi otto anni di vita del figlio, rinnovabili per altri otto anni alla nascita di ogni figlio, vitalizi dopo la nascita del quarto figlio o di un figlio disabile l’Italia otterrebbe: un’immediata crescita del tasso di natalità, la nascita di nuove famiglie, l’abbattimento drastico del numero degli aborti. La manovra stanzia per l’assegno unico 9 miliardi tra 2021 e 2022, il reddito di maternità costerebbe inizialmente molto meno. Anche gli 8 miliardi stanziati per il 2021 per la riduzione dell’Irpef sapremmo come impiegarli: riforma fiscale del quoziente familiare a partire dalle famiglie monoreddito e da quelle con tre o più figli. 30.000 euro guadagnati da un padre di famiglia con figli a carico non possono essere tassati come i 30.000 euro guadagnati da un single, contano le bocche che vengono sfamate da quei 30.000 euro. Chiaro e giusto, no?
Con il quoziente familiare si otterrebbe l’effetto dell’assegno per figlio, ma con maggiore equità. In conclusione, bene il rinvio del ddl Zan, è una grande vittoria delle forze politiche come il Popolo della Famiglia che si sono opposte in ogni luogo culturale, mediatico, sociale alla legge fascistissima voluta da un Pd che ormai si comporta come il Pnf del 1925. Ma il rinvio di una settimana non basta.
Va modificato il calendario parlamentare orientandolo ad un necessario dibattito sui bisogni della famiglia, che ha attraversato questa tempesta senza un briciolo di aiuto e ora non ce la fa più. L’elemosina indefinita dell’assegno per il figlio se la possono tenere. Poiché il Popolo della Famiglia non protesta mai senza accompagnare la protesta con una concreta proposta, noi chiediamo l’impiego dei fondi stanziati per l’assegno per il figlio (9 miliardi tra 2021 e 2022) e per la riforma fiscale dell’Irpef (8 miliardi per il solo 2021) per implementare immediatamente il reddito di maternità e il quoziente familiare per famiglie monoreddito e famiglie con tre figli o più con l’obiettivo di battere denatalità, aborto, ingiustizia fiscale a danno della famiglia.
Si può fare domani, i soldi ci sono e sono già stanziati, occorre solo la volontà politica che il
Popolo della Famiglia si prenderà la briga di incanalare attraverso una mobilitazione nazionale sui territori che sfocerà in una manifestazione di piazza a novembre in cui invitiamo fin d’ora tutti i soggetti politici, sindacali, sociali, associativi interessati a veder rimessa la famiglia al centro dell’attenzione reale e concreta di chi pro tempore governa. La nostra tenacia pidieffina produce consapevolezza sempre più generalizzata, chi se la sente scenda in battaglia con noi.


Lunedì della XXX settimana delle ferie del Tempo Ordinario

SS. Luciano e Marciano, martiri a Nicomedia, in Turchia

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