Nasce in Italia il governo di Lega e M5s

ministri nuovo governo 2018ROMA, 1. A quasi tre mesi dalle elezioni e ormai a un passo dal ritorno alle urne, nasce in Italia il governo di Movimento cinque stelle (M5s) e Lega. A guidarlo sarà Giuseppe Conte con Luigi Di Maio e Matteo Salvini vicepresidenti del consiglio oltre che, rispettivamente, ministro del lavoro e sviluppo e ministro dell’interno.
Ieri, al termine di una intesa giornata di trattative, il capo politico del M5s e il segretario della Lega hanno raggiunto l’accordo che per il momento ha chiuso un lungo periodo di incertezza politica. A sbloccare l’impasse è stato il cambio di ruolo di Paolo Savona, la cui mancata nomina a ministro dell’economia aveva causato un duro scontro tra i partiti coinvolti nella formazione del governo, soprattutto il M5s, e il Quirinale. Savona avrà la delega alle politiche europee, mentre il dicastero dell’economia sarà affidato a Giovanni Tria, critico verso certi assetti dell’Ue ma non favorevole all’uscita dall’euro. «Lavoreremo intensamente per realizzare gli obiettivi del contratto, lavoreremo con determinazione per migliorare la qualità di vita di tutti gli italiani»: sono state queste le prime parole pronunciate ieri da Giuseppe Conte nella veste di presidente del consiglio, dopo avere letto al Quirinale la lista dei ministri. «Si è concluso un complesso itinerario» ha poi chiosato il presidente della repubblica, che oggi alle 16 riceve al Colle il nuovo presidente del consiglio e la squadra dei diciotto ministri, tra cui solo cinque donne, per il giuramento. «Un governo politico è di gran lunga la migliore soluzione anche per l’incertezza che deriverebbe dalle elezioni» ha dichiarato con sobrietà rimettendo l’incarico Carlo Cottarelli. All’economista Mattarella aveva affidato il compito di formare un esecutivo neutrale per portare il paese al voto anticipato. L’ipotesi di un ritorno alle urne in tempi brevi era infatti sembrata molto concreta solo mercoledì scorso, quando Salvini aveva manifestato chiusura nei confronti di un governo politico che recepisse le indicazioni del Quirinale. A riaprire i giochi è stata poi la disponibilità di Di Maio a spostare Savona a un altro ministero. A questo punto Salvini è tornato a Roma, interrompendo la campagna elettorale, per riunirsi con il leader del M5s e per raggiungere finalmente l’intesa che ha sancito la nascita del governo. Un ultimo scoglio da superare è stato quello della partecipazione di Fratelli d’Italia (Fdi) all’esecutivo. Il M5s era infatti contrario a questa eventualità e solo l’altolà di Salvini al partito alleato nella coalizione elettorale di centro-destra ha sbloccato l’accordo finale nella lunga trattativa con Di Maio. All’inizio della prossima settimana, il nuovo governo è atteso alla fiducia in parlamento. Hanno annunciato voto contrario Forza Italia, Liberi e uguali e Partito democratico (Pd). «Costruiremo — ha dichiarato il segretario reggente del Pd, Maurizio Martina — l’alternativa al governo populista e di destra che ha un programma pericoloso, antieuropeo e iniquo». Fdi, che come accennato si era trovato a un passo dall’entrare nel governo, ha scelto la linea dell’astensione. «Per patriottismo — ha dichiarato Giorgia Meloni — diamo una mano perché l’Italia è sotto attacco». Oltre a Di Maio, Salvini, Tria e Savona, la nuova compagine governativa annovera Enzo Moavero Milanesi al ministero degli esteri; Alfonso Bonafede alla giustizia; Riccardo Fraccaro ai rapporti con il parlamento; Giulia Bongiorno alla pubblica amministrazione; Erika Stefani agli affari regionali; Barbara Lezzi al ministero per il sud; Lorenzo Fontana alla ministero per la famiglia e le disabilità; Elisabetta Trenta alla difesa; Gian Marco Centinaio alle politiche agricole; Danilo Toninelli alle infrastrutture; Marco Bussetti all’istruzione; Alberto Bonisoli ai beni culturali; Giulia Grillo alla salute; Sergio Costa all’ambiente. Sottosegretario alla presidenza del consiglio sarà il leghista Giancarlo Giorgetti.

© Osservatore Romano - 1-2 giugno 2018

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