Meglio un prete in meno

gesu flagellato alla colonnaROMA, 15. «Nell’ascoltare il dolore di queste persone mi sono confermato sul percorso di plagio e, quindi, di abuso di potere che soggiace e prepara quello a carattere sessuale. Una volta di più siamo chiamati a essere rigorosi nella selezione dei candidati al ministero, avvalendoci dell’apporto delle scienze umane: meglio avere meno preti e religiosi, che rischiare la vita di un minore»: è quanto ha affermato il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia Città della Pieve e presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), in occasione dell’i n c o n t ro con due vittime di abusi — di cui una minorenne — compiuti da sacerdoti nell’ambito della riunione della presidenza della Cei.

Nella riunione, la Conferenza episcopale italiana ha nominato per un quinquennio i membri del Consiglio di presidenza del Servizio nazionale per la tutela dei minori: Emanuela Vinai (coordinatrice), Carlo Acquaviva, padre Amedeo Cencini, Anna Deodato, Gianluca Marchetti, padre Luigi Sabbarese, Gottfried Ugolini. Presieduto da monsignor Lorenzo Ghizzoni, arcivescovo di Ravenna-Cervia, il Consiglio sarà integrato con altri membri e affiancato da una Consulta. Istituito lo scorso novembre presso la Segreteria generale della Cei e dotato di apposito regolamento, il servizio è chiamato a offrire alla Conferenza episcopale stessa, alle Chiese particolari, agli istituti di vita consacrata e alle società di vita apostolica, alle associazioni e alle altre realtà ecclesiali un supporto per quanto attiene alla tutela dei minori e degli adulti vulnerabili. Tra i primi compiti, al Servizio nazionale per la tutela dei minori sono affidate la promozione e l’accompagnamento delle attività di prevenzione e formazione a livello territoriale. A tale scopo, è stato chiesto a ogni Conferenza episcopale regionale di incaricare un vescovo: a quest’ultimo spetta accompagnare la costituzione dei servizi regionali e interdiocesano, a partire dalla sollecitazione ai vescovi del territorio per l’individuazione di validi referenti diocesani. Nella loro scelta si è sensibilizzata soprattutto la rete dei consultori familiari, al fine di valorizzare esperienze e competenze, che saranno ulteriormente approfondite con appositi corsi di formazione.

 

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