Il DdL Zan è colmo di equivoci terminologici e giuridici. Una legge che intende combattere la discriminazione deve essere diversa

cardinale Gualtiero Bassetti CEIÈ di queste ore il fiorire tra i giornali orientati al mainstream (vd corriere, ad esempio) alcune dichiarazioni di cui non vi è traccia del Card. Bassetti Presidente CEI.
Questo è il testo che viene fatto girare senza riferimento alcuno:

«La legge va corretta, non affossata» Il numero uno dei vescovi italiani e il disegno di legge contro l’omotransfobia: «Noi siamo per la difesa e la dignità di tutti, di qualunque uomo o donna»

Sono d'obbligo alcune semplici considerazioni:

1 - Dove ha detto il cardinale queste parole? Occorre stare severamente attenti nella comunicazione come Egli stesso ha ricordato nella "Giornata per le Comunicazioni Sociali 2021":

“essere cercatori di verità e non amplificatori di notizie dannose” cfr Agenzia SIR

2 - Le parole citate, se sonostate dette, nell'ottica dei comunicati CEI ufficiali in merito al DdL Zan di questi mesi e nell'ottica dell'approfondimento giuridico fatto da Avvenire ricordano tre aspetti fondamentali:
A - La Chiesa è foriera di non-discriminazione semplicemente perché il significato odierno di Persona viene dal Cristianesimo ed ogni Persona, fatta ad Immagine e Somiglianza di Dio è oggetto di Amore, Cura, Attenzione, Rispetto ed è foriera di Diritti e di Doveri.
B - La Chiesa difende la dignità di ogni uomo e di ogni donna non di visioni costruite a tavolino politicamente per giustificare visioni che non esistono antropologicamente. Uomo e/o donna, non ci sono dimensioni sessuate terze. Ed infatti il non virgolettato è del "giornalista" e parla anch'egli di una cosa non scritta nella legge. Nella legge non si cita il termine omofobia, transfobia, ecc se non all'art. 7 (Istituzione della Giornata nazionale control’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e latransfobia), nel DdL Zan si parla, piuttosto – in maniera impropria, giuridicamente, antropologicamente e terminologicamente – di discriminazione.
C - Questo per ricordare che non solo per la Chiesa non esiste alcuna urgenza di omofobia in Italia ma che lo stesso termine omofobia ha connotazioni antropologiche ambigue specie per chi, come la Chiesa, da sempre, è foriera dei Diritti autentici del rispetto della Persona. Sempre, dal concepito al povero, dalla persona con disabilità al migrante, dalle famiglie ad ogni persona
indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, dall'anziano alla persona che conclude il corso naturale della sua vita terrena.

Preoccupazione omnicomprensiva che ogni forma di laicità deviata (partitica, di lobby, ecc.) non tiene evidentemente in considerazione.

Pertanto attribuire eventuali parole - di cui non vi è traccia - al di fuori di quel contesto di cui abbiamo parlato è non solo improprio ma disonesto e tradisce lo spirito della Giornata delle Comunicazioni Sociali appena svolta.
La Chiesa non fa politica se non nel quid che riguarda il Bene della Persona e il Bene Comune, non si schiera con partiti e, chi cavalca le parole del Cardinale G. Bassetti, Presidente della CEI, per avvalorare i propri "desideri di legge" è, perlomeno, uno che si comporta con totale meschinità.

Paul Freeman


-> VD anche

https://www.chiesacattolica.it/nota-della-presidenza-cei-sul-ddl-zan-troppi-i-dubbi-serve-un-dialogo-aperto-e-non-pregiudiziale/


L’apertura di Bassetti (Cei): «Il ddl Zan? Possono farlo ma deve essere più chiaro»- Corriere.it


Dalla pagina Facebook di Martina Pastorelli