DDL ZAN. IGNORANZA DEMOCRATICA E DELLE LEGGI

LettaA cura di Paul Freeman

"Quando parlo delle legge Zan contro la omo-transfobia, io parlo di cose che portebbero il nostro paese nel futuro, nella modernità"
(al min. 13:40 e successivi)
Così il segretario Letta che poco prima, su altro argomento, aveva asserito "non si può parlare ad ognuno di quelli che ti ascoltano dicendo esattamente quello che uno ascolta vuole sentirsi dire"
(al min. 01:40 e successivi).
Cortocircuito della piacioneria e segno di totale inaffidabilità politica e valoriale.
La sostanza purtroppo è che certi segretari e leader - non solo del PD, certamente, e non solo a sinistra, sicuramente - non conoscono né il significato né la finalità della legge.
A cui occorre sempre tornare se si vuole costruire realmente il Bene Comune.

Ricordava Cicerone:
"Ad salutem civium civitatumque incolumitatem conditae sunt leges".
Mai tale politico e filosofo romano avrebbe immaginato che le leggi "ad personam" fossero fatte su misura non solo di alcuni Leader di partito, ma anche di gruppi di potere e persino da Istituzioni con la patina vanesia di diritti soggettivi, anzi soggettivistici.
Aprendo così il mortifero filone delle "leggi-alla-maniera-delle-non-leggi" che, patinate con la difesa dei "diritti", diventassero paradigma della negazione dei diritti stessi (e dell'uomo e della sua libertà) e del significato di ciò che una legge è per natura; facendo avanzare gruppi di potere nella "dittatura silente".
"Leges intuitu sui ipsius conditæ".






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