DDL ZAN E OMOFOBIA: UN VASTO CAMPO SEMINATO CON MINE DA DISINNESCARE

no discriminazione no ddl zanA cura di G. Marconi

Continuando la rassegna degli autorevoli pareri dei massimi giuristi italiani sul ddL Zan, stavolta l'intervento del prof. Tullio Padovani, ordinario di Diritto Penale alla Scuola Superiore di Pisa, sul settimanale Guida al Diritto de IlSole24Ore, editoriale del 5 dicembre 2020.
Padovani è un penalista di pari rango di Ronco e Fiandaca, già autore di apprezzate monografie e di manuali (in specie “Diritto penale e fattispecie criminose. Introduzione alla parte speciale del diritto penale”) ampiamente in uso nei corsi universitari, oltreché di più di 200 pubblicazioni e di diverse curatele. Recentemente intervenuto con forti rilievi critici su Radio Radicale, l'esposizione in questo testo li esprime in modo chiaro e lineare.
Il Ddl contenente «misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale, sull'identità di genere e sulla disabilità», approvato dalla Camera e ora all'esame del Senato, persegue senza dubbio lodevoli intenti; meno lodevole appare invece la loro traduzione normativa. Tullio Pavani si concentra sui punti più controversi augurandosi infine che al Senato il testo venga modificato.