Con il ddl Zan desideri mascherati da diritti

Le cateneIl ddl Zan è la dimostrazione visibile e concreta di una deriva drammatica incontro alla quale sta andando la nostra società che vorrebbe far passare come diritti, quelli che in realtà sono dei desideri, quindi da un punto di vista giuridico e legislativo abbiamo chiesto a Francesco Maria Fioretti Magistrato già Presidente della Prima Sezione di Cassazione, come è avvenuto questo passaggio, dal desiderio al diritto:

«Si è trattato di un processo lungo, dovuto al fatto che le persone si sono addormentate e al fatto che, nella nostra società, si è affermata una cultura egemonica, di stampo marxista, che mirava ad eliminare tutti quei valori che potessero eliminare la chiesa cattolica. La cosa terribile per la società, lì dove c’è stata la caduta etico-spirituale, è che si è avvalorato il principio della trascendenza: si vive praticamente su un piano di completa immanenza. Ovviamente se si vive su un piano di completa immanenza e si taglia fuori Dio, dalla nostra vita, praticamente tutto diventa lecito. Con la legge astratta che cosa è accaduto? Che si è abbandonata una misura oggettiva del bene per effettuare una misura soggettiva. Bene è quello che per me pare bene. Siamo arrivati al punto che io ho il sesso che sento di avere. Quindi in questa maniera, si è distrutto anche il concetto di natura, perché noi siamo uomini e donne in base alla natura, la natura ci ha strutturati in una certa maniera, allora si vuol far passare, come normale, come una cosa che appartiene alla realtà naturale, quale cosa che è innaturale. Cioè si vuol distruggere l’identità delle persone per sostituirla con una situazione di fluidità, circa l’identità delle persone. Quindi che cosa è accaduto? Che tutto sommato questa che si vuol far passare come un’identità effettiva, in realtà, è il frutto di deviazioni della personalità che si vogliono far passare per cose del tutto normali. E’ un’ideologia che si vuol imporre ad una visione tradizionale della realtà delle cose, perché c’è una minoranza che si vuol imporre sulla maggioranza delle persone, perché queste persone sono distratte, sono disgraziatamente ottuse, perché ognuno pensa agli affari suoi e non si rende conto di quello che sta accadendo nella società, ovvero tutti si riempiono la bocca col principio della dignità della persona ma questa è un’espressione che può essere riempita di qualsiasi contenuto, perché, ad un certo punto, si vogliono far passare per dignità della persona umana anche queste deviazioni perché sarebbero delle identità soggettive, smentite dalla realtà naturale. Quindi bisogna cominciare ad oggettivare il principio di “dignità della persona umana” che diventa una cosa molto seria quando si aggiunge un aggettivo, ovvero “trascendente dignità della persona umana”. Vede, se Lei ci aggiunge questo, delimita nel concetto di dignità della persona umana, tante cose che ci sono state infilate dentro e che non appartengono alla dignità della persona umana e che, anzi, la violano. Anche il concetto di libertà va riveduto, non esiste un concetto di libertà assoluto, ma sempre un concetto di libertà relativa, di libertà per il bene. Ma Lei pensi per quanto riguarda l’aborto, si parla di libertà della donna. In questa situazione non c’è solo la libertà della donna, ma c’è anche un’altra cosa: il diritto alla vita del concepito. Quindi ci sono due diritti che finiscono per confliggere tra loro. Se dobbiamo difendere la libertà della donna, dobbiamo anche difendere il diritto della vita del neonato: allora una donna che si trova in una condizione di disagio va supportata al 100% per evitare che quella donna abbia a cedere alla tentazione di abortire. Quindi, per quanto riguarda poi il concetto di “amore”, in questo termine si fa rientrare tutto, ma in realtà, l’amore è tale solo se è amore che salva, perché l’amore umano è contaminato dall’egoismo della persona e quindi, siccome è un amore contaminato, esige di essere purificato. E come esige di essere purificato? Soltanto attraverso l’incontro con la fede, perché altrimenti può diventare orgoglio cieco: come quando uno si rivolta contro la propria donna e la uccide. In realtà c’è una situazione culturale che va rivista profondamente e questa situazione culturale, così deviata, ha portato alla legge Zan, con cui si vogliono devastare, attraverso la teoria del gender, le menti dei bambini. E su questo la Chiesa deve reagire più incisivamente, perché se noi andiamo a prendere la Prima Lettera ai Romani, san Paolo si scaglia contro certe tendenze, quindi in realtà siamo arrivati dove siamo arrivati, perché c’è una caduta verticale di eticità e spiritualità.



Fonte: Pro Vita & Famiglia