All'attenzione del direttore di RAI 1 Dott. Stefano Coletta

nobestemmia1Buongiorno

Sono un semplice cittadino che scrive sotto l'impulso dell'indignazione provata nel vedere circolare sul palco di Sanremo molta poca attenzione al vero nucleo fondante la carica artistica che nel nostro paese andrebbe venduta a peso d'oro al posto di propagande a-valoriali che lei ha pianificato con il placet di baci omo-affettivi (che messaggio per le precauzioni durante la pandemia!) travestitismo improprio, e quel che riteniamo più grave, una intollerabile blasfemia del sacro, dando spazio alla trasgressione più scontata che lede i simboli a noi cari e che formano la nostra cultura e il nostro pensiero.

Grave il ledere i simboli da parte di un servizio pubblico che diventa altamente diseducativo ed è grave farlo con i soldi del Canone RAI.

Con i soldi di un tassa sulla proprietà del mezzo si finanzia il disvalore e il calpestamento dell' art. 19 della Costituzione aprendoci alle sanzioni penali del Codice medesimo all'art. 403.

Come cittadino Lei ha offeso e discriminato con l'insulto, la fede e il sentimento religioso di milioni di italiani che come me in un tempo di grave crisi sanitaria economica ed educativa, ha fatto sacrifici enormi per vivere la propria fede, andare a messa, venerare la croce, soprattutto in Quaresima e di venerdì, pregare il rosario per il paese perché cessi la pandemia. Anche per chi, con leggerezza infantile e blasfemia, si è esibito sul palco dell’Ariston.

Calpestare i simboli e farlo con i soldi pubblici è delittuoso ed inescusabile. È comportarsi da ladri di Bene. È oggettivo disvalore.

Ecco tutto questo abbiamo visto utilizzando il palco dell'Ariston come un "neo altare" della dissacrazione, dove lei ha voluto dare lo spazio al vilipendio ed umiliare, effettivamente, oggettivamente, molto più che affettivamente, il nostro paese che è la culla bimillenaria del Cristianesimo a cui guarda tutto il mondo.

In un tempo così duro come quello della pandemia dove la fede aiuta ad avere le chiavi sapienziali per avere uno sguardo più alto sul fine ultimo di tanta sofferenza, non dovevate giocarvi una carta che ha escluso, offeso e tradito la dignità di tanti cristiani e di tanti cattolici.

Ripeto è danno oggettivo, effettivo, anche per coloro che non ne danno peso.

Vi battete per l'inclusione e poi infierite, dileggiate e banalizzate le radici cristiane e personalistiche della Costituzione senza considerare quanto tutto questo sia platealmente dissonante e a dir poco stonato.

Tanto più in un Festival internazionale della bellezza.

Questo scritto, dunque, per manifestare il mio dissenso, rigorosamente dopo il Festival perché nessuno se ne appropri per fare pubblicità alle Vostre scelte indegne.
Ed aggiungo una domanda:

è troppo sperare che si chieda almeno "Scusa!" e si cominci a rispettare il buon senso, il buon gusto, la religione altrui e la propria cultura cristiana che fonda le braccia aperte che l'Italia ha sempre avuto verso ogni confessione religiosa?

Paul Freeman