Quando la coscienza diventa il termine assoluto di verità

la-luceUn aneddoto vero e illuminante.
Il "famoso", di allora Carlo Carretto disse, in un quotidiano largamente letto in Italia nella rossa Umbria (*), che aveva vegliato tutta la notte chiedendo al Signore come votare sulla questione del divorzio e che alla fine votò a favore del divorzio dichiarando "no" all'abrogazione.
Risposta di P. Ludovico Profili, nerboruto padre francescano dell'Eremo di Monteluco.. "Caro Carlo, quella notte faceva meglio a dormire!".

Quando la coscienza viene presa come termine ultimo e fondativo accade questo. La coscienza è invece ultimo elemento operativo ma non fondativo. Tale coscienza che fonda su se stessa il Vero è mostruosa e genera dei mostri.
La ragione dorme, l'ideologia trionfa, qualunque essa sia; sia di destra che di sinistra, clericale o laicale. Il fai da te impera ed elegge a proprio "idolo" il relativismo. Sempre a caccia della pace emotiva, della sensazione "new age", dello "star bene", della "misericordite", della "giustizia senza amore".
Cosa diversa il buon senso, che spesso ha l'occhio lungo e che ragiona nell'autenticità, del vero e del bello. E dà la pace autentica.
Infine la preghiera, anche personale, è sempre atto ecclesiale. Si vive "cum-ecclesia". Se dunque si prega in dissenso con la Parola di Dio, con la Tradizione e il Magistero, con una mancanza di sintonia con Pietro... tale preghiera è fallace, ed inganna.
Non importa quanto tu sia in alto o quanto tu sia dotto, rischi di precipitare e "avvoltolarti" nel fango del tuo io ferito.
E mendichi conferma delle tue malate intenzioni ed intuizioni cercando consenso. Qualche malato che ti viene dietro o ti cammina accanto lo trovi sempre ma è una risonanza isterica della superbia. Ed il Peccato Originale, poi, non è così distante nel tempo.
Pertanto come dice l'apostolo "Chi stia in piedi veda di non cadere" (1Cor. 10,12).

* Carretto scriveva sul quotidiano La Stampa del 7 maggio 1974 un articolo (che sembra venisse riprodotto dal PCI in un milione di copie) nel quale testualmente affermava: "Voto no …E Tu, Signore, per chi voti? Mi par di saperlo dalla pace che sento dentro di me". Poi Carretto ritratterà pubblicamente, anche se in maniera ambigua, da come si deduce leggendo l’intervento contenuto nella sua autobiografia (Cittadella editrice, 1992, pp. 337-340), il 3 aprile, giovedì santo del 1975, nella cattedrale di Foligno, davanti al vescovo mons. Siro Silvestri, ma intanto il danno, indubbiamente elevato, era stato prodotto. (fonte: http://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php?name=News&;file=article&sid=518)

Paul