Più dell'anticlericalismo ci si preoccupi del relativismo liberale

Si legge questa mattina sul Corriere online:
"La difesa della vita umana, innanzitutto dal «delitto incommensurabile» dell'aborto in tutte le sue forme, è uno dei valori «non negoziabili» in base al quale i cattolici devono votare nelle prossime regionali. È quanto ha indicato, in sintesi, il presidente della Cei, card. Angelo Bagnasco, aprendo i lavori del Consiglio episcopale permanente, il «parlamentino» dei vescovi italiani. La candidata del centrosinistra alle Regionali del Lazio, Emma Bonino, ha replicato che si tratta di «un evergreen. Non mi sembra ci sia nessuna novità, sono le solite cose». "
L'anti-clericalismo, la persecuzione ideologica fa male alla Chiesa e alla società civile, ma peggio ancora danneggia sia la democrazia che il lievito del Vangelo chi minimizza le parole del Cardinale presidente della CEI, Angelo Bagnasco. Sono parole rivolte a tutti gli uomini politici, a tutti gli schieramenti e a tutti coloro che si apprestono a fare una scelta di voto.
L'atteggiamento sufficiente e presuntuoso da parte della Bonino sia un monito chiaro per i cattolici che si apprestono al voto.
Non si tratta qui di un voto politico, di scegliere un candidato al posto di un altro, ma si tratta di scegliere tra una mentalità a-cattolica e lontana anni luce dai valori non-negoziabili (quella della Bonino) con una che conserva qualche barlume di prossimità con i valori non negoziabili.
Non c'è interesse che tenga. Gli opportunisti riflettano bene.
Chi ha orecchi e buona volontà comprenda prima di veicolare un danno etico irreparabile per la Regione Lazio.

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