La vicenda di Porto D'Ascoli era una bufala ma c'e chi la usa per combattere la battaglia ideologica contro chi ideologizza il vangelo

Cattura 6La vicenda di Porto D'Ascoli era una bufala.
Smentita, come si poteva immaginare.
Troviamo tuttavia pericoloso e fortemente ideologico porre sullo stesso piano episodi di bullismo (tra l'altro una bufala) ed episodi di follia fondamentalista come quelli dell'Isis.
In un clima come il nostro in cui il bullismo viene utilizzato, di fatto, anche da questo governo (anche qui), per veicolare teorie sull'uomo perniciose e dannosissime.
Non capiamo dunque perché, di tanto in tanto, il segretario della CEI se ne esca così, imprudentemente (vd Agenzia SIR). In una sorta di cortocircuito in cui si avversa posizioni ideologiche con altre posizioni ideologiche.
Capiamo che magari fa parte del temperamento, forse fa parte del fuoco dello zelo che arde, delle proprie radici del Sud.. ma non è proprio qui il rischio che Gesù ci rimprovera di appiattire tutto con la forza? Sia essa delle mani o di visioni ideologiche previe? I boanerghes non si trovano forse tra coloro che armeggiano come una spada i "principi non negoziabili" e anche quelli che invece usano il fioretto del politicamente corretto?
Coraggio dunque cerchiamo di non essere né gli uni né gli altri.
Al segretario CEI, così sovraesposto, ricordiamo che il nemico non sono i fratelli nella fede ma le mode. I ponti si costruiscono anche all'interno e l'adesione alla realtà aiuta a non usare i fatti come veicolo ideologico. Le mode, sono mode, sia quelle di destra che quelle di sinistra, quelle "rigide" e conservatrici e quelle "rigide" e altrettanto conservatrici che vivono gli accenti (sacrosanti), dei poveri, degli immigrati e della Divina Misericordia, ma come un'occasione per ri-verniciare e apparire migliori.
Evitiamo semplificazioni pericolose.
Siamo tutti dei poveracci, caro segretario CEI.
Ci vediamo a Damasco.

La redazione di cristianocattolico.it

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