Il rimedio è peggio del male se non cambia la prospettiva da cui guardare

Cristo-luce-del-mondo-abbraccio-di-paceCome sottolineato acutamente da Tommaso Scandroglio nell'articolo di oggi della Bussola Quotidiana (qui e che noi riproponiamo qui) alcuni rimedi per salvare dalla crisi del Governo Monti, inerenti le liberalizzazioni, non spostano di un asse i principi fondanti l'economia ma li ri-propongono nei suoi aspetti a-valoriali. L'economia si innesca nella produzione e nel consumo, nella domanda e nell'offerta. Tuttavia non solo questo non è vero per l'economia che prima o poi arriva a produrre i mostri che ben conosciamo - e dalla cui lezione sembra non aver imparato nessuno - e cioè si arriva al collasso, per poi proporre delle toppe salva-crisi e poi ri -arrivare ad altro collasso, ecc all'infinito, ma soprattutto non è vero dal punto di vista dei fondamenti etici del vivere sociale e dell'economia.
Noi come ZM e come staff di guidareferendum.it abbiamo sempre sostenuto che il cedimento valoriale ad ideologie disumane, come il marxismo e come il liberismo - quindi sia a sinistra che a destra - produce antropologie dannose. Le quali portano ad ingolfare societario oltre che a disumanità. La nostra Repubblica, ad esempio, come già molte volte accennato, si basa e si fonda sul lavoro. Se uno stato si fonda sul lavoro significa che esso - debitore di occhiolini al marxismo e alla visione liberale - fa del lavoro, o può fare del lavoro il motore primo della democrazia. Ma questo è eticamente fallace ed inesatto. Ciò che fonda uno stato è la prima cellula societaria, cioè la famiglia che ha al centro il bene e il valore primo della persona. Quando si fonda un sistema sociale su altri aspetti ci si suicida valorialmente e poi di fatto. I nostri padri costituenti che hanno scritto con lacrime e fatica la nostra bella costituzione, proprio sul primo capitolo hanno avuto un cedimento di valore. Un cedimento che ha aperto a derive etiche e di fatto successive. Quindi non solo eventuali "cattivi" governi della prima e della seconda repubblica, ma fondamenta e priorità inesatte e smarrite.
Priorità e punti di partenza errati che hanno fatto deviare anche sul modo di essere laici e del modo di essere pienamente laici dei cattolici.
Facciamo un esempio recentissimo. Mons. Mariano Crociata intervenuto a Baida (Palermo) il 3 gennaio 2012 ha detto:
«Fino a quando non
riusciremo a trasmettere che essere
buoni cittadini è dimensione integrante
dell’essere buoni cristiani,
difficilmente riusciremo a far crescere
dei cristiani veri»
Subito i giornali hanno rovesciato i presupposti dicendo che Mons. Crociata ha detto che per essere buoni cristiani occorre essere buoni cittadini. Con l'assurdo etico che ogni buon cittadino è un buon cristiano. Quando invece è vero e ha detto il contrario, e cioè che l'essere buoni cristiani fa essere anche buoni cittadini. Anzi pienamente cittadini. Affermando il contrario di quanto ha detto Mons. Crociata si arriva a sostenere il "cristianesimo anonimo" tanto caro ad alcune - oramai passate ma ancora dannose - pesudo-teologie progressiste. E' proprio il cristianesimo anonimo, la visione liberale - di sinistra e destra - che ha relegato il cristianesimo a "religione personale e fatto privato" che vincola alla schizofrenia.
Per assurdo e per iperbole, buoni parrocchiani ma pessimi cittadini; persone "spirituali" e cittadini politicamente e socialmente assenti. Cittadini con due morali, due teste, due divinità; da una parte Cristo e dall'altra lo Stato, da una parte la Bibbia e dall'altra la Costituzione, si partecipa a cerimonie e processioni ma si è disonesti e magari abortisti. Da questo dualismo si erge poi un'unica morale e religione: il fai-da-te. L'autodeterminazione. Ora questo è inconcepibile e la dottrina sociale della Chiesa non ha mai sostenuto questo dualismo etico fondativo ed operativo. La laicità non significa che nella politica e nella vita pubblica e sociale si debba avere una visione ispirata a valori costituzionali e non alla Verità del Vangelo. Nella vita politica, nella vita sociale  nelle scelte pubbliche il linguaggio è certamente diverso - ed è la fatica dell'incarnazione - ma i fondamenti sono i medesimi: la vita buona del Vangelo. Da qui parte una nuova evangelizzazione.
Proprio perché "sei di Cristo" non puoi non amare e operare concretamente per il "luogo" dove la provvidenza ti ha posto, cioè la tua terra, la tua cultura, la tua nazione. Senza retorica ma con grande senso di responsabilità e civiltà.
Questo perché tu che fai politica, che fai l'assessore comunale, il sindaco o lavori nelle forze dell'ordine, o insegni o fai la segretaria, o fai il commesso, o l'operaio o il dirigente, o fai il bancario, possa dare ragione della Speranza che è in te.
Se uno ti chiede a bruciapelo nel nome di chi fai questo e ti comporti così?
Tu possa rispondere immediatamente perché sono di Cristo, sono cristiano e cattolico e non potrei fare altrimenti.

Staff ZM e guidareferendum.it

Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla mailing list di cristiano cattolico. Conforme al Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n.196, per la tutela delle persone e e il rispetto del trattamento di dati personali, in ogni momento è possibile modificare o cancellare i dati presenti nel nostro archivio. Vedi pagina per la privacy per i dettagli.
Per cancellarsi usare la stessa mail usata al momento dell'iscrizione.