Chi vede nel CVII e nel post concilio solo il degrado o la deriva, è irreale ed ideologo

Arcobaleno-speranzaChi vede il Concilio Vaticano II come luogo di errore e nel post concilio la deriva modernista sta in grave errore.
Anzitutto dimentica e non vede e non vuole vedere che la galassia dei movimenti - ognuno con il suo "spettro" di Luce e di carisma - ha contribuito a mettere argine alla secolarizzazione inevitabile che aveva lontane radici.
Solo chi è in malafede o chi ha vissuto una povertà ed ignoranza come esperienza pastorale non vede che questo argine è stato forse il frutto più immediato del CVII.
Allora le carte in tavola sarebbero rovesciate.
Il CVII non è più frutto di "progressismo" o del vizio di alcune correnti progressiste che ne hanno inquinato la struttura o la realizzazione. O comunque l'ermeneutica.
Ma il CVII è, anche, quell'argine voluto dallo Spirito Santo per la sedimentazione nichilista già in atto da un circa due secoli prima del CVII e a cui la Chiesa doveva dare una risposta che doveva completare quella del Concilio Vaticano primo.
Le derive progressiste dovute ad alcune correnti minoritarie, pur presenti nel pre-concilio e nella sua stesura - cosa che sempre è avvenuta nella storia della Chiesa - sono ben poca cosa davanti al fiume di grazia presente.
Porre dunque l'accento solo sugli aspetti negativi (pur drammaticamente presenti) e non riconoscere l'opera dello Spirito Santo è non solo opera di miopia storica e di povertà spirituale, ma, in certo qual modo, un negare l'azione dello Spirito Santo ben presente.
Una violenza storica, epistemologica e spirituale.
Un negare il famoso discorso di Papa Benedetto XVI alla Curia romana del 2005 e stravolgere il suo ultimo testamento.
Una sorta di antropologia protestante rivestita da tradizionalismo in cui la Chiesa, inevitabilmente corrotta, solo negli spiragli di certo tradizionalismo o del "vetus ordo" può trovare la sua redenzione.
Ma in chi ragiona così, con questo manicheismo così evidente, non svela, forse, una radicale immaturità affettiva, psichica e vocazionale a soddisfazione di un bisogno - tutto infantile - di auto-legittimarsi e di farsi paralizzare dalla paura?
Se i santi avessero ragionato così non avrebbero risposto a quelle istanze dello Spirito che, pur saldi nel solco della tradizione, li ha resi capaci, sempre nello Spirito Santo, di andare oltre ed esplorare gli orizzonti che la Provvidenza indicava.


Paul

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