Gli amici scrivono

Un dialogo sulla Resurrezione

ResurrezioneFacebook non è solo luogo di contrapposizioni ma, anzitutto, per chi segue Gesù, luogo di crescita e di scambio nella fede..



Giuseppe:
Sai, Paul? Stavo pensando che io non ho tanto il culto dei morti, perché per me essi sono in cielo, nel cielo cristiano. Quindi, se sono in cielo non sono in terra, né sottoterra. Non ho dunque niente da trovare, salutare ed omaggiare in un arido cimitero, dove in realtà non c'è nessuno, né corpi né anime, in quanto soddisferei solo una squallida e stupida illusione; materialista, atea, foscoliana. Quella per cui vi sia qualcuno. Ci andassero i credenti nel Nulla, ossia gli atei, visto che vi troverebbero marmi, pietre e polveri: materia inorganica, con cui forse sono abituati a rapportarsi in una "corrispondenza di amorosi sensi".

Paul:
Ne capisco il senso Giuseppe ma c’è il rischio di spegnere il lucignolo fumigante del legame affettivo di cui necessitano or ora i nostri amorosi sensi. Occorre venire incontro alla debolezza purché essa rimandi alla sostanza, al desiderio del Cielo e alla coscienza di esso. E alla pienezza che ci attende.

Giuseppe:
Si Paul, non l’avevo considerato, infatti preferisco aver fede in Gesù Cristo morto e risorto, che così ha lasciato vuoto il suo sepolcro, il quale mi dice: "Lascia che i morti seppelliscano i loro morti"
(Lc 9,60), e che ci rende partecipi della sua resurrezione, che é resurrezione anche dei corpi, permettendoci di stabilire un contatto con chi amiamo attraverso la comunione dei santi.

Paul:
Sì, ma la Resurrezione dei corpi è ancora in "potenza", promessa e caparra. Dobbiamo attendere la fine dei tempi. Solo allora questa tensione sarà compiuta e colmata. Per ora usiamo le dimensioni sensibili come “vestigia” di quanto promesso e di quanto reale (ed incompiuto) presso Dio è vero e reale con le anime dei nostri fedeli e amici defunti.

Giuseppe Valente & Paul Freeman