Gli amici scrivono

UN’ALTRA PANDEMIA STA COLPENDO L’ITALIA

GIULIO MEOTTIL’Italia sta scomparendo diceva il presidente Draghi nella recente conferenza degli “Stati generali della natalità”, alla presenza di papa Francesco. Ha affrontato il grave problema della denatalità, Giulio Meotti, sul Foglio del 26 maggio scorso.

Il giornalista fa riferimento a un piccolo comune del Molise, Capracotta, ma si potrebbe fare anche con tanti altri centri abitati, soprattutto collinari o montani del nostro Paese. Meotti prende la notizia dal New York Times. In pratica in questo comune la “Scuola Materna”, è stato trasformato in una casa di cura. “C’erano tante famiglie, tanti bambini”, dice Concetta D’Andrea, 93 anni, che è stata allieva e insegnante della scuola e ora è residente dell’ospizio. “Ora non c’è più nessuno”.

La popolazione di Capracotta è drammaticamente invecchiata e si è contratta, da 5.000 persone a 800. “A circa mezz’ora di distanza, nella città di Agnone, il reparto maternità ha chiuso una decina di anni fa perché aveva meno di cinquecento nascite all’anno, il minimo nazionale per rimanere aperto. Quest’anno, sei bambini sono nati ad Agnone. ‘Una volta si poteva sentire il pianto dei bambini nella nursery, ed era come una musica’, ha detto Enrica Sciullo, un’infermiera che aiutava nelle nascite e che ora si occupa dei pazienti più anziani. ‘Ora c’è silenzio e una sensazione di vuoto’”.

Sostanzialmente a Capracotta è successo quello che io andavo ripetendo qualche decennio fa agli amici. Forse provocatoriamente dicevo che in questi centri collinari spopolati, non serve più “accendere” amministrazioni comunali, non serve il Comune, occorrono “Centri geriatrici”, per le persone anziane rimaste talvolta senza guardia medica.

Meotti nel suo interessante servizio, cita un libro di una giornalista, Cal Flyn, “Islands of abandonment”. Sottotitolo: “La vita in un paesaggio postumano”. Flyn ha girato mezzo mondo per vedere cosa accade a una società quando la vita umana si ritira e si contrae. Tutto il contrario di quello che sostenevano nel 1968 i biologi Stanford Paul e Anne Ehrlich, paladini della sovrappopolazione e della crisi incombente della nostra epoca. Gente che “prevedeva in maniera infame che milioni di persone sarebbero presto morte di fame nel loro libro bestseller ‘The Population Bomb’ e da allora i brontolii neo malthusiani di imminenti disastri sono stati un continuo ritornello in alcune sezioni del movimento ambientalista, paure che di recente hanno trovato voce nel documentario di David Attenborough ‘A Life on our Planet’”, spiega Flyn al Foglio. Tutte previsioni rivelatesi false.

E dopo Mario Draghi, sul problema denatalità è intervenuto il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, annunciando che “Nei prossimi dieci anni avremo un milione e 400 mila ragazzi in meno”. Vuol dire che una città come Milano, ma abitata solo da under trenta, svanirà nel nulla. Se mettiamo assieme Roma, Torino, Palermo e Napoli troviamo quello che perderemo entro il 2065 secondo l’Istat: sei milioni di italiani. Se vogliamo sbizzarrirci con i numeri, basta leggere la rivista medica Lancet per apprendere come l’Italia si trasformerà in un Paese disabitato. Nel 2100, 30 milioni in meno. La rivista poi fa esempi di altri Paesi nel mondo che dimezzeranno i propri abitanti, anche la Cina. Interessante leggere come descrive il futuro del mondo il libro di Flyn, in particolare quello del Giappone.

“Ci sono già troppo poche persone per riempire tutte le case: una casa su otto in Giappone ora è vuota. Chiamano questi edifici vuoti ‘akiya’: case fantasma”. In Europa, sarà la Spagna a perderà più della metà della popolazione entro il 2100. “Già tre quarti dei comuni spagnoli sono in declino. La pittoresca Galizia e Castilla e León sono tra le regioni più colpite, poiché interi insediamenti si sono gradualmente svuotati dei loro residenti. Più di tremila villaggi fantasma infestano ora le colline, in vari stati di abbandono”. Nel 2016 un rapporto di Lega Ambiente rivelò che anche un terzo dei villaggi e borghi italiani scomparirà a causa del cambiamento demografico. Sembra che la natura si stia riprendendo lo spazio che l’uomo aveva conquistato. Secondo il professore Josè Benayas, professore di Ecologia presso l’Università di Alcalá di Madrid, “le foreste spagnole sono triplicate in superficie dal 1900, espandendosi dall’8 al 25 per cento del territorio man mano che il terreno non viene lavorato. Un orso bruno è stato avvistato in Galizia lo scorso anno per la prima volta in 150 anni”.

Sostanzialmente la Flyn constata che la popolazione rurale sta invecchiando e quei pochi giovani rimasti si stanno trasferendo nelle città.

“E’ triste, ma ha anche dei vantaggi ecologici. Linci e orsi bruni hanno registrato un aumento della popolazione in tutta l’Europa continentale. In Italia, l’abbandono dei terreni agricoli ha portato a un rapido rimboschimento in alcune regioni: il Molise ha visto aumentare la copertura boschiva del 17 per cento dal 2005; la Sicilia, del 16 e la Basilicata dell’11. Questa trasformazione può essere sorprendentemente rapida”.

Il libro della Flyn indica il caso dell’Estonia, il paese Baltico, dopo il crollo dell’Urss, è diventato il Paese più boscoso dell’Europa, il 90 per cento della sua foresta si è ‘rigenerata naturalmente’. Ci sono stati almeno dieci milioni di ettari di ricrescita forestale solo nell’Europa orientale e nella Russia europea.

Per quanto riguarda il Giappone, “Si prevede che un terzo di tutto il patrimonio abitativo sarà vacante entro il 2033 e molte scuole stanno già chiudendo a causa della mancanza di bambini. Nel 1958 c’erano 13,4 milioni di bambini giapponesi nelle scuole elementari, scesi a 6,77 milioni nel 2011, e continua a diminuire. Esistono programmi che offrono gratuitamente case sfitte alle famiglie se sono disposte a trasferirsi in campagna”.

L’ex Ddr, la Germania dell’Est, sta letteralmente “scomparendo”. “Sì, si prevede che molte regioni della Germania orientale perderanno tra il 10 e il 25 per cento della popolazione entro il 2035”. Il caso della citta di Hoyerswerda,è emblematico, a due ore da Dresda, vicino al confine con la Polonia, ha perso la metà della sua popolazione negli ultimi vent’anni. Si tratta di una città fantasma invecchiata. I giovani se ne sono andati. La popolazione da 70 mila è passata a 32 mila. Dei 22 mila appartamenti, settemila sono stati distrutti”. Secondo la Flyn, “Hoyerswerda sembra una città senza scopo, in un angolo di Europa senza futuro”. In questa città si sta avverando quello che prevede la classica piramide della popolazione rovesciata e che assomiglia a un fungo atomico.

Che il sogno dei neo malthusiani si sia avverato?

Quinto de Stampi MI, 8 giugno 2021

S. Medardo vescovo                                                    DOMENICO BONVEGNA

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