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LE DOMANDE PIU' FREQUENTI SULLA CHIESA E DINTORNI 8

E’ vero che i giovani d’oggi hanno pochi ideali?

 Continuo la lettura del testo Ho 80 Tanta Fiducia di padre Piero Gheddo, edito da S. Paolo, all’interno del capitolo 3 dedicato alla Famiglia, a pagina 76 il padre missionario affronta il tema dei giovani, e alla domanda se oggi i giovani hanno pochi ideali, risponde secco: non mi pare sia vero. Sì i giovani oggi come in passato hanno grandi sogni e anche ideali. Se spesso gli adolescenti perdono il loro stato di grazia e si ripiegano su se stessi, diventando cinici, svogliati, indifferenti a tutto, molta colpa è di noi adulti.

Padre Gheddo fa parlare Ernesto Olivero, padre di tre figli, con lui ha portato in Somalia gli aiuti della missione Onu; Olivero, è fondatore e direttore del Serming (Servizio missionario giovani) di Torino, una “cittadella della pace” e dell’aiuto ai più poveri e sbandati, qui si rimane stupiti di tutto il lavoro che hanno fatto volontariamente tanti giovani ricuperati da vite in vario modo sbalestrate. Ernesto dice (è una lunga citazione ma ne vale la pena): “La crisi dei giovani non esiste, siamo in crisi noi adulti. Il problema di oggi è quello delle guide spirituali e dei testimoni. I preti sono anzitutto maestri di vita, guide, testimoni di santità, non altro. Io sono una guida laica, ma la prima cosa per me è portare la gente alla confessione, alla preghiera, ai sacramenti. Perché sono questi le ricchezze che abbiamo, questi i fondamenti della nostra vita cristiana. Invece ho l’idea che non pochi preti fanno altro, non fanno i preti”.

 I giovani di oggi non trovano più i modelli adeguati a cui ispirarsi, imitare. Anche nelle comunità religiose, a parte le eccezioni, non è che diano esempio di vita evangelica: c’è molta stanchezza e vita abitudinaria. I giovani vogliono consacrarsi in modo serio. Vogliono assumere il rischio di una vita donata, non giocare. Oggi ai giovani  - continua Ernesto Olivero – nessuno più dà grandi ideali, quindi si chiede troppo poco. Se io do solo un ideale di giustizia, di eguaglianza, di solidarietà, finisce che faccio azioni sindacali di protesta. Se invece trasmetto l’amore, la passione per Cristo, questo è un ideale infinito che mi chiede tutto per Dio e per i fratelli.

 Oggi con tutti i difetti che i giovani possono avere non si accontentano più di un cristianesimo formalistico. Delusi dalle testimonianze spesso negative che vedono nella Chiesa e nella loro famiglia, con una debole formazione alla fede e alla preghiera personale, travolti dalle distrazioni dei molteplici mezzi di evasione, molti sono smarriti e insoddisfatti oppure si adagiano in una pratica religiosa fatta di mediocrità e compromessi. Se non trovano forti richiami al Vangelo nelle vite degli adulti che incontrano, la loro pratica religiosa, quando c’è, diventa più legata all’abitudine che alla convinzione. Su questa base - conclude Olivero - non si fa un prete e nemmeno un buon padre di famiglia.

 La riflessione del direttore del Sermig vale per tutti noi adulti, padri, madri, che spesso abbiamo difficoltà ad essere testimoni credibili a cominciare con i nostri figli.

 Ogni anno, per ben 15 giorni decine di giovani a S. Teresa partecipano straordinariamente al Palio per la festa della Madonna del Carmelo, poi finita la manifestazione si ripiomba nella solita vita abitudinaria, come mai? Come ho scritto qualche anno fa credo che noi adulti dovremmo interrogarci su quest’anomalia.  Magari siamo convinti che i giovani sono degli incapaci, non hanno voglia di lavorare, di impegnarsi, di studiare. Ma poi c’è il Palio che cancella questi pregiudizi. E’ successo anche con gli studenti del liceo Spedalieri di Catania che di fronte allo sfascio della società odierna, qualche anno fa hanno scritto una lettera ai loro professori, si sentivano soffocati dal nulla; abbiamo bisogno che qualcuno ci aiuti a trovare il senso del vivere e del morire, qualcuno che non censuri la nostra domanda di felicità e di verità. Ancora più sorprendente la risposta dei docenti: ciascuno cerchi da solo le ‘risposte adeguate al proprio percorso’”. Ecco quegli adulti professori non hanno saputo o voluto ascoltare quei giovani.

 Senza voler enfatizzare i nostri giovani cercano qualcosa, chiedono “aiuto” come i liceali dello Spedalieri. E noi sappiamo rispondere alle loro attese? Sappiamo ascoltarli, dare testimonianza di correttezza e di legalità?

 Padre Gheddo sottoscrive tutte le parole di Olivero, ed è convinto che la “nuova evangelizzazione” dell’Italia sarà opera principalmente dei laici, non tanto perché non ci sono ottimi preti, ma perché i sacerdoti oggi così pochi nella società sono ormai impegnati nel ministero pastorale in senso stretto. Molti saranno gli spazi lasciati ai laici. Una volta c’era l’Azione Cattolica che era definita “una scuola di santità”, oggi si può contare anche su numerosi movimenti e associazioni laicali  di forte richiamo spirituale come i Focalarini, Cl, Neo-Catecumenali, Carismatici, Opus Dei, Sant’Egidio, Cursillos etc.

 

S. Teresa di Riva, 6 luglio 2009

S. Maria Goretti        

DOMENICO BONVEGNA                                                                                                                                           Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.