L’ideologia Europea ed il suo politicamente corretto vizia la questione dei migranti

coloniaLucia Scozzoli

Mancano due mesi alle elezioni regionali in Germania e Angela Merkel sta cercando di correre ai ripari per recuperare una popolarità in picchiata dopo le aggressioni di Colonia nella notte di capodanno.

Ad ogni ora che passa, rilascia dichiarazioni sempre più dure: giovedì ha parlato della necessità di "revisione" del meccanismo delle espulsioni, sabato, si è dichiarata favorevole a espellere qualsiasi rifugiato che abbia commesso un crimine o un delitto, anche in caso di sospensione condizionale della pena, in barba alla Convenzione di Ginevra e alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo che vieta l'espulsione dei profughi minacciati nei loro paesi di origine. Il suo vice socialdemocratico Sigmar Gabriel ha annunciato l'intenzione di "tagliare gli aiuti allo sviluppo" per paesi come il Marocco, che si rifiutano di riprendere gli espulsi.

Sabato a Colonia 1700 manifestanti di estrema destra hanno protestato contro la politica delle porte aperte ai rifugiati siriani decretata da Angela Merkel all'inizio di settembre; di fronte a loro, 1200 manifestanti antifascisti hanno risposto alla chiamata di diverse organizzazioni della sinistra più o meno estrema, che rifiuta l’interpretazione delle aggressioni di capodanno in chiave anti-immigrati. Un imponente dispiegamento di polizia ha infine disperso manifestanti e contro-manifestanti, con cannoni ad acqua e gas lacrimogeni.

Lo scandalo continua a provocare scalpore e indignazione in tutto il paese e sono più di 500 le donne che hanno lamentato aggressioni a Colonia, nel 40% dei casi hanno denunciato una vera e propria violenza sessuale. Eventi simili hanno avuto luogo la stessa sera anche ad Amburgo, Stoccarda, Francoforte e anche a Zurigo (Svizzera), Salisburgo (Austria) e in Finlandia.

Intanto la polizia ha identificato appena 32 sospetti, di cui ben 22 sono richiedenti asilo. Secondo il quotidiano conservatore Die Welt - informazioni non confermate ad oggi dagli investigatori - la maggior parte di coloro che sono stati fermati il 31 dicembre sul piazzale della stazione di Colonia per i diversi tipi di reati erano siriani. Il capo della polizia di Colonia ha presentato le sue dimissioni venerdì, non tanto perché la polizia è stata colta alla sprovvista e si è dimostrata incapace di reagire con prontezza alle violenze che si stavano perpetrando (anche per motivi di organico), quanto piuttosto perché ha cercato di soffocare la gravità dell’accaduto.

Giovedì scorso è stato ucciso dalla polizia un uomo barbuto in una casa per i richiedenti asilo a Recklinghausen, città della Ruhr (ovest Germania). E’ stato identificato dai suoi parenti come un tunisino di nome Tarek Belgacem. Su di lui è stata trovata una professione di fede a favore dell'organizzazione dello Stato islamico (EI), insieme ad una sim tedesca per telefono cellulare. Il settimanale Welt am Sonntag dice che l'uomo si era registrato in Germania con quattro diverse identità corrispondenti a diverse nazionalità: siriano, marocchino o georgiano. Egli aveva presentato la sua domanda di asilo sotto il nome di Walid Salihi ed era noto per le sue simpatie jihadiste.

Leggiamo sul quotidiano Bild-Zeitung in data 10/01/16 che per il ministro tedesco della Giustizia, Heiko Maas, non vi è dubbio che gli attacchi sono stati "progettati": sembra che abbiano cercato una data specifica e la prospettiva di grandi assembramenti per commettere questi atti.

Leggiamo invece sul Corriere della sera che non ci sarebbe nessuna organizzazione dietro le molestie seriali di Colonia: lo avrebbe sostenuto il direttore generale dell’anticrimine del Land del Nordreno Westfalia nel rapporto presentato a una seduta speciale del parlamento regionale l’11 gennaio a Düsseldorf.

Da ciò emerge lampante che sull’interpretazione di tali fatti si sta giocando una partita a livello europeo di massima importanza, e cioè la valutazione dell’opportunità o meno di continuare a sostenere gli attuali flussi migratori, di mantenere Schengen inalterato o di apportare sostanziali modifiche alle politiche di accoglienza, identificazione e rimpatrio dei migranti.

Ai primi di febbraio in città ci sarà la tradizionale manifestazione del carnevale, ma moltissimi già hanno dichiarato che eviteranno ogni evento con assembramenti di persone, quindi i fatti di Colonia hanno ottenuto la conseguenza immediata di modificare la percezione di sicurezza della popolazione e influire sulle loro abitudini, esattamente come gli attentati di Parigi. Non c’è stato bisogno di uccidere, questa volta, per ottenere lo stesso effetto di diffuso terrore.

Heinz Buschkowsky, ex sindaco socialdemocratico di Neukölln, un quartiere multiculturale di Berlino, afferma che il problema è l'immagine delle donne che hanno molti emigrati dal Medio Oriente. Per molti di loro, una donna sola di notte non è altro che una prostituta. Ci vorrà più di una semplice integrazione per cambiare l'immagine della donna! Anche l'alcol ha probabilmente svolto un ruolo: molti migranti non sono abituati.

Nonostante i clamorosi e ridicoli arrampicamenti sugli specchi di molti politici di sinistra, risulta ormai evidente a tutti che l’integrazione dei musulmani in Europa è ben là da venire e che è in atto uno scontro culturale dai contorni violenti e dagli esiti incerti. Non basterà chiudere gli occhi e negare l’evidenza per sistemare le cose, come pure non basteranno le iniziative sporadiche di singoli paesi. Mai come oggi urge una politica europea sull’immigrazione che sia realmente comune e condivisa e che guardi ai fatti concreti, non all’ideologia buonista dell’accoglienza ad ogni costo.

In particolare lo scontro sta avvenendo proprio sui cavalli di battaglia più moderni e gettonati dalla sinistra e cioè i diritti delle donne e la parità di genere: il sindaco di colonia Henriette Reker ha annunciato che sarà varato un pacchetto sicurezza per scongiurare nuove molestie, il quale prevede anche l’introduzione di un codice di comportamento al quale le donne si devono attenere, in barba alle lotte femministe sessantottine per la libertà di vestirsi e comportarsi a proprio piacimento. Il codice le esorta a mantenersi a “distanza di sicurezza da persone dall’aspetto straniero, di non girare per le strade da sole ma sempre in gruppo, di chiedere aiuto ai passanti in caso di difficoltà, di informare immediatamente la polizia in caso notino persone sospette e di non assumere in pubblico atteggiamenti che possano essere fraintesi da persone di culture altre (andere Kulturkreise)”.

Praticamente un salto con doppio carpiato all’indietro di 40 anni buoni nella storia, dal punto di vista del costume del nord Europa.

Amber Amour, attivista 27enne della campagna “Stop Rape, Educate” ha pubblicato su Instagram oltre un mese fa una foto per denunciare di essere stata stuprata da uno sconosciuto ubriaco con il quale aveva accettato di farsi una doccia ed ha affermato con forza il suo diritto a comportarsi come vuole e a non essere comunque mai fraintesa nelle sue intenzioni, sostenendo che il consenso esplicito e dichiarato della donna al rapporto sessuale è l’unica condizione sine qua non per non ritenere l’atto una violenza.

Amber nuda sotto la doccia con uno sconosciuto ubriaco, figlia di questa Europa sessualmente emancipata, pretende di non essere molestata, mentre le donne di Colonia devono tenere la distanza di sicurezza dagli stranieri quando girano per le strade affollate della propria città e devono stare attente a non essere fraintese nel loro atteggiamento e abbigliamento (a Capodanno, all’aperto, nell’inverno tedesco, come mai saranno state vestite queste povere donne?)

All’improvviso tutte le contraddizioni culturali che l’Europa del nord ha cercato di trasmetterci, dal femminismo in qua, stanno vacillando sotto i colpi del confronto con un’altra sensibilità, confronto che è stato da molti sottovalutato, da alcuni addirittura auspicato, ritenendo che l’islam avrebbe portato all’Europa una ventata anticristiana (perché per antonomasia il cristianesimo è oscurantismo) e che le magnifiche sorti e progressive dell’umanità avrebbero contagiato di entusiasmo i nuovi venuti, assorbendoli facilmente nel vortice di dissoluzione cui siamo ormai abituati. E invece loro, i migranti, hanno immediatamente visto in quali pieghe insinuarsi, come fare leva sulle nostre debolezze, servendosi del nostro garantismo, che ha la sua origine nel rispetto dell’uomo e della giustizia, per organizzarsi in violenze di gruppo, sparare nei bar, uccidere nei teatri, e imporre con la paura i loro costumi. Le magnifiche sorti e progressive.

Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla mailing list di cristiano cattolico. Conforme al Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n.196, per la tutela delle persone e e il rispetto del trattamento di dati personali, in ogni momento è possibile modificare o cancellare i dati presenti nel nostro archivio. Vedi pagina per la privacy per i dettagli.
Per cancellarsi usare la stessa mail usata al momento dell'iscrizione.