Gli amici scrivono

IL POPOLO ITALIANO ITALIANO VUOLE IL CROCEFISSO

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Avevo preparato questo servizio qualche settimana fa, poi si è bloccato il mio pc e quindi non ho potuto inviarlo ai giornali dove collaboro, lo faccio ora, soprattutto dopo il significativo intervento del Sommo Pontefice Benedetto XVI all'Angelus in piazza S. Pietro.
La sentenza della Corte europea dei diritti umani di Strasburgo sul divieto di affiggere il crocefisso nelle aule scolastiche italiane ha scatenato una vera e propria rivolta popolare in tutta Italia.
Stiamo assistendo ad una mobilitazione popolare che non ha precedenti nella storia moderna, scrive Antonio Gaspari sull'agenzia cattolica Zenit.org. Quello che è grave, gli organi d'informazione danno poco risalto.

 

Da quando è stata resa nota la sentenza della Corte, è iniziato un tam tam di lettere ai giornali, interpellanze nei consigli comunali, messaggi via mail, telefonate alle radio, discussioni in ogni luogo, messe e incontri di preghiera, per difendere e sostenere la presenza del crocifisso, non solo nelle aule scolastiche ma in tutti i luoghi pubblici.

A conferma di quanto il popolo italiano abbia radicato nel cuore l'identità con il crocifisso basta osservare cosa stanno facendo sindaci, presidi, consigli comunali, direttori di giornali, ministri, deputati, senatori, parroci, vescovi, insegnanti, province, teatri, associazioni di imprenditori, cittadini tutti.

 Diversi presidi e professori hanno provveduto affinché tutte le aule abbiano il crocifisso. I presidi concordano: nessuno si è mai lamentato e il crocifisso non si toglie.

 Ma anche gli studenti si sono mobilitati spontaneamente per portare il crocifisso nelle aule dove non c'era.
 Ad Agrigento alcune studentesse del liceo classico "Empedocle" il 7 novembre, al termine delle lezioni scolastiche, si sono recate in un negozio per acquistare un crocifisso e, dopo averlo fatto benedire da un sacerdote, sono ritornate in classe ad appenderlo.
 In Toscana l'associazione di studenti "Lotta studentesca" ha costruito cento crocifissi con il compensato e li ha apposti nelle aule di tutti gli istituti superiori di Massa. Con questa iniziativa hanno voluto ribadire il loro "no" alla sentenza del Tribunale europeo e riaffermare le radici
cristiane dell'Italia e del continente europeo.
 Nel volantino in cui hanno annunciato la loro iniziativa i giovani di Lotta studentesca hanno scritto:
"Giù le mani dal crocifisso: riportiamolo nelle aule, difendiamo le nostre radici".
 In Sicilia i giovani dell'UDC hanno organizzato per il 14 novembre, a Palermo, una manifestazione in piazza dal titolo "Io credo!".
 Nel volantino in cui viene presentata la manifestazione è scritto: "Vogliamo salvaguardare la nostra identità cristiana, la nostra storia, le nostre radici. Vogliamo che i nostri figli possano conoscere la loro cultura e possano vivere il proprio 'Credo' nella libertà costituzionalmente garantita. Siamo dell'avviso che tutte le religioni debbano avere la possibilità di essere professate e un provvedimento del genere non difende i diritti di nessuno ma bensì nega quelli di tutti".
 Zenit ha elencato alcune scuole e consigli comunali che si sono attivati per ripristinare la presenza del crocefisso, in una scuola di Roma, in una classe elementare dove erano stati fatti lavori di pittura, i bambini hanno chiesto alla maestra di appendere il crocifisso più in alto, dove nessuno potrà mai toglierlo.

Imperia come a Sanremo e decine di altre città le amministrazioni comunali hanno dato ordine di portare il crocefisso anche nelle aule che ne sono sprovviste.

A Sassuolo, in provincia di Modena, il sindaco ha acquistato 50 crocifissi per gli istituti scolastici che ne fossero sprovvisti.

A Trapani il presidente e gli assessori della giunta provinciale hanno pagato di tasca loro 72 crocifissi da portare nelle aule scolastiche dove il crocefisso manca.

 Qualche sindaco ha emanato l'obbligo di affissione del crocifisso con tanto di multa di 500 per i trasgressori. Ad Assisi il sindaco è andato oltre, ha proposto di esporre nelle aule pubbliche non solo il crocifisso ma anche il presepe.

 A Busto Arsizio in provincia di Varese, l'amministrazione comunale ha protestato con la sentenza della Corte di Strasburgo, mettendo a mezz'asta la bandiera europea.

 Il sindaco di Loreto, in provincia di Ancona, qualora la sentenza di Strasburgo diventasse esecutiva, ha già pronta un'ordinanza per impedire la rimozione dei crocifissi.

 L'amministrazione comunale di Montegrotto Terme (Padova), sta utilizzando i tabelloni per una campagna dove compare un crocifisso con la scritta "Noi non lo togliamo". Alcuni amministratori hanno dato corso alla propria fantasia come a Firenze, un consigliere comunale, Marco Cordone, si è presentato in aula con una vistoso crocifisso appeso al collo, ed una camicia bianca in cui era
scritto "il crocifisso non si tocca". Massimo Polledri, consigliere comunale di Piacenza, è intervenuto in aula indossando una maglietta con stampato un crocifisso ed una scritta "Cosa ho
fatto di male?".

 Per Zenit, la stragrande maggioranza dei consigli comunali, ha votato ordini del giorno o delibere per portare il crocifisso in ogni aula, soprattutto nei luoghi da cui, per motivi diversi, era stato spostato. Solo in pochi casi le amministrazioni hanno deciso di non fare nulla.

 In rete sul social network Facebook il nuovo gruppo "Sì al crocifisso nelle scuole", (sialcrocifis­so@gmail. com) ha raccolto più di 27mila adesioni.

 Nella capitale la Confcommercio di Roma ha chiesto a tutti gli associati di esporlo nei propri negozi, aggiungendo: "Se vogliono togliere i crocifissi dalle nostre scuole, vuol dire che li metteremo nelle nostre aziende".

 Il quotidiano romano "Il Tempo" ha lanciato un appello pubblico (appello@iltempo. it) al Governo e al Parlamento per controbattere alla sentenza di Strasburgo contro l'esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche.

 E scendono in campo anche gli eurodeputati con una petizione popolare al presidente del Parlamento Europeo, l'hanno sottoscritta in cinque (per regolamento non possono essere più di 5), Mario Mauro, Sergio Sivestris (Pdl), David Maria Sassoli e Gianni Pittella (Pd) e Magdi Cristiano Allam (Udc), seguono altri firmatari. Il testo della petizione si può scaricare sul sito di Il Sussidiario.net.

 Qualcuno ha scritto che molte di queste proteste sono ipocrite, a questa gente interessa poco il crocefisso, vuole mettersi solo in mostra e basta; è probabile che qualcosa di vero c'é. Ma i fatti sono lì a parlare chiaro, registriamo una mobilitazione popolare inaspettata.


 DOMENICO BONVEGNA

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