Gli amici scrivono

Eugenetica

Alcuni giorni fa l’Italia intera rimase scossa per la drammatica morte di due gemelline (alla quindicesima settimana di vita, una delle quali affetta dalla sindrome di Down) causata dalla terribile pratica di un aborto eugenetico (cioè selettivo) permesso dalla legge 194 e autorizzato dai genitori delle due bambine. La tecnica di tale aborto prevede l’uccisione (alcuni giornali hanno preferito utilizzare il termine tecnico "terminazione") di uno dei due feti.

 Qualche istante prima dell’intervento, però, le due gemelline hanno modificato la loro posizione all’interno della placenta. Così, il feto sano è stato "terminato" (cioè "ucciso"!) al posto dell’altro a cui però è stata riservata una analoga sorte, per decisione dei genitori. La ginecologa che ha eseguito l’intervento lontanissima da qualsiasi rammarico morale si è giustificata dichiarando l’impossibilità di prevedere l’«errore» poco prima dell’intervento, lo scambio di posizione dei due feti è considerato rarissimo. Chissà, forse, in quello che la medicina chiama "errore" c’era la volontà di Dio a voler regalare alla coppia un’altra opportunità!

 Qualche istante prima dell’intervento, però, le due gemelline hanno modificato la loro posizione all’interno della placenta. Così, il feto sano è stato "terminato" (cioè "ucciso"!) al posto dell’altro a cui però è stata riservata una analoga sorte, per decisione dei genitori. La ginecologa che ha eseguito l’intervento lontanissima da qualsiasi rammarico morale si è giustificata dichiarando l’impossibilità di prevedere l’«errore» poco prima dell’intervento, lo scambio di posizione dei due feti è considerato rarissimo. Chissà, forse, in quello che la medicina chiama "errore" c’era la volontà di Dio a voler regalare alla coppia un’altra opportunità!

Occorre rivedere la legge 194 sull’interruzione della gravidanza? Il ministro della Salute Livia Turco ritiene "che la 194 sia una legge molto saggia e che negli anni ha permesso di ridurre il numero degli aborti. Tuttavia il caso del San Paolo (ospedale lombardo dove è stato praticato l’aborto, ndr) esige una riflessione. Un problema etico esiste e dobbiamo parlarne senza ipocrisia".

Ieri il cardinal Camillo Ruini, Vicario generale per la diocesi di Roma, nel corso di un intervento pubblico, ha affermato che "non solo lecito, ma doveroso" rivedere la legge 194 sull’interruzione di gravidanza. "Per un credente sarebbe meglio che questa legge non ci fosse, ma c’è", prosegue il porporato, "e non c’è una situazione culturale e politica per la sua abrogazione". La normativa relativa alla legge 194 "risente di una grande trasformazione che è prodotto del progresso medico e scientifico… darne un’interpretazione che la aggiorni, che la migliori e non la peggiori, è non solo lecito ma doveroso". "E’ un grande impegno far capire che merita di essere vissuta non solo una vita completamente sana".

Alcuni dati scientifici rivelano che recentemente è aumentata la capacità di sopravvivenza del feto. Non sembra preoccuparsene molto il ministro della Salute che alle affermazioni di Ruini risponde: "La legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza non si tocca. E' una legge che funziona e che sta raggiungendo gli obiettivi per i quali era stata varata: ridurre gli aborti".


Altre opinioni:

«"[...] Sento che oggigiorno il più grande distruttore di pace è l'aborto, perché è una guerra diretta, una diretta uccisione, un diretto omicidio per mano della madre stessa. [...] Perché se una madre può uccidere il suo proprio figlio, non c'è più niente che impedisce a me di uccidere te, e a te di uccidere me. [...]"; "Noi combattiamo l’aborto con l’adozione. Se una madre non vuole il suo bambino, lo dia a me, perché io lo amo"» (Madre Teresa di Calcutta).


«Basterebbe un giorno senza nessun aborto e Dio concederebbe la pace al mondo fino al termine dei giorni» (Padre Pio).


«Mi sembra chiaro come la luce del giorno che l'aborto è un crimine» (Gandhi).


«L'aborto procurato è l'uccisione deliberata e diretta, comunque venga attuata, di un essere umano nella fase iniziale della sua esistenza, compresa tra il concepimento e la nascita» (Giovanni Paolo II - Evangelium Vitae, n. 58).


«Per questo è necessario aiutare tutte le persone a prendere coscienza del male intrinseco del crimine dell'aborto che, attentando contro la vita umana al suo inizio, è anche un'aggressione contro la società stessa...» (Benedetto XVI - L'Osservatore Romano - 4 Dicembre 2005).


«La cooperazione formale a un aborto costituisce una colpa grave. La Chiesa sanziona con una pena canonica di scomunica questo delitto contro la vita umana. "Chi procura l'aborto, se ne consegue l'effetto, incorre nella scomunica latae sententiae" (Canone 1398), "per il fatto stesso d'aver commesso il delitto" (Canone 1314) e alle condizioni previste dal diritto. La Chiesa non intende in tal modo restringere il campo della misericordia. Essa mette in evidenza la gravità del crimine commesso, il danno irreparabile causato all'innocente ucciso, ai suoi genitori e a tutta la società» (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2272).



Michelangelo N.

http://cogitor.splinder.com