Gli amici scrivono

DIO, O L’UOMO E’ UN’ILLUSIONE

martedì 15 dicembre 2009, ore 21,00
Aula Magna dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
Largo Gemelli 1- Milano [MM2 S.Ambrogio]

interviene
prof. Robert Spaemann,
Emerito di Filosofia nella Ludwig-Maximilians Universität
 di Monaco di Baviera

coordina
prof. Stefano Alberto,
Docente di Introduzione alla Teologia nell'Università Cattolica
del Sacro Cuore di Milano

ingresso gratuito, info e prenotazioni su www.cmc.milano.it / 02.86455169
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L'EVENTO
Robert Spaemann
, erede della Cattedra che fu di Hans G. Gadamer, ha dato un contributo fondamentale allo sviluppo del dibattito sull'etica contemporanea, in sintonia con gli studi dell'amico Joseph Ratzinger. Il suo dialogo con la coscienza moderna, il suo tentativo di riproporre la dimensione religiosa e le evidenze dell'esperienza elementare dell'uomo quali criteri alla luce dei quali affrontare i problemi più scottanti dell'etica, della bioetica, della politica, hanno ormai fatto scuola anche in Italia e costituiscono un riferimento ineludibile nel dibattito filosofico contemporaneo. Facendo tesoro della filosofia classica ed in particolare della speculazione di Aristotele, Spaemann pone al centro della sua proposta la "vita riuscita", ossia l'ideale di felicità che costituisce l'orizzonte ed il fine di ogni azione umana. L'indagine morale non è separabile dalla domanda su Dio.

IL FILOSOFO
Robert Spaemann
(Berlino, 5 maggio 1927), professore emerito di Filosofia presso la Ludwig-Maximilians-Universität di Monaco di Baviera, è uno dei maggiori filosofi del nostro tempo, autore tradotto in 14 lingue . Dopo gli studi di filosofia, storia e teologia, nelle università di Münster, Monaco e Friburgo (Svizzera) ha conseguito l'abilitazione in Filosofia e Pedagogia, insegnando in seguito a Stoccarda e a Heidelberg. È visiting professor in numerose università del mondo, tra le quali l’Università di Rio de Janeiro, di Salisburgo e la Sorbona di Parigi. È membro dell'Accademia Cinese delle Scienze Sociali. Tra le sue opere tradotte in italiano si ricordano: Concetti morali fondamentali, Piemme 1993; Felicità e benevolenza, Vita e Pensiero 1998; L’origine della sociologia dallo spirito della Restaurazione, Laterza 2002; Persone. Sulla differenza tra «qualcosa» e «qualcuno», Laterza 2007 e La diceria immortale. La questione di Dio o l’inganno della modernità, Cantagalli 2008. In questi giorni è uscito per Ares: Rousseau. Cittadino senza patria.