Gli amici scrivono

Che c'azzecca il sacerdozio con il gossip?

corpus-domini"Il frutto della propria fecondità è una cosa che deve dare gioia". Così Don Sante Sguotti, da otto anni parroco a Monterosso (Padova), si rivolge ai propri "fedeli" (evidentemente "fedeli" alla persona del parroco e non al ministero che esso rappresenta!) durante i festeggiamenti del santo patrono, da un pulpito che però, mi spiace dirlo, non gli appartiene più e che avrebbe fatto meglio a non usare per raccontare fatti personali, poiché il pulpito è il luogo dove viene proclamata solo la "Parola di Dio"!!! Gli fa eco l'entusiasmante patrocinio di tutti i parrocchiani che decidono di raccogliere 800 firme (a quanto pare l'esatto numero dei cittadini di Monterosso) per sospendere la lettera di dimissioni inviata al sacerdote dal Vescovo.
"Se il parere dei fedeli non interessa a Mattiazzo (vescovo del luogo, ndr), ai fedeli non gliene frega niente", si legge in alcuni striscioni.
Alcuni sfoggiano orgogliosi la maglietta con la scritta: "Don Sante è mio padre", altri sono pronti ad aiutarlo "nel caso avesse la necessità di trovarsi un lavoro per mantenere la famiglia", qualcun altro afferma: "Mi offro di fare da padrino al battesimo del bambino". Non credo si possa, ragionevolmente, parlare di sentimentalismo (a mio parere sboccato, eccessivo e illogico) circa gli avvenimenti relativi alla storia del parroco-papà e al relativo appoggio da parte di un intero paese.
Quanto meno, il neo-papà ha avuto il buon gusto (saggiamente adoperato, questa volta) di non celebrare l'Eucarestia, egli stesso dice: "Non può essere una celebrazione normale. Officerò la liturgia della parola ma non il rito dell'Eucarestia. E' un dono troppo grande per essere strumentalizzato".
Caro Don Sante e cari cittadini di Monterosso, anche il Sacerdozio è un dono che non va strumentalizzato. Nessuno vuol mettere al rogo Don Sante (sicuramente un'ottima persona) per aver infranto quella fedeltà che lo legava per sempre a Cristo Gesù, ma non si può pretendere nemmeno di trasformare in dogma una debolezza umana!
I nostri Sacerdoti vanno aiutati a non rimanere soli, il loro ministero va custodito con la preghiera.
Piuttosto che trasformare le Parrocchie in piccoli "Pub spirituali" dove sacro e mondanità non sembrano offrire nessuna differenza, cominciamo a prenderci cura davvero delle persone (sacerdoti e laici) la cui anima - cara agli occhi di Dio - chiede di essere salvata.

Michelangelo N. http://cogitor.splinder.com

Giovedì della XV settimana delle ferie del Tempo Ordinario

B. Bartolomeu dos Mártires Fernandes, vescovo (1514-1590)