Ormai sono oltre cinque anni che si combatte in Siria e secondo l'Osservatorio siriano dei diritti dell'uomo(OSDH), il bilancio reale del conflitto ammonterebbe a 370.000 morti, e siamo fermi a qualche anno fa. Mentre il bilancio umanitario è catastrofico, secondo l'ONU, si stima che all'inizio del 2016 fossero quattro milioni i rifugiati siriani al di fuori del loro paese,“la più grande popolazione di rifugiati in un unico conflitto e in una sola generazione”. La Turchia e il Libano ospitano più della metà di questi rifugiati. Vorrei far presente che interessarsi del “caos siriano”, non è una questione accademica, ma interessa direttamente anche a noi. Secondo Randa Kassis e Alexandre Del Valle, autori di “Comprendere il caos siriano” , pubblicato nel mese di gennaio di quest'anno da D'EttorisEditori,“il mondo non aveva conosciuto ancora una crisi umanitaria così drammatica, con un numero così alto di rifugiati e di profughi”.
 

PER COMPRENDERE LA GUERRA GLOBALE IN SIRIA

Può bastare un libro per comprendere il caos della guerra globale in Siria? Forse, certamente un buon tentativo è stato quello profuso da Randa Kassis e Alexandre Del Valle, “Comprendere il caos siriano. Dalle rivoluzioni arabe al jihad mondiale”, pubblicato all'inizio dell'anno dalla D'Ettoris Editori di Crotone. Quasi quattrocento pagine dense di nomi, di sigle, gruppi, movimenti, di fatti, avvenimenti ben documentati sulla sanguinosa guerra che impazza ormai dal 2011. Leggendo questo libro si comprende ancora una volta che per capire il presente, l'attualità, è indispensabile conoscere, studiare la Storia, soprattutto per decifrare il ginepraio siriano. Infatti non è un caso che il testo dei due autori nel 1 capitolo affronta,“le radici storiche del mosaico e del caos siriani”. E' corretta la frase  di Giovanni Cantoni, fondatore di Alleanza Cattolica, quando dice:“Chi sbaglia Storia, sbaglia politica”
 

FINE DELLA FAMIGLIA?

All'inizio del 2007 esce un libro con un titolo inequivocabile: “La fine della famiglia. La rivoluzione di cui non ci siamo accorti”. L'ha scritto Roberto Volpi, uno statistico, offrendo una serie di dati e grafici, dove sostiene che la famiglia in Italia ormai è scomparsa, almeno quella concepita fino al 1970, composta da genitori e figli.
 
E' una storia che prima o poi bisognava scrivere, mi riferisco al processo di decostruzione della famiglia nel nostro Paese, l'hanno scritta Marco Invernizzi e Giancarlo Cerrelli entrambi esponenti di Alleanza Cattolica, il testo pubblicato recentemente da “SugarcoEdizioni”, il titolo: “La Famiglia in Italia, dal Divorzio al Gender”.
 

IMMIGRAZIONE O INVASIONE INFINITA

Si può affrontare il tema dell'immigrazione con serenità e pacatezza senza essere bollati di razzismo o di populismo? A me sembra che da qualche tempo a preoccuparsi dei troppi sbarchi e quindi degli arrivi indiscriminati di extracomunitari non siano solo i media “razzisti” di destra, ma anche quelli di sinistra. Non è solo Salvini a sottolinearne l'invasione, ma anche altri politici manifestano preoccupazione.
 
Certamente non si può dire che i mass media americani, ma anche quelli di altri paesi, amino molto il presidente Donald Trump. In questi giorni si susseguono i duri attacchi contro la sua persona, non è esagerato definirli un complotto. Così si orienta Andrea Morigi sul quotidiano Libero:“Hanno teso una trappola a Donald Trump. Tecnicamente, si parla di impeachment per la Russian connection. Vuol dire che, poiché ha vinto democraticamente le elezioni, i Democratici vogliono spodestarlo con il vecchio strumento della propaganda in puro stile sovietico. Paradossalmente, lo accusano di essere troppo amico di Vladimir Putin, che ai tempi dell’ Urss faceva parte del famigerato Kgb, di cui peraltro i nemici di Trump ora stanno utilizzando i metodi.
Nel mirino, per ora, ci sono i collaboratori più stretti della Casa Bianca. Si inizia con l’abbattimento delle prede di taglia medio-piccola, per studiare la reazione del capobranco e isolarlo”. (A. Morigi, Usa, manovra vergognosa – La trappola per mandare via Donald Trump, 16.2.17, Libero).
 

MASS MEDIA, SOCIETA' DI MASSA E DEMOCRAZIA MODERNA

Nel libro “L'intelligenza in pericolo di morte”, il filosofo belga Marcel De Corte, descrive un dramma: la crisi della civiltà contemporanea, della civiltà occidentale. Si potrebbe definire una diagnosi clinica, dove si tocca il male profondo che ha colpito l'intelligenza umana e la minaccia di morte.
 
Abbiamo più volte notato come certo giornalismo, ma anche tanto intellettualismo deforma i fatti, la realtà. Spesso da quello che scrivono si deduce che vivono in un loro mondo immaginario, lontani dalle cose reali. Molti lo hanno scritto a proposito del voto della Brexit in Gran Bretagna, per le elezioni americane, ma anche per il referendum sulla riforma costituzionale in Italia, del 5 dicembre scorso. In tutti questi casi, la lettura della stragrande maggioranza dei media e degli intellettuali era completamente lontana dalla realtà, o perlomeno si era tentato di deformarla.
 

IL DRAMMA DELLE FOIBE

Mentre imperversa sulle nostre teste la crisi economica e quella politica del nostro Paese, chissà se abbiamo tempo e voglia di ricordare la grande tragedia che hanno subito migliaia di italiani tra il 1943 e il 1945 nelle terre giuliane, istriane e dalmate. Dopo l'istituzione nel 2004 della “Giornata del Ricordo”, dovremmo essere tutti al corrente del massacro di italiani che è stato compiuto dalle forze partigiane comuniste guidate dal maresciallo Josip Broz Tito (i titini).
 
Da qualche mese è in distribuzione l'ultimo numero della rivista bimestrale  “Cristianità” (n. 382, Ottobre-Novembre 2016). L'organo ufficiale di Alleanza Cattolica si apre con un editoriale del reggente nazionale Marco Invernizzi che commenta l'inattesa vittoria di Donald John Trump. Invernizzi, apre con una celebre frase del venerabile Pio XII:“E' tutto un mondo che occorre rifare dalle fondamenta”.
 
Nei precedenti interventi su San Leonardo Murialdo ho raccontato, avvalendomi dei contributi di don Pier Giuseppe Accornero e Massimo Introvigne, la straordinaria opera evangelizzatrice e sociale di questo eccezionale santo vissuto nell'Ottocento della Torino Sabauda. Ma come ho già avuto modo di scrivere non c'è stato solo Murialdo, ma tanti altri, alcuni canonizzati dalla Chiesa, altri no. In uno studio accurato, un sacerdote, ne conta almeno 90 tra santi, beati, venerabili e servi di Dio. Ma l'elenco addirittura si può allargare a quasi 200 “santi” di uomini e donne, di rilievo per la loro pietà e per il loro apostolato sociale. Per lo più laici e laiche, appartenenti a tutti gli strati sociali.
 
Sia Accornero che Introvigne per i loro studi su San Murialdo fanno ampio riferimento alla monumentale opera di Armando Castellani, ricchissima di informazioni sul santo torinese.
 
Ci sono tanti motivi per leggere un libro, tra questi c'è sicuramente quello di poter arricchire le proprie conoscenze, i propri studi. Ma leggere il “Pioniere. Leonardo Murialdo tra i giovani e mondo operaio, di Pier Giuseppe Accornero, edizioni Paoline (1992), non è solo questione di conoscenza, ma rappresenta un testo che può essere utile a chi opera nel sociale, nel campo educativo. Il testo sul grande santo torinese dà ottime risposte all'emergenza educativa che rimane, anche se lo ignoriamo, la questione delle questioni.
 

TAORMINA. “GUAI AD ABBANDONARE GLI ANZIANI!”

L'incresciosa vicenda della chiusura della casa di riposo comunale di Taormina, “Carlo Zuccaro” ha del clamoroso e dell'incredibile; non si capisce come si possa arrivare al punto di chiuderla e mettere 28 anziani in strada. Tutto si è deciso in questi primi giorni dell'anno.
 
Bisogna portare il nostro messaggio di pace, di giustizia, di serenità soprattutto là dove è necessario, perché i valori etici siano trasmessi alle nuove generazioni, perché il nostro prossimo è verso chi incontriamo nelle strade delle nostre città e dei n/s paesi !

 

RICORDIAMO I NOSTRI MORTI DELLA FOLLIA JIHADISTA

Durante una intervista, sotto-casa della povera Fabrizia Di Lorenzo, la ragazza uccisa nella strage del mercatino di Berlino, mi ha colpito una frase di una persona, forse un parente, intervistata da un giornalista del tg: “non ci sono parole”, ha ripetuto più volte. Si tratta di una frase di circostanza, che spesso si ripete in questi tristi momenti. Però le parole e le riflessioni ci sarebbero eccome.
 
Il giorno dopo dell'attentato al mercatino di Berlino ho notato sulla stampa una certa rassegnazione, molti si son chiesti,“come è possibile che sia successo ancora?”. A cinque mesi dopo Nizza, un camion si è scaraventato sulle ignare persone in una città europea uccidendole. Si poteva evitare tutto questo? Certo è difficile prevedere attentati terroristici, siamo di fronte a un terrorismo diffuso, pervasivo, delocalizzato, diretto dallo Stato islamico, ha detto il professore Lombardi, dell'Università Cattolica, che è presente “ormai in 40 paesi del mondo, ha un esercito delocalizzato che combatte questo nuovo tipo di guerra ibrida che è in corso da anni, non geolocalizzata ma a pezzi. Abbiamo paura di ammetterlo, ed è un ritardo culturale grave, ma siamo in guerra”.
 

IL BAMBINO DI BETLEMME CI ATTENDE

Quando arriva il “desiderato delle genti”, gli uomini ripetono la domanda di Giovanni Battista:”Sei tu quello che doveva venire, o dobbiamo aspettare un altro ?”. Il Bambino,nato per opera dello Spirito Santo, non si impone.  Tocchera’ a Maria proporlo alla cugina Elisabetta e al figlio Giovanni che porta in grembo .  Il Bambino chiede ospitalita’ ed affronta con  Maria e Giuseppe  a Betlemme anche un rifiuto: “Non c’e’ posto per voi”. La litania delle porte  chiuse si recita anche oggi. Un bambino che deve nascere porta cosi’ grande difficolta’? O si preferisce seppellire i  propri morti?
  
 

QUANDO IL POPOLO E' CONTRO LE ELITE

Dalla consultazione referendaria del 4 dicembre scorso emergono due importanti lezioni. La 1a, Le elite culturali nonostante possano contare su potenti mezzi vengono sconfitte dal popolo quando volgono le spalle alla realtà. E' successo il 4 dicembre quando l'establishment politico, le elite culturali, hanno manifestato incomprensione per quanto è accaduto, ma forse per tutte le consultazioni dove nonostante tutto vince il popolo. E' successo per la Brexit e per le recenti presidenziali americane.
 

CI RICORDEREMO ANCHE DEL GOVERNO RENZILONI

E' nato il governo “Renziloni”, anche questo ci irrorerà di una serie di promesse che dovranno far diventare il nostro Paese, l'eldorado del pianeta terra. Tuttavia anche i più accaniti difensori del renzismo non potranno negare che questo governo è una fotocopia del precedente, basta sovrapporre caselle ministeriali e foto degli occupanti. Ma forse per loro non è una colpa, è una logica conseguenza, avendo la maggioranza parlamentare, possono pretendere di fare il governo che gli pare. Certamente per noi è una inaccettabile vergogna. Infatti anche questa volta non si tiene conto del voto. E' uno schiaffo alla volontà popolare che pochi giorni fa si è manifestata per andare al voto subito o perlomeno per un governo diverso.
 
Mentre scrivo si concretizza il grande risultato della vittoria del “NO” nel referendum del 4 dicembre sulla riforma della Costituzione, un risultato straordinario per la grande partecipazione popolare, hanno votato circa il 68% degli aventi diritto. Per tutti unanimemente è stata una grande manifestazione di democrazia del popolo italiano. Un voto che probabilmente passerà alla Storia del nostro Paese, come uno “schiaffo” ai poteri forti, alla classe politica “drogata”, al governo Renzi eletto da nessuno, ma anche a una élite culturale che si allontana sempre più dalla realtà e che continua a non capire il popolo. Per questo motivo Luca Telese, su “La Verità”, ha scritto:“Tutto il modello di consenso dell'Occidente è in crisi. Ovunque è popolo contro élite”. Lo ricorderanno a lungo i progressisti radical chic questo 2016:la prima mazzata l'hanno presa con la Brexit, “dopo è venuto il ciclone Trump, che non ha sconfitto solo Hillary Clinton ma anche e soprattutto le forze immense che sostenevano la candidatura della rivale: grande stampa, banche, Hollywood, università”.
 
In questi giorni i media italiani dopo la morte di Fidel Castro, invece di ricordare la carriera del despota caraibico, responsabile dell'uccisione di almeno 15 mila oppositori a Cuba,“paiono ritrarre la figura di un grande statista del Novecento, - scrive la NuovaBQ.it - enfatizzandone i pregi, nascondendone i crimini. Un tema ricorrente: a Cuba si viveva peggio sotto Fulgencio Batista e la rivoluzione di Castro servì a migliorare le condizioni dei cubani. I maggiori vanti del sessantennio comunista? La sanità e l’istruzione.
 
C'è un brutto clima che si sta creando all'interno del mondo cattolico, lo scrive Paolo Gulisano su LaNuovaBQ.it di ieri. Da settimane, da mesi circolano dubbi, perplessità, preoccupazioni, nei confronti della Chiesa, e di Papa Francesco in particolare. Da un lato ci sono i tradizionalisti, si preoccupano che la Chiesa sta cambiando la dottrina, dall'altro ci sono i progressisti, che spingono per il cambiamento e addirittura intravedono rivoluzioni ovunque. E' pur vero che esiste un “pensiero non-cattolico”, di cui a suo tempo parlò papa Paolo VI.
 
Se avviene uno squallido episodio di violenza carnale su una minorata mentale, se una madre uccide il proprio nascituro, se un padre sopprime la propria famiglia, se continua questa “filosofia” dell’uccidere e del suicidio specie in famiglia : sono “fattacci” che avvengono quasi giornalmente nella n/s Italia ! Ma a commettere queste efferatezze sono persone psichicamente instabili, la cui malattia, anche in casa, diventa incurabile a causa di carenza di valide Pubbliche Strutture atte alla prevenzione cura ed eventuale reinserimento sociale e di valide riforme!
 
Non è facile riprendere l'attività di giornalista freelance dopo le due pesanti “distrazioni” del mese di ottobre: il trasloco e il grave intervento subito da mia moglie, e siccome ci siamo scelti per stare insieme tutta la vita, potete immaginare il mio stato d'animo. Intanto mentre tutta l'attenzione di questi giorni si è concentrata sulle elezioni presidenziali americane, per restare in America, casualmente ho trovato il modo di studiare una straordinaria figura proprio degli Usa, il cardinale Timothy Dolan, arcivescovo di New York e presidente dei vescovi americani.
 
Il 27 dicembre 1947 l’Onorevole Enrico De Nicola, Capo provvisorio dello Stato, firma il Testo della Costituzione Italiana approvata dall’Assemblea Costituente, entrando in funzione il 1° gennaio 1948 .
 

“Abbiamo bisogno di Catechisti Missionari”

Nel 50° anniversario della morte del Fondatore del COR ( Centro Oratori Romani) Servo di Dio Arnaldo Canepa, che si è sempre dedicato per la Pastorale Oratoriana, Mons. Giuseppe Marciante Vescovo Ausiliare di Roma Settore Est, ha rivolto ai giovani partecipanti e presenti alla cerimonia l’invito alla formazione “ Abbiamo bisogno di Catechisti Missionari perché siano considerati maggiormente gli Oratori a Roma “.
 
E' una domanda impegnativa ma nello stesso tempo affascinante. Da tempo ci si interroga sul nostro patrimonio artistico e culturale, molto è stato scritto, libri, articoli, ma la questione non decolla, nonostante gli impegni dei vari ministri della cultura e dei vari governi. Ma c'è un'altra domanda da fare: è possibile salvare anche tutte quelle persone che unendosi si dedicano, curano, quella chiesa, quella piazza, quel monumento, quella biblioteca, quell'archivio polveroso? Anche questa è una domanda piena di significati. Se la pone il giornalista, saggista, Luca Nannipieri in un breve saggio,“L'Italia da salvare. La fraternità attorno all'arte e alle bellezze del paese”, pubblicato dalla San Paolo (2014).
 

LA NUOVA UTOPIA DEL XXI SECOLO: LA GENDERCRAZIA

Nel secolo scorso le ideologie politiche, che qualcuno ha chiamato assassine, hanno imperversato per oltre settant'anni con visioni distorte dell'uomo, ferendo la libertà e la natura in ogni uomo e donna e soprattutto provocando milioni di morti. Perché non si consumassero più tante infamie che si erano viste nel '900, si sono varate varie carte dei diritti dell'uomo, ma tutte regolarmente hanno fallito, illudendo tanta parte del mondo.
 
La vita di Calabresi rappresenta una storia esemplare, tanto che il suo ex confessore e padre spirituale, don Ennio Innocenti insieme all’organizzazione religiosa“Sacra Fraternitas Aurigarum Urbis”, hanno avanzato la richiesta di un procedimento canonico di verifica dell’eroismo delle virtù del commissario Calabresi in considerazione della sua fede cristiana. Peraltro una proposta che ha trovato consensi ad alti livelli ecclesiastici. Garibaldi riporta il giudizio del cardinale Camillo Ruini: “Il suo sacrificio è degno della Chiesa di Roma, nel cui seno egli è stato educato. La fama dell’eroismo cristiano di lui, lungi dall’appannarsi in tutti questi anni, si è estesa e si è consolidata con testimonianze, studi e ripetute argomentazioni di laici, di sacerdoti e di Vescovi”.