Newsletter ilcattolico.it

contact
La nostra newsletter ti consente di ricevere settimanalmente i nostri principali rilanci stampa,
le catechesi e tutti i momenti formativi e le campagne del sito.

Iscriviti, ti aspettiamo, clicca il link qui sotto per accedere alla pagina.

La notizia non l’ho letta sui “grandi” giornali forse perché a questi è sembrata una barzelletta e, quindi, non hanno voluto abbassarsi a simili sciocchezze; tuttavia essa è circolata ugualmente e si è capito che, col pretesto della “laicità” etc. etc., in realtà per timore reverenziale dell’Islam – la religione ormai più praticata “oltre-Manica” –, in Inghilterra pensano di mettersi al sicuro cancellando perfino il Nome del Fondatore del Cristianesimo.
 
Due novità si evidenziano con la rivoluzione sessuale del Gender, la prima: per la prima volta nella storia si vuole modificare le categorie sessuali di uomo e donna utilizzando strategie politiche e misure legislative. La seconda novità, questo progetto rivoluzionario viene portato avanti da una minoranza, una elites al potere che dall'alto intende modificare e plasmare tutta la società intera. Tutto questo“accade oggi sotto ai nostri occhi e su scala mondiale”, lo sostiene la giornalista sociologa tedesca Gabriele Kuby nel suo saggio, “La Rivoluzione sessuale globale”, sottotitolo: “Distruzione della libertà nel nome della libertà”, edito a settembre 2017, da Sugarco.
 
Il mese di Ottobre è ricco di ricorrenze storiche. Si ricorda, la rivoluzione bolscevica, ma anche quella ungherese del 1956, e poi soprattutto, per noi italiani, la disfatta di Caporetto. La ricorrenza del centenario della “disfatta” di Caporetto del 24 ottobre 1917 nella 1 guerra mondiale, ha suscitato diverse manifestazioni e celebrazioni, ma anche molte riflessioni sui media. La letteratura sulla 1 guerra mondiale è abbastanza vasta, ma su un argomento si trova poco, mi riferisco alla posizione della Chiesa, della Santa Sede, nei confronti del conflitto mondiale.
 

CRISTIANI PERSEGUITATI E DIMENTICATI

Volentieri racconto le due intense giornate di impegno a Milano dell'associazione Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) Onlus, fondazione di Diritto Pontificio, che dal 1947 sostiene la Chiesa con migliaia di progetti umanitari e pastorali. La prima,Venerdì 13 Ottobre, presso il Palazzo Lombardia in Regione per presentare l'ultimo Rapporto, sulla Libertà religiosa nel mondo, dedicato ai cristiani oppressi a causa della loro fede, per il biennio 2015/2017: “Perseguitati e dimenticati”.
 
Il 22 Ottobre prossimo andrò a votare per il referendum per l'autonomia della Regione Lombardia cliccando convintamente “SI” sul tablet. Dopo tanto tempo ritorno a presentarmi ad un seggio elettorale, per dare un forte segnale al centralismo romano che da troppi anni spreca le nostre risorse facendo salire il debito pubblico alle stelle. Certamente non mi farò distogliere dalle sirene giornalistiche su ipotetiche scissioni o dalle ironie della Litizzetto su Rai 1che peraltro indirettamente offende chi andrà alle urne.
 
Mercoledì scorso durante l'udienza generale, il Santo Padre Francesco nella sua catechesi, riferendosi alla festa di San Francesco e al mese di Ottobre dedicato alla Missione, ci ha invitati ad essere annunciatori di speranza e non di sventura. Tra i tanti compiti dei missionari è quello di poter rendere ragione della nostra fede, affrontando serenamente, senza alzare la voce, le critiche che vengono mosse alla Chiesa e ai cristiani.
 
Qual è il male italiano? Chi può rispondere a questa domanda se non il presidente dell'Autorità dell'anticorruzione Raffaele Cantone, peraltro già pm della Direzione distrettuale antimafia. Qualche anno fa il magistrato ha pubblicato un libro-intervista con il giornalista Gianluca Di Feo, “Il Male italiano. Liberarsi dalla corruzione per cambiare il paese”, Rizzoli (2015).
 

IL GENOCIDIO DEI “LIBERATORI” PIEMONTESI

Ormai esiste una discreta letteratura sulla conquista del Sud, nel 1860 da parte degli eserciti del Regno di Sardegna. Si potrebbe elencare diverse opere più o meno complete sull'argomento. Per quanto mi riguarda il primo testo che ho letto è quello di Carlo Alianello, “La Conquista del Sud”. Recentemente è stato ripubblicato in versione Pickwick, della Piemme, il libro di Pino Aprile, “Carnefici”. Qui il giornalista e scrittore pugliese, porta a compimento l'inchiesta iniziata con il suo precedente libro “Terroni”. Ha lavorato cinque anni Aprile per arrivare alla tesi che al Sud, gli eserciti piemontesi dei Savoia hanno compiuto un vero e proprio “genocidio”. Centinaia e migliaia di persone scomparse o costrette a subire la deportazione. Rastrellamenti, marce forzate, torture e fucilazioni dei cosiddetti “briganti”, uomini armati, che si sono ribellati al nuovo ordine imposto da Torino.
 

ERANO RAGAZZI DEL SUD

Dopo “Maledetta guerra”, Lorenzo Del Boca insiste nel raccontare la vera storia della“Grande guerra”, (1a guerra mondiale) definita da Papa Benedetto XV una inutile strage. L'anno scorso per la casa editrice Piemme, viene pubblicato, “Il Sangue dei Terroni”, in questo agile testo di 203 pagine e 6 pagine di note, l'autore cerca di sostenere poche tesi: l'assoluta maggioranza delle vittime era gente del Sud. Un'intera generazione spazzata via. Questi caduti, dei veri e propri “militi ignari”, erano contadini poveri, braccianti, piccoli artigiani, quasi per metà analfabeti, giovani di vent'anni che furono strappati alle loro famiglie e alla loro terra e mandati a morire in lande remote, tra montagne da incubo e pianure riarse. Inoltre sono morti e si sono sacrificati per interessi loschi ed oscuri di certe élite economiche che badavano solo al proprio tornaconto di una nuova classe politica che li trattava con ferocia e disprezzo.
 

LA GUERRA CONTRO IL PASSATO

La più stupida guerra è quella contro il passato, lo scrive Paolo Mieli nel suo “In guerra con il passato”. Sottotitolo:“Le falsificazioni della storia”. A che cosa porta questa guerra contro il passato? A confondere le idee sul presente.
 

NON FATEVI RUBARE LA SPERANZA

Oggi il nostro tempo sembra fatto apposta per non sperare. Sono troppi i fattori che che impediscono di sperare. Penso al terrorismo islamista, alla crisi economica, alla mancanza di lavoro per i giovani, alla crisi del matrimonio, della famiglia, la crisi demografica. Si potrebbe continuare. Ma potremmo vivere senza speranza? Il cristiano, l'uomo d'oggi può vivere senza speranza? Risponde alla grande questione fondamentale il cardinale Gerhard Ludwig Muller, in un libro scritto insieme al giornalista spagnolo Carlos Granados, “Indagine sulla speranza”, Cantagalli (2017). Le pagine del libro mettono in evidenza la grande personalità dell'ex Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, uno splendido esempio di “cristiano credibile”, di un uomo che testimonia con coraggio e chiarezza la propria fede, il proprio pensiero, i propri sentimenti, non censurando ciò che pensa sui temi più importanti che riguardano la Chiesa, la società, il mondo.
 

L'ORGOGLIO E IL RISCATTO DEL SUD

Dopo aver letto e presentato dei testi che rammentano la distanza netta tra il Nord e il Sud Italia, come “Brandelli d'Italia”, di Romano Bracalini e “Il Sud deve morire” di Carlo Puca, ma anche“Un paese troppo lungo” di Giorgio Ruffolo. Anzi il primo  rileva la superiorità del Nord. Mi appresto a presentare un testo che seppur  evidenzia, la distanza tra il Nord e il Sud, nello stesso tempo traccia un percorso di riabilitazione del Mezzogiorno. Mi riferisco a “Il Sud Puzza”. Storia di vergogna e d'orgoglio”, di Pino Aprile (Piemme, 2013).
 
Finalmente dopo settimane di serrate discussioni sull'immigrazione clandestina sulle coste italiane, e soprattutto sul ruolo delle varie Organizzazione non governative (Ong), sembra che ci sia una svolta importante, per risolvere e dirimere la difficile questione. I fattori che hanno contribuito alla svolta, sono stati almeno tre. Il primo, l'inchiesta della Procura di Trapani che sta indagando per immigrazione clandestina una Ong tedesca Jugend Rettet e ha sequestrato già una delle sue navi, la Iuventa. Accuse precise e circostanziate, fotografie compromettenti, testimonianze imbarazzanti, infiltrati al lavoro.
 
Da qualche settimana si fa serrato il dibattito su chi deve essere il candidato presidenziale del centrodestra alle prossime elezioni siciliane. Dopo la rispettabilissima candidatura di Nello Musumeci, Forza Italia con Miccichè, propone Angelino Alfano, l'attuale ministro degli esteri del Governo Gentiloni.
 

DOPO 150 ANNI: DUE ITALIE SEMPRE PIU' LONTANE

Il lungo viaggio intorno ai centocinquant'anni che ci ha proposto il giornalista-storico Romano Bracalini nel suo documentato e ricco volume “Brandelli d'Italia. 150 anni di conflitti Nord-Sud”, Rubbettino (2010), ha il merito di collegare la Storia all'attualità. Probabilmente potrebbe essere di grande giovamento a tanti nostri politici che non conoscono la nostra Storia. Del resto “chi sbaglia storia, sbaglia politica”, dice il fondatore di Alleanza Cattolica, Giovanni Cantoni.
 

150 ANNI DI CONFLITTI NORD-SUD

E’ passato un secolo e mezzo da quando è stata “fondata” l’Italia, ma ancora si discute, si scrive sul perchè non è stata raggiunta quell'unità che allora fu fortemente voluta dalla Casa Savoia e da una minoranza illuminata di letterati e poeti che da tempo cercava di realizzare quel loro sogno proibito.“Appena l’Italia venne messa insieme con i pezzi raccolti, il Sud si ribellò e ingaggiò una sanguinosa guerra di secessione.
 
Sul nuovo numero della rivista Cristianità (n. 385, maggio-giugno 2017) è stata pubblicata la relazione finale di un convegno svoltosi a Lecce il 22 aprile scorso dal titolo: “Dov’è finito il Sud? Ricollocare il Mezzogiorno nell’Agenda politica”. Relatore è Alfredo Mantovano, magistrato e esponente di spicco di Alleanza Cattolica. Mantovano è stato sottosegretario agli interni nei governi Berlusconi, inizia la relazione facendo riferimento all’incresciosa contesa scaturita dopo la visita a Napoli del segretario della Lega Nord, Matteo Salvini.
 
Una questione molto grave non è doverosamente dibattuta e presa in grave considerazione: il suicidio demografico di quasi tutti i Paesi europei. Un morbo sta contagiando tutto il continente, si tratta della denatalità, una sorta di “peste bianca”, che sta falcidiando le nostre ricche città, le nostre capitali europee.
 

QUANDO L'IDEOLOGIA DIVENTA ASSASSINA

Lo scrittore inglese Robert Conquest, ha definito il secolo scorso, peraltro dando il titolo ad un suo celebre libro: “Il Novecento, il secolo delle idee assassine”,  riferendosi in particolare al comunismo e al nazifascismo. Non ci poteva essere un titolo più appropriato. Leggendo il libro del suo connazionale, Jasper Becker, “La Rivoluzione della fame. Cina 1958-1962: la carestia segreta”, è evidente che i comunisti cinesi, guidati da Mao tze Tung, mettendo in pratica le loro scellerate idee, sono stati degli assassini. Becker nei diciassette capitoli del libro descrive i quattro anni di carestia voluta dai dirigenti maoisti. Si tratta di un atto deliberato di barbarie, che va posto sullo stesso piano dei massacri perpetrati da Hitler e da Stalin. Peraltro è un aspetto della Storia cinese, che ancora non è stato spiegato soprattutto al popolo cinese.
 

IL COMUNISMO CINESE DI IERI E DI OGGI

L'Agenzia “AsiaNews.it” diretta da padre Bernardo Cervellera dal 1986, ogni giorno riporta notizie, approfondimenti e interviste sul continente più popoloso e complesso del mondo. Con una attenzione privilegiata alla Cina. L'Agenzia del Pime pubblica un mensile cartaceo, dove in ogni numero, alla fine dedica una sezione all'immenso popolo cinese:“Cina Oggi”. In quello dello scorso aprile (n. 299) riporta una discussione nata su un blogger“China Source”, dove si ponevano domande se conveniva ai cristiani iscriversi al partito comunista, visto che si aprono prospettive di lavoro e di protezione nella società.
 
Nell'ultimo numero della rivista Cristianità, organo ufficiale di Alleanza Cattolica, il  reggente nazionale, Marco Invernizzi, in occasione dell'uscita della terza edizione del Direttorio, presenta l'associazione. (Cristianità, n.384, marzo-aprile 2017)
 
Che cosa deve preoccupare maggiormente gli europei oggi: la “Brexit”, l'elezione di Donald Trump, la crisi dei migranti, le posizioni della Russia di Puti, il terrorismo jihadista? Era una domanda che il Corriere della Sera, qualche mese fa, aveva posto in una intervista a Federica Mogherini, alto rappresentante dell'Unione Europea (UE). la Mogherini, una delle cariche più significative della Commissione Europea, ha risposto con estrema chiarezza, il problema maggiore dell'Europa è, “La mancanza di fiducia in noi stessi”. L'esponente politico  evidenziava che i rappresentanti politici internazionali, nonostante tutto gli hanno sempre sottolineato la grande forza, la salute e la potenza dell'Europa. Cosa che purtroppo noi europei, ancora non riusciamo a cogliere.“Siamo labili di nervi”, e soffriamo di “una vera crisi di identità, di mancanza di consapevolezza”. Pertanto secondo la Mogherini, “Se non conosci la tua forza, rischi di non usarla e ciò potrebbe alla lunga minare le basi della nostra potenza”.
 

I COMUNI CHE FABBRICANO MULTE

Finalmente un giornale ha il coraggio di denunciare una vergognosa consuetudine che dura da molto tempo. Mi riferisco alle troppe multe indiscriminate che gli automobilisti italiani devono pagare per infrazioni trappole, che i vari Comuni preparano per loro. E' un argomento che avevo affrontato qualche anno fa, sottolineando in particolare l'aspetto delle cifre alte che gli automobilisti distratti dovevano pagare, in merito ad una semplice sosta vietata o al superamento di una cifra irrisoria sul limite di velocità. Sabato scorso, se ne è occupato dell'argomento, “La Verità”, quotidiano diretto da Maurizio Belpietro: “Denunciati i Comuni che fabbricano multe”, articolo di Carlo Piano, in prima pagina.
 
Ogni anno in occasione dell'anniversario della “strage di Capaci” che comportò l'uccisione del giudice Giovanni Falcone e della sua scorta, si assiste alle solite ripetitive ritualità, perlopiù monopolizzate dai professionisti dell'antimafia. Nel profluvio dei discorsi nessuno però ricorda tra i tanti commenti che,"tra la fine di maggio e i primi di giugno Falcone sarebbe dovuto venire a Mosca per coordinare le indagini sul trasferimento all’estero dei soldi del Pcus".
 
Le poche informazioni che ho avuto su Antonio Oliveira Salazar risalgono agli anni della mia giovinezza. La figura dell'esponente politico portoghese mi ha sempre affascinato, purtroppo però non esiste una bibliografia adeguata in lingua italiana. Anzi sono pochissimi i testi che riguardano lo statista lusitano. Qualche anno fa, con i pochi elementi che avevo, ho tentato di presentare sui giornali dove collaboro, il politico portoghese. Oggi ho qualche elemento in più, addirittura un libro che ho appena finito di leggere. Si tratta di un interessante studio sulla storia contemporanea del Portogallo e di Salazar, scritto da Mircea Eliade, professore rumeno, tra i più importanti studiosi di storia delle religioni. Il titolo: “Salazar e la rivoluzione in Portogallo”, pubblicato dalle Edizioni Bietti di Milano (2013).
 
Dopo l'11 settembre 2001 volenti o nolenti siamo stati costretti ad occuparci  dei contenuti della religione islamica, se prima l'argomento perlopiù era confinato in ambito culturale, ora, soprattutto dopo i ripetuti e puntuali attentati ad opera del jihadismo islamista, il dibattito si è trasferito sui media, nelle conversazioni da salotto e perfino nei bar. Pertanto anche in questo caso per capire è necessario, leggere e magari studiare.
 
Di fronte ad ogni attentato terroristico islamista ormai da tempo si ripetono gli stessi commenti, le stesse reazioni, gli stessi rituali, c'è chi parla di guerra di religione, chi di guerra economica, chi di guerra civile interna all'islam, chi di scontro di civiltà. Forse sono tutte queste cose messe insieme. E' probabile che hanno ragione tutti quelli che accampano queste ipotesi. Di sicuro il terrorismo jihadista islamico ce lo porteremo con noi per molto tempo. Anzi qualcuno sostiene che entro dieci anni succederà qualcosa di grosso con protagonisti i terroristi del fondamentalismo islamico.
 

DUE MARCE PER DUE ITALIE

Ha fatto bene La Verità il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, a pubblicare in prima pagina di domenica le foto della manifestazione di Milano, pro immigrazione, denominata “insieme senza muri”, organizzata dal Comune e dal Pd milanese e quella di Roma, la Marcia nazionale per la Vita. Il giornale volutamente accomuna i due temi, che probabilmente appartengono alla stessa medaglia. Da una parte al forte calo demografico nel nostro Paese, si propone più immigrati, dall'altra parte invece  più nascite e meno aborti.
 
L'altra sera presso il centro culturale Rosetum di Milano in occasione della presentazione del libro “La famiglia in Italia. Dal Divorzio al Gender” (Sugarco) di Invernizzi e Cerrelli, è intervenuto anche il professore Massimo Gandolfini, presidente del comitato “Difendiamo i nostri figli”. In poche battute si è capito di che pasta è fatto il medico bresciano, che da alcuni anni sta guidando la battaglia culturale a favore della famiglia in Italia. Ascoltando il suo caloroso intervento mi viene spontaneo accostarlo a quegli uomini dal“Codice cavalleresco”, che Roberto Marchesini descrive nel suo ottimo libretto. Oppure a quegli “Italiani seri”, che Vittorio Messori, evocava in un libro, riferendosi al beato Fa' di Bruno. Tuttavia per chi vuole conoscere meglio Gandolfini deve leggere, “L'Italia del family Day”, (Marsilio Editori, 2016) scritto dallo stesso Gandolfini insieme al giornalista Stefano Lorenzetto.