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L'altra sera presso il centro culturale Rosetum di Milano in occasione della presentazione del libro “La famiglia in Italia. Dal Divorzio al Gender” (Sugarco) di Invernizzi e Cerrelli, è intervenuto anche il professore Massimo Gandolfini, presidente del comitato “Difendiamo i nostri figli”. In poche battute si è capito di che pasta è fatto il medico bresciano, che da alcuni anni sta guidando la battaglia culturale a favore della famiglia in Italia. Ascoltando il suo caloroso intervento mi viene spontaneo accostarlo a quegli uomini dal“Codice cavalleresco”, che Roberto Marchesini descrive nel suo ottimo libretto. Oppure a quegli “Italiani seri”, che Vittorio Messori, evocava in un libro, riferendosi al beato Fa' di Bruno. Tuttavia per chi vuole conoscere meglio Gandolfini deve leggere, “L'Italia del family Day”, (Marsilio Editori, 2016) scritto dallo stesso Gandolfini insieme al giornalista Stefano Lorenzetto.
 

LA RIBELLIONE DELLO STUDIO

Volete ribellarvi al mondo del conformismo becero, del politicamente corretto, allora dovete dedicarvi allo studio. Lo scrive Paola Mastrocola, nel suo “La passione ribelle”, Editori Laterza (2017), un libro controcorrente e provocatoriamente scandaloso. Del resto la professoressa di Torino ci ha abituato a questo genere di scrittura.“Chi studia è sempre un ribelle”, è uno che sta dall'altra parte, rispetto al mondo che corre sempre e non si ferma mai.“Chi studia si ferma e sta: così si rende eversivo e contrario”. Lo studioso, forse è uno scontento di sé, ma anche del mondo. Ma chi studia non fugge dal mondo, “è solo una ribellione silenziosa e, oggi più che mai, invisibile”. “La Passione ribelle” è un libro dedicato “a tutti i ribelli invisibili”, che studiano libri. Pertanto è dedicato anche al sottoscritto che legge e che più o meno si sente ribelle contro questo “mondo” di oggi che non ci piace.
 
Sembra che la contestata visita a Napoli del segretario della Lega Matteo Salvini, ha risvegliato antichi rancori nei confronti del Nord invasore, in ricordo della conquista armata nel 1860 da parte degli eserciti savoiardi. Addirittura ne è nata un'alleanza insolita tra i centri sociali e “sudisti” vari che hanno organizzato una manifestazione a Pontida per rispondere alla provocazione degli invasori leghisti.
 
A volte la mia difficoltà non è leggere un libro (che è uno sforzo lavorativo vero e proprio), ma come giustificare la sua lettura e soprattutto la presentazione nei blog dove collaboro. Anche se per la verità non devo rispondere a nessuno del mio operato.
 
Il libro di Roberto Marchesini,“Codice cavalleresco per l'uomo del terzo millennio”, SugarcoEdizioni (2017)  Si presenta come una mappa per l'uomo contemporaneo per riscoprire se stesso e la grandezza del suo essere maschile. Convinto che la natura dell'essere umano resta immutata e immutabile attraverso i tempi. Per lo psicoterapeuta non è anacronistico ricorrere alla figura del cavaliere con le sue virtù per l'uomo di oggi che si manifesta smarrito e sballottato“tra modelli effeminati o machisti, non certo virili”. 
 
L'altra sera chiacchierando con mia figlia dicevo che alla fine leggere un qualsiasi libro fa sempre bene. Del resto scriveva Ferdinando Camon, “se non leggi non vivi”. La lettura è come una vaccinazione che agisce contro l'ignoranza, la disinformazione, il disinteresse per la vita politica, l'asocialità. E queste sono malattie gravi. La società dovrebbe avere tutto l'interesse a sconfiggerle, così “come ha interesse a sconfiggere il vaiolo o le altre malattie endemiche […]”. Addirittura, progredendo sempre più nella provocazione Camon arriva a scrivere che,“colui che non legge non può essere un buon figlio, o buon padre, o marito, o cittadino, o buon elettore[...] decide male per sé e per i figli, esprime giudizi disinformati, è un danno per la democrazia”.
 
Ho ritenuto opportuno in questi giorni pasquali, presentare un documento di S. Em. Il cardinale Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, letto in occasione del convegno su“Sacra Liturgia 2016”, tenuto a Londra, il 5-7-2016. Si tratta di una interessante allocuzione, pubblicata integralmente dalla rivista di Alleanza Cattolica, Cristianità( n. 382, ott.-dicembre 2016)
 

CON LA SACRA LITURGIA NON SI SCHERZA

Il cristiano, il cattolico, ha bisogno sempre di alimentare la propria fede, rivedendo e studiando i fondamenti del proprio credere. Tra i temi più importanti c'è quello della liturgia. L'anno scorso il cardinale Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il Culto divino e la Disciplina dei sacramenti, in un convegno proprio sulla Sacra Liturgia, ha letto un discorso che ogni battezzato dovrebbe conoscere e approfondire. Ma soprattutto ogni sacerdote dovrebbe studiare e presentare nelle catechesi parrocchiali. Io l'ho letto e studiato sulla rivista Cristianità (“Verso un'autentica attuazione di 'Sacrosanctum Concilium' “; ottobre-dicembre 2016; n.382)
 
Il libro di Carlo Puca,“Il Sud deve morire”, edito da Marsilio (2016) può essere facilmente liquidato come l'ennesimo saggio inchiesta sui mali del nostro Meridione. Forse è vero, ma Puca va oltre, non si limita ad elencare quello che non va, ma auspica una rivolta morale dei cittadini che ancora vogliono lottare e non solo quelli meridionali, anche quelli che vivono al Nord. Del resto hanno fatto lo stesso i due noti giornalisti, Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, nel loro “Se muore il Sud”, pubblicato da Feltrinelli, nel 2013.
 

IL FUTURO DELLA SIRIA E DI BASHAR AL- ASSAD

Con la nuova amministrazione americana alla Casa Bianca, la politica estera americana in Medio Oriente è sensibilmente cambiata. Del resto Trump l'aveva promesso in campagna elettorale. Il regime siriano di Bashar al-Assad non è più considerato un nemico degli Usa. Se Barak Obama aveva contribuito all'abbattimento di Muammar Gheddafi e incoraggiato le cosiddette “primavere arabe”, fino poi a sostenere i ribelli siriani (anche quelli jihadisti) contro il regime di Damasco, ora con il nuovo presidente cambia la strategia americana in Medio Oriente.
 
Domenica pomeriggio carico della visita del Santo Padre Francesco ho partecipato sempre in piazza Duomo a Milano alla veglia di un'ora delle Sentinelle in Piedi, questa volta si manifestava per essere liberi di dire "no", all'eutanasia, al ddl sulle fake news, per la libertà di espressione e di coscienza, in difesa del matrimonio e dei bambini.
 
Ormai sono oltre cinque anni che si combatte in Siria e secondo l'Osservatorio siriano dei diritti dell'uomo(OSDH), il bilancio reale del conflitto ammonterebbe a 370.000 morti, e siamo fermi a qualche anno fa. Mentre il bilancio umanitario è catastrofico, secondo l'ONU, si stima che all'inizio del 2016 fossero quattro milioni i rifugiati siriani al di fuori del loro paese,“la più grande popolazione di rifugiati in un unico conflitto e in una sola generazione”. La Turchia e il Libano ospitano più della metà di questi rifugiati. Vorrei far presente che interessarsi del “caos siriano”, non è una questione accademica, ma interessa direttamente anche a noi. Secondo Randa Kassis e Alexandre Del Valle, autori di “Comprendere il caos siriano” , pubblicato nel mese di gennaio di quest'anno da D'EttorisEditori,“il mondo non aveva conosciuto ancora una crisi umanitaria così drammatica, con un numero così alto di rifugiati e di profughi”.
 

PER COMPRENDERE LA GUERRA GLOBALE IN SIRIA

Può bastare un libro per comprendere il caos della guerra globale in Siria? Forse, certamente un buon tentativo è stato quello profuso da Randa Kassis e Alexandre Del Valle, “Comprendere il caos siriano. Dalle rivoluzioni arabe al jihad mondiale”, pubblicato all'inizio dell'anno dalla D'Ettoris Editori di Crotone. Quasi quattrocento pagine dense di nomi, di sigle, gruppi, movimenti, di fatti, avvenimenti ben documentati sulla sanguinosa guerra che impazza ormai dal 2011. Leggendo questo libro si comprende ancora una volta che per capire il presente, l'attualità, è indispensabile conoscere, studiare la Storia, soprattutto per decifrare il ginepraio siriano. Infatti non è un caso che il testo dei due autori nel 1 capitolo affronta,“le radici storiche del mosaico e del caos siriani”. E' corretta la frase  di Giovanni Cantoni, fondatore di Alleanza Cattolica, quando dice:“Chi sbaglia Storia, sbaglia politica”
 

FINE DELLA FAMIGLIA?

All'inizio del 2007 esce un libro con un titolo inequivocabile: “La fine della famiglia. La rivoluzione di cui non ci siamo accorti”. L'ha scritto Roberto Volpi, uno statistico, offrendo una serie di dati e grafici, dove sostiene che la famiglia in Italia ormai è scomparsa, almeno quella concepita fino al 1970, composta da genitori e figli.
 
E' una storia che prima o poi bisognava scrivere, mi riferisco al processo di decostruzione della famiglia nel nostro Paese, l'hanno scritta Marco Invernizzi e Giancarlo Cerrelli entrambi esponenti di Alleanza Cattolica, il testo pubblicato recentemente da “SugarcoEdizioni”, il titolo: “La Famiglia in Italia, dal Divorzio al Gender”.
 

IMMIGRAZIONE O INVASIONE INFINITA

Si può affrontare il tema dell'immigrazione con serenità e pacatezza senza essere bollati di razzismo o di populismo? A me sembra che da qualche tempo a preoccuparsi dei troppi sbarchi e quindi degli arrivi indiscriminati di extracomunitari non siano solo i media “razzisti” di destra, ma anche quelli di sinistra. Non è solo Salvini a sottolinearne l'invasione, ma anche altri politici manifestano preoccupazione.
 
Certamente non si può dire che i mass media americani, ma anche quelli di altri paesi, amino molto il presidente Donald Trump. In questi giorni si susseguono i duri attacchi contro la sua persona, non è esagerato definirli un complotto. Così si orienta Andrea Morigi sul quotidiano Libero:“Hanno teso una trappola a Donald Trump. Tecnicamente, si parla di impeachment per la Russian connection. Vuol dire che, poiché ha vinto democraticamente le elezioni, i Democratici vogliono spodestarlo con il vecchio strumento della propaganda in puro stile sovietico. Paradossalmente, lo accusano di essere troppo amico di Vladimir Putin, che ai tempi dell’ Urss faceva parte del famigerato Kgb, di cui peraltro i nemici di Trump ora stanno utilizzando i metodi.
Nel mirino, per ora, ci sono i collaboratori più stretti della Casa Bianca. Si inizia con l’abbattimento delle prede di taglia medio-piccola, per studiare la reazione del capobranco e isolarlo”. (A. Morigi, Usa, manovra vergognosa – La trappola per mandare via Donald Trump, 16.2.17, Libero).
 
Nel libro “L'intelligenza in pericolo di morte”, il filosofo belga Marcel De Corte, descrive un dramma: la crisi della civiltà contemporanea, della civiltà occidentale. Si potrebbe definire una diagnosi clinica, dove si tocca il male profondo che ha colpito l'intelligenza umana e la minaccia di morte.
 
Abbiamo più volte notato come certo giornalismo, ma anche tanto intellettualismo deforma i fatti, la realtà. Spesso da quello che scrivono si deduce che vivono in un loro mondo immaginario, lontani dalle cose reali. Molti lo hanno scritto a proposito del voto della Brexit in Gran Bretagna, per le elezioni americane, ma anche per il referendum sulla riforma costituzionale in Italia, del 5 dicembre scorso. In tutti questi casi, la lettura della stragrande maggioranza dei media e degli intellettuali era completamente lontana dalla realtà, o perlomeno si era tentato di deformarla.
 

IL DRAMMA DELLE FOIBE

Mentre imperversa sulle nostre teste la crisi economica e quella politica del nostro Paese, chissà se abbiamo tempo e voglia di ricordare la grande tragedia che hanno subito migliaia di italiani tra il 1943 e il 1945 nelle terre giuliane, istriane e dalmate. Dopo l'istituzione nel 2004 della “Giornata del Ricordo”, dovremmo essere tutti al corrente del massacro di italiani che è stato compiuto dalle forze partigiane comuniste guidate dal maresciallo Josip Broz Tito (i titini).
 
Da qualche mese è in distribuzione l'ultimo numero della rivista bimestrale  “Cristianità” (n. 382, Ottobre-Novembre 2016). L'organo ufficiale di Alleanza Cattolica si apre con un editoriale del reggente nazionale Marco Invernizzi che commenta l'inattesa vittoria di Donald John Trump. Invernizzi, apre con una celebre frase del venerabile Pio XII:“E' tutto un mondo che occorre rifare dalle fondamenta”.
 
Nei precedenti interventi su San Leonardo Murialdo ho raccontato, avvalendomi dei contributi di don Pier Giuseppe Accornero e Massimo Introvigne, la straordinaria opera evangelizzatrice e sociale di questo eccezionale santo vissuto nell'Ottocento della Torino Sabauda. Ma come ho già avuto modo di scrivere non c'è stato solo Murialdo, ma tanti altri, alcuni canonizzati dalla Chiesa, altri no. In uno studio accurato, un sacerdote, ne conta almeno 90 tra santi, beati, venerabili e servi di Dio. Ma l'elenco addirittura si può allargare a quasi 200 “santi” di uomini e donne, di rilievo per la loro pietà e per il loro apostolato sociale. Per lo più laici e laiche, appartenenti a tutti gli strati sociali.
 
Sia Accornero che Introvigne per i loro studi su San Murialdo fanno ampio riferimento alla monumentale opera di Armando Castellani, ricchissima di informazioni sul santo torinese.
 
Ci sono tanti motivi per leggere un libro, tra questi c'è sicuramente quello di poter arricchire le proprie conoscenze, i propri studi. Ma leggere il “Pioniere. Leonardo Murialdo tra i giovani e mondo operaio, di Pier Giuseppe Accornero, edizioni Paoline (1992), non è solo questione di conoscenza, ma rappresenta un testo che può essere utile a chi opera nel sociale, nel campo educativo. Il testo sul grande santo torinese dà ottime risposte all'emergenza educativa che rimane, anche se lo ignoriamo, la questione delle questioni.
 
L'incresciosa vicenda della chiusura della casa di riposo comunale di Taormina, “Carlo Zuccaro” ha del clamoroso e dell'incredibile; non si capisce come si possa arrivare al punto di chiuderla e mettere 28 anziani in strada. Tutto si è deciso in questi primi giorni dell'anno.
 
Bisogna portare il nostro messaggio di pace, di giustizia, di serenità soprattutto là dove è necessario, perché i valori etici siano trasmessi alle nuove generazioni, perché il nostro prossimo è verso chi incontriamo nelle strade delle nostre città e dei n/s paesi !

 

RICORDIAMO I NOSTRI MORTI DELLA FOLLIA JIHADISTA

Durante una intervista, sotto-casa della povera Fabrizia Di Lorenzo, la ragazza uccisa nella strage del mercatino di Berlino, mi ha colpito una frase di una persona, forse un parente, intervistata da un giornalista del tg: “non ci sono parole”, ha ripetuto più volte. Si tratta di una frase di circostanza, che spesso si ripete in questi tristi momenti. Però le parole e le riflessioni ci sarebbero eccome.
 
Il giorno dopo dell'attentato al mercatino di Berlino ho notato sulla stampa una certa rassegnazione, molti si son chiesti,“come è possibile che sia successo ancora?”. A cinque mesi dopo Nizza, un camion si è scaraventato sulle ignare persone in una città europea uccidendole. Si poteva evitare tutto questo? Certo è difficile prevedere attentati terroristici, siamo di fronte a un terrorismo diffuso, pervasivo, delocalizzato, diretto dallo Stato islamico, ha detto il professore Lombardi, dell'Università Cattolica, che è presente “ormai in 40 paesi del mondo, ha un esercito delocalizzato che combatte questo nuovo tipo di guerra ibrida che è in corso da anni, non geolocalizzata ma a pezzi. Abbiamo paura di ammetterlo, ed è un ritardo culturale grave, ma siamo in guerra”.
 

IL BAMBINO DI BETLEMME CI ATTENDE

Quando arriva il “desiderato delle genti”, gli uomini ripetono la domanda di Giovanni Battista:”Sei tu quello che doveva venire, o dobbiamo aspettare un altro ?”. Il Bambino,nato per opera dello Spirito Santo, non si impone.  Tocchera’ a Maria proporlo alla cugina Elisabetta e al figlio Giovanni che porta in grembo .  Il Bambino chiede ospitalita’ ed affronta con  Maria e Giuseppe  a Betlemme anche un rifiuto: “Non c’e’ posto per voi”. La litania delle porte  chiuse si recita anche oggi. Un bambino che deve nascere porta cosi’ grande difficolta’? O si preferisce seppellire i  propri morti?
  
 

QUANDO IL POPOLO E' CONTRO LE ELITE

Dalla consultazione referendaria del 4 dicembre scorso emergono due importanti lezioni. La 1a, Le elite culturali nonostante possano contare su potenti mezzi vengono sconfitte dal popolo quando volgono le spalle alla realtà. E' successo il 4 dicembre quando l'establishment politico, le elite culturali, hanno manifestato incomprensione per quanto è accaduto, ma forse per tutte le consultazioni dove nonostante tutto vince il popolo. E' successo per la Brexit e per le recenti presidenziali americane.