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ERANO RAGAZZI DEL SUD

Dopo “Maledetta guerra”, Lorenzo Del Boca insiste nel raccontare la vera storia della“Grande guerra”, (1a guerra mondiale) definita da Papa Benedetto XV una inutile strage. L'anno scorso per la casa editrice Piemme, viene pubblicato, “Il Sangue dei Terroni”, in questo agile testo di 203 pagine e 6 pagine di note, l'autore cerca di sostenere poche tesi: l'assoluta maggioranza delle vittime era gente del Sud. Un'intera generazione spazzata via. Questi caduti, dei veri e propri “militi ignari”, erano contadini poveri, braccianti, piccoli artigiani, quasi per metà analfabeti, giovani di vent'anni che furono strappati alle loro famiglie e alla loro terra e mandati a morire in lande remote, tra montagne da incubo e pianure riarse. Inoltre sono morti e si sono sacrificati per interessi loschi ed oscuri di certe élite economiche che badavano solo al proprio tornaconto di una nuova classe politica che li trattava con ferocia e disprezzo.
 

LA GUERRA CONTRO IL PASSATO

La più stupida guerra è quella contro il passato, lo scrive Paolo Mieli nel suo “In guerra con il passato”. Sottotitolo:“Le falsificazioni della storia”. A che cosa porta questa guerra contro il passato? A confondere le idee sul presente.
 

NON FATEVI RUBARE LA SPERANZA

Oggi il nostro tempo sembra fatto apposta per non sperare. Sono troppi i fattori che che impediscono di sperare. Penso al terrorismo islamista, alla crisi economica, alla mancanza di lavoro per i giovani, alla crisi del matrimonio, della famiglia, la crisi demografica. Si potrebbe continuare. Ma potremmo vivere senza speranza? Il cristiano, l'uomo d'oggi può vivere senza speranza? Risponde alla grande questione fondamentale il cardinale Gerhard Ludwig Muller, in un libro scritto insieme al giornalista spagnolo Carlos Granados, “Indagine sulla speranza”, Cantagalli (2017). Le pagine del libro mettono in evidenza la grande personalità dell'ex Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, uno splendido esempio di “cristiano credibile”, di un uomo che testimonia con coraggio e chiarezza la propria fede, il proprio pensiero, i propri sentimenti, non censurando ciò che pensa sui temi più importanti che riguardano la Chiesa, la società, il mondo.
 

L'ORGOGLIO E IL RISCATTO DEL SUD

Dopo aver letto e presentato dei testi che rammentano la distanza netta tra il Nord e il Sud Italia, come “Brandelli d'Italia”, di Romano Bracalini e “Il Sud deve morire” di Carlo Puca, ma anche“Un paese troppo lungo” di Giorgio Ruffolo. Anzi il primo  rileva la superiorità del Nord. Mi appresto a presentare un testo che seppur  evidenzia, la distanza tra il Nord e il Sud, nello stesso tempo traccia un percorso di riabilitazione del Mezzogiorno. Mi riferisco a “Il Sud Puzza”. Storia di vergogna e d'orgoglio”, di Pino Aprile (Piemme, 2013).
 
Finalmente dopo settimane di serrate discussioni sull'immigrazione clandestina sulle coste italiane, e soprattutto sul ruolo delle varie Organizzazione non governative (Ong), sembra che ci sia una svolta importante, per risolvere e dirimere la difficile questione. I fattori che hanno contribuito alla svolta, sono stati almeno tre. Il primo, l'inchiesta della Procura di Trapani che sta indagando per immigrazione clandestina una Ong tedesca Jugend Rettet e ha sequestrato già una delle sue navi, la Iuventa. Accuse precise e circostanziate, fotografie compromettenti, testimonianze imbarazzanti, infiltrati al lavoro.
 
Da qualche settimana si fa serrato il dibattito su chi deve essere il candidato presidenziale del centrodestra alle prossime elezioni siciliane. Dopo la rispettabilissima candidatura di Nello Musumeci, Forza Italia con Miccichè, propone Angelino Alfano, l'attuale ministro degli esteri del Governo Gentiloni.
 

DOPO 150 ANNI: DUE ITALIE SEMPRE PIU' LONTANE

Il lungo viaggio intorno ai centocinquant'anni che ci ha proposto il giornalista-storico Romano Bracalini nel suo documentato e ricco volume “Brandelli d'Italia. 150 anni di conflitti Nord-Sud”, Rubbettino (2010), ha il merito di collegare la Storia all'attualità. Probabilmente potrebbe essere di grande giovamento a tanti nostri politici che non conoscono la nostra Storia. Del resto “chi sbaglia storia, sbaglia politica”, dice il fondatore di Alleanza Cattolica, Giovanni Cantoni.
 

150 ANNI DI CONFLITTI NORD-SUD

E’ passato un secolo e mezzo da quando è stata “fondata” l’Italia, ma ancora si discute, si scrive sul perchè non è stata raggiunta quell'unità che allora fu fortemente voluta dalla Casa Savoia e da una minoranza illuminata di letterati e poeti che da tempo cercava di realizzare quel loro sogno proibito.“Appena l’Italia venne messa insieme con i pezzi raccolti, il Sud si ribellò e ingaggiò una sanguinosa guerra di secessione.
 
Sul nuovo numero della rivista Cristianità (n. 385, maggio-giugno 2017) è stata pubblicata la relazione finale di un convegno svoltosi a Lecce il 22 aprile scorso dal titolo: “Dov’è finito il Sud? Ricollocare il Mezzogiorno nell’Agenda politica”. Relatore è Alfredo Mantovano, magistrato e esponente di spicco di Alleanza Cattolica. Mantovano è stato sottosegretario agli interni nei governi Berlusconi, inizia la relazione facendo riferimento all’incresciosa contesa scaturita dopo la visita a Napoli del segretario della Lega Nord, Matteo Salvini.
 
Una questione molto grave non è doverosamente dibattuta e presa in grave considerazione: il suicidio demografico di quasi tutti i Paesi europei. Un morbo sta contagiando tutto il continente, si tratta della denatalità, una sorta di “peste bianca”, che sta falcidiando le nostre ricche città, le nostre capitali europee.
 

QUANDO L'IDEOLOGIA DIVENTA ASSASSINA

Lo scrittore inglese Robert Conquest, ha definito il secolo scorso, peraltro dando il titolo ad un suo celebre libro: “Il Novecento, il secolo delle idee assassine”,  riferendosi in particolare al comunismo e al nazifascismo. Non ci poteva essere un titolo più appropriato. Leggendo il libro del suo connazionale, Jasper Becker, “La Rivoluzione della fame. Cina 1958-1962: la carestia segreta”, è evidente che i comunisti cinesi, guidati da Mao tze Tung, mettendo in pratica le loro scellerate idee, sono stati degli assassini. Becker nei diciassette capitoli del libro descrive i quattro anni di carestia voluta dai dirigenti maoisti. Si tratta di un atto deliberato di barbarie, che va posto sullo stesso piano dei massacri perpetrati da Hitler e da Stalin. Peraltro è un aspetto della Storia cinese, che ancora non è stato spiegato soprattutto al popolo cinese.
 

IL COMUNISMO CINESE DI IERI E DI OGGI

L'Agenzia “AsiaNews.it” diretta da padre Bernardo Cervellera dal 1986, ogni giorno riporta notizie, approfondimenti e interviste sul continente più popoloso e complesso del mondo. Con una attenzione privilegiata alla Cina. L'Agenzia del Pime pubblica un mensile cartaceo, dove in ogni numero, alla fine dedica una sezione all'immenso popolo cinese:“Cina Oggi”. In quello dello scorso aprile (n. 299) riporta una discussione nata su un blogger“China Source”, dove si ponevano domande se conveniva ai cristiani iscriversi al partito comunista, visto che si aprono prospettive di lavoro e di protezione nella società.
 
Nell'ultimo numero della rivista Cristianità, organo ufficiale di Alleanza Cattolica, il  reggente nazionale, Marco Invernizzi, in occasione dell'uscita della terza edizione del Direttorio, presenta l'associazione. (Cristianità, n.384, marzo-aprile 2017)
 
Che cosa deve preoccupare maggiormente gli europei oggi: la “Brexit”, l'elezione di Donald Trump, la crisi dei migranti, le posizioni della Russia di Puti, il terrorismo jihadista? Era una domanda che il Corriere della Sera, qualche mese fa, aveva posto in una intervista a Federica Mogherini, alto rappresentante dell'Unione Europea (UE). la Mogherini, una delle cariche più significative della Commissione Europea, ha risposto con estrema chiarezza, il problema maggiore dell'Europa è, “La mancanza di fiducia in noi stessi”. L'esponente politico  evidenziava che i rappresentanti politici internazionali, nonostante tutto gli hanno sempre sottolineato la grande forza, la salute e la potenza dell'Europa. Cosa che purtroppo noi europei, ancora non riusciamo a cogliere.“Siamo labili di nervi”, e soffriamo di “una vera crisi di identità, di mancanza di consapevolezza”. Pertanto secondo la Mogherini, “Se non conosci la tua forza, rischi di non usarla e ciò potrebbe alla lunga minare le basi della nostra potenza”.
 

I COMUNI CHE FABBRICANO MULTE

Finalmente un giornale ha il coraggio di denunciare una vergognosa consuetudine che dura da molto tempo. Mi riferisco alle troppe multe indiscriminate che gli automobilisti italiani devono pagare per infrazioni trappole, che i vari Comuni preparano per loro. E' un argomento che avevo affrontato qualche anno fa, sottolineando in particolare l'aspetto delle cifre alte che gli automobilisti distratti dovevano pagare, in merito ad una semplice sosta vietata o al superamento di una cifra irrisoria sul limite di velocità. Sabato scorso, se ne è occupato dell'argomento, “La Verità”, quotidiano diretto da Maurizio Belpietro: “Denunciati i Comuni che fabbricano multe”, articolo di Carlo Piano, in prima pagina.
 
Ogni anno in occasione dell'anniversario della “strage di Capaci” che comportò l'uccisione del giudice Giovanni Falcone e della sua scorta, si assiste alle solite ripetitive ritualità, perlopiù monopolizzate dai professionisti dell'antimafia. Nel profluvio dei discorsi nessuno però ricorda tra i tanti commenti che,"tra la fine di maggio e i primi di giugno Falcone sarebbe dovuto venire a Mosca per coordinare le indagini sul trasferimento all’estero dei soldi del Pcus".
 
Le poche informazioni che ho avuto su Antonio Oliveira Salazar risalgono agli anni della mia giovinezza. La figura dell'esponente politico portoghese mi ha sempre affascinato, purtroppo però non esiste una bibliografia adeguata in lingua italiana. Anzi sono pochissimi i testi che riguardano lo statista lusitano. Qualche anno fa, con i pochi elementi che avevo, ho tentato di presentare sui giornali dove collaboro, il politico portoghese. Oggi ho qualche elemento in più, addirittura un libro che ho appena finito di leggere. Si tratta di un interessante studio sulla storia contemporanea del Portogallo e di Salazar, scritto da Mircea Eliade, professore rumeno, tra i più importanti studiosi di storia delle religioni. Il titolo: “Salazar e la rivoluzione in Portogallo”, pubblicato dalle Edizioni Bietti di Milano (2013).
 
Dopo l'11 settembre 2001 volenti o nolenti siamo stati costretti ad occuparci  dei contenuti della religione islamica, se prima l'argomento perlopiù era confinato in ambito culturale, ora, soprattutto dopo i ripetuti e puntuali attentati ad opera del jihadismo islamista, il dibattito si è trasferito sui media, nelle conversazioni da salotto e perfino nei bar. Pertanto anche in questo caso per capire è necessario, leggere e magari studiare.
 
Di fronte ad ogni attentato terroristico islamista ormai da tempo si ripetono gli stessi commenti, le stesse reazioni, gli stessi rituali, c'è chi parla di guerra di religione, chi di guerra economica, chi di guerra civile interna all'islam, chi di scontro di civiltà. Forse sono tutte queste cose messe insieme. E' probabile che hanno ragione tutti quelli che accampano queste ipotesi. Di sicuro il terrorismo jihadista islamico ce lo porteremo con noi per molto tempo. Anzi qualcuno sostiene che entro dieci anni succederà qualcosa di grosso con protagonisti i terroristi del fondamentalismo islamico.
 

DUE MARCE PER DUE ITALIE

Ha fatto bene La Verità il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, a pubblicare in prima pagina di domenica le foto della manifestazione di Milano, pro immigrazione, denominata “insieme senza muri”, organizzata dal Comune e dal Pd milanese e quella di Roma, la Marcia nazionale per la Vita. Il giornale volutamente accomuna i due temi, che probabilmente appartengono alla stessa medaglia. Da una parte al forte calo demografico nel nostro Paese, si propone più immigrati, dall'altra parte invece  più nascite e meno aborti.
 
L'altra sera presso il centro culturale Rosetum di Milano in occasione della presentazione del libro “La famiglia in Italia. Dal Divorzio al Gender” (Sugarco) di Invernizzi e Cerrelli, è intervenuto anche il professore Massimo Gandolfini, presidente del comitato “Difendiamo i nostri figli”. In poche battute si è capito di che pasta è fatto il medico bresciano, che da alcuni anni sta guidando la battaglia culturale a favore della famiglia in Italia. Ascoltando il suo caloroso intervento mi viene spontaneo accostarlo a quegli uomini dal“Codice cavalleresco”, che Roberto Marchesini descrive nel suo ottimo libretto. Oppure a quegli “Italiani seri”, che Vittorio Messori, evocava in un libro, riferendosi al beato Fa' di Bruno. Tuttavia per chi vuole conoscere meglio Gandolfini deve leggere, “L'Italia del family Day”, (Marsilio Editori, 2016) scritto dallo stesso Gandolfini insieme al giornalista Stefano Lorenzetto.
 

LA RIBELLIONE DELLO STUDIO

Volete ribellarvi al mondo del conformismo becero, del politicamente corretto, allora dovete dedicarvi allo studio. Lo scrive Paola Mastrocola, nel suo “La passione ribelle”, Editori Laterza (2017), un libro controcorrente e provocatoriamente scandaloso. Del resto la professoressa di Torino ci ha abituato a questo genere di scrittura.“Chi studia è sempre un ribelle”, è uno che sta dall'altra parte, rispetto al mondo che corre sempre e non si ferma mai.“Chi studia si ferma e sta: così si rende eversivo e contrario”. Lo studioso, forse è uno scontento di sé, ma anche del mondo. Ma chi studia non fugge dal mondo, “è solo una ribellione silenziosa e, oggi più che mai, invisibile”. “La Passione ribelle” è un libro dedicato “a tutti i ribelli invisibili”, che studiano libri. Pertanto è dedicato anche al sottoscritto che legge e che più o meno si sente ribelle contro questo “mondo” di oggi che non ci piace.
 
Sembra che la contestata visita a Napoli del segretario della Lega Matteo Salvini, ha risvegliato antichi rancori nei confronti del Nord invasore, in ricordo della conquista armata nel 1860 da parte degli eserciti savoiardi. Addirittura ne è nata un'alleanza insolita tra i centri sociali e “sudisti” vari che hanno organizzato una manifestazione a Pontida per rispondere alla provocazione degli invasori leghisti.
 
A volte la mia difficoltà non è leggere un libro (che è uno sforzo lavorativo vero e proprio), ma come giustificare la sua lettura e soprattutto la presentazione nei blog dove collaboro. Anche se per la verità non devo rispondere a nessuno del mio operato.
 
Il libro di Roberto Marchesini,“Codice cavalleresco per l'uomo del terzo millennio”, SugarcoEdizioni (2017)  Si presenta come una mappa per l'uomo contemporaneo per riscoprire se stesso e la grandezza del suo essere maschile. Convinto che la natura dell'essere umano resta immutata e immutabile attraverso i tempi. Per lo psicoterapeuta non è anacronistico ricorrere alla figura del cavaliere con le sue virtù per l'uomo di oggi che si manifesta smarrito e sballottato“tra modelli effeminati o machisti, non certo virili”. 
 
L'altra sera chiacchierando con mia figlia dicevo che alla fine leggere un qualsiasi libro fa sempre bene. Del resto scriveva Ferdinando Camon, “se non leggi non vivi”. La lettura è come una vaccinazione che agisce contro l'ignoranza, la disinformazione, il disinteresse per la vita politica, l'asocialità. E queste sono malattie gravi. La società dovrebbe avere tutto l'interesse a sconfiggerle, così “come ha interesse a sconfiggere il vaiolo o le altre malattie endemiche […]”. Addirittura, progredendo sempre più nella provocazione Camon arriva a scrivere che,“colui che non legge non può essere un buon figlio, o buon padre, o marito, o cittadino, o buon elettore[...] decide male per sé e per i figli, esprime giudizi disinformati, è un danno per la democrazia”.
 
Argomento: l’aborto. In Francia, giorno 16 febbraio 2017, l’Assemblea Nazionale, coi socialisti in maggioranza – si spera – ancora per poco, ha votato una legge che vieta la “dissuasione” dall’aborto o “ostruzionismo” all’aborto; cioè mette il bavaglio – 2 anni di galera e 30 mila di multa – a chi volesse convincere una donna a non abortire spiegandole che ciò che cresce nel suo grembo è una vita e che quel bambino generato ha diritto di nascere perché possiede un cuore che batte, delle orecchie che avvertono i suoni, un corpo che si nutre, che sente il dolore e si contrae per difendersi quando lo “strumento” affilato che deve sezionarlo gli si avvicina e lo aggredisce…; insomma questa “legge” vieta di far sapere a una donna, incerta se abortire o no, ciò che è giusto che sappia: le femministe – quelle di “sesso, gioia, fantasia, voglio che la vita sia solo mia!” [la scritta, a svolazzi ormai sbiaditi, si legge ancora in via Mimose a Rozzano] – già negli anni 70, dicevano che questo era “terrorismo psicologico” e davano del “nazista” a chi dimostrava la verità tenendo conferenze e riunioni contro l’aborto. Io c’ero, allora correvo le piazze di Milano e ho conservato buona memoria per ricordare!
 
Ho ritenuto opportuno in questi giorni pasquali, presentare un documento di S. Em. Il cardinale Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, letto in occasione del convegno su“Sacra Liturgia 2016”, tenuto a Londra, il 5-7-2016. Si tratta di una interessante allocuzione, pubblicata integralmente dalla rivista di Alleanza Cattolica, Cristianità( n. 382, ott.-dicembre 2016)
 

CON LA SACRA LITURGIA NON SI SCHERZA

Il cristiano, il cattolico, ha bisogno sempre di alimentare la propria fede, rivedendo e studiando i fondamenti del proprio credere. Tra i temi più importanti c'è quello della liturgia. L'anno scorso il cardinale Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il Culto divino e la Disciplina dei sacramenti, in un convegno proprio sulla Sacra Liturgia, ha letto un discorso che ogni battezzato dovrebbe conoscere e approfondire. Ma soprattutto ogni sacerdote dovrebbe studiare e presentare nelle catechesi parrocchiali. Io l'ho letto e studiato sulla rivista Cristianità (“Verso un'autentica attuazione di 'Sacrosanctum Concilium' “; ottobre-dicembre 2016; n.382)
 
Il libro di Carlo Puca,“Il Sud deve morire”, edito da Marsilio (2016) può essere facilmente liquidato come l'ennesimo saggio inchiesta sui mali del nostro Meridione. Forse è vero, ma Puca va oltre, non si limita ad elencare quello che non va, ma auspica una rivolta morale dei cittadini che ancora vogliono lottare e non solo quelli meridionali, anche quelli che vivono al Nord. Del resto hanno fatto lo stesso i due noti giornalisti, Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, nel loro “Se muore il Sud”, pubblicato da Feltrinelli, nel 2013.