Rassegna stampa formazione e catechesi

Una somma lezione di pazienza, mansuetudine e carità

Madre Maria dAgredaA cura di P. Pietro Messa, ofm

Maria d’Agreda e la fiducia del Signore per noi peccatori

La venerabile Maria di Gesù di Agreda (1602-1665) ne La mistica città di Dio  (Ed. Porziuncola, Assisi) propone una riflessione sulla vita della Vergine Maria attenendosi ai dati evangelici, della fede cattolica e della tradizione. La vicenda della Madre si intreccia con quella di Gesù e così narra di come il Figlio educò con misericordia i primi discepoli; quasi una sintesi di pedagogia alla fede come risulta dal brano seguente.

Con queste cinque persone, che furono le fondamenta iniziali per la costruzione della Chiesa, il Maestro entrò nella provincia della Galilea predicando e battezzando apertamente; dette così l'avvio alla vocazione dei Dodici. Quando si accostarono a lui, rischiarò i loro cuori, accese in essi il fuoco del divino amore e li preparò con larghe benedizioni. Non è possibile spiegare degnamente quanto gli costò l’educazione di questi e degli altri per edificare la comunità dei credenti: li cercò con sollecitudine e sconfinata cura; li attirò con potenti, frequenti ed efficaci aiuti della sua grazia; li illuminò con favori incomparabili; li accolse con mirabile clemenza; li nutrì col latte dolcissimo del suo insegnamento; li tollerò con invincibile mitezza; li accarezzò come un affettuosissimo padre i suoi bambini piccoli e teneri. La formazione che dava loro per farli passare dallo stato terreno a quello celeste, a cui egli li elevava con la dottrina e con l’esempio, era impegnativa, poiché la natura è stupida e rozza per le materie sublimi e delicate dell’interiorità, nelle quali essi dovevano essere non solamente perfetti discepoli, ma esperti pedagoghi. In questo egli lasciò ai superiori, ai principi e ai capi una somma lezione di pazienza, mansuetudine e carità su ciò che devono praticare verso i loro sudditi. Non fu minore la fiducia che diede a noi peccatori circa la sua benigna misericordia, giacché questa non venne meno con essi a causa dei loro difetti e delle loro mancanze, né delle loro inclinazioni e passioni; al contrario, cominciò a mostrare la sua magnanimità, affinché noi fossimo rincuorati e non ci scoraggiassimo tra le innumerevoli imperfezioni della nostra fragile e bassa condizione.

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Per un approfondimento S. Cecchin, Maria di Gesù d’Ágreda. Mistica dell’Immacolata Concezione, LDC-Velar, Gorle 2016.

Cfr. anche:

https://it.zenit.org/articles/quei-peccati-sociali-che-gridano-vendetta-contro-il-cielo/

http://www.ilcattolico.it/rassegna-stampa-cattolica/formazione-e-catechesi/suor-maria-di-gesu-d-agreda-donna-ignorante-e-fine-teologa.html 

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