Rassegna stampa formazione e catechesi

"Tutti fratelli": un anticipo dell'enciclica

Stefano Di Stasio Frate lupo
(Stefano Di Stasio, Frate lupo)

A cura di P. Pietro Messa, ofm


Papa Francesco ha deciso di firmare l'enciclica “Fratelli tutti” sulla fraternità e l’amicizia sociale ad Assisi presso la tomba di san Francesco nel pomeriggio di sabato 3 ottobre. Non solo il luogo è significativo, ma anche il giorno: infatti fu sempre nel pomeriggio del sabato che nel 1226 l'Assisiate morì presso la Porziuncola. Era il sabato 3 ma liturgicamente si era già nella domenica che in quell'anno era il 4 ottobre. Una anticipazione di tale aspetto francescano della fraternità (cfr. Francesco il misericordioso. La sfida della fraternità, Milano 2018) di cui tratterà la terza enciclica di papa Francesco può essere considerata quanto egli stesso ha affermato nell'udienza generale di mercoledì 2 settembre 2020.
 

Ricordo un racconto medievale che descrive questa “sindrome di Babele”, che è quando non c’è solidarietà. Questo racconto medievale dice che, durante la costruzione della torre, quando un uomo cadeva – erano schiavi – e moriva nessuno diceva nulla, al massimo: “Poveretto, ha sbagliato ed è caduto”. Invece, se cadeva un mattone, tutti si lamentavano. E se qualcuno era il colpevole, era punito! Perché? Perché un mattone era costoso da fare, da preparare, da cuocere. C’era bisogno di tempo e di lavoro per fare un mattone. Un mattone valeva di più della vita umana. Ognuno di noi pensi cosa succede oggi. Purtroppo anche oggi può succedere qualcosa del genere. Cade qualche quota del mercato finanziario – lo abbiamo visto sui giornali in questi giorni – e la notizia è in tutte le agenzie. Cadono migliaia di persone a causa della fame, della miseria e nessuno ne parla.

Diametralmente opposta a Babele è la Pentecoste, lo abbiamo sentito all’inizio dell’udienza (cfr At 2,1-3). Lo Spirito Santo, scendendo dall’alto come vento e fuoco, investe la comunità chiusa nel cenacolo, le infonde la forza di Dio, la spinge a uscire, ad annunciare a tutti Gesù Signore. Lo Spirito crea l’unità nella diversità, crea l’armonia. Nel racconto della Torre di Babele non c’era l’armonia; c’era quell’andare avanti per guadagnare. Lì, l’uomo era un mero strumento, mera “forza-lavoro”, ma qui, nella Pentecoste, ognuno di noi è uno strumento, ma uno strumento comunitario che partecipa con tutto sé stesso all’edificazione della comunità. San Francesco d’Assisi lo sapeva bene, e animato dallo Spirito dava a tutte le persone, anzi, alle creature, il nome di fratello o sorella (cfr LS, 11; cfr San Bonaventura, Legenda maior, VIII, 6: FF 1145). Anche il fratello lupo, ricordiamo.

 

Per un approfondimento del "Cantico delle creature" cfr. CARLO PAOLAZZI, Lode a Dio creatore e Cantico di frate sole, in Antonianum 94 (2019), pp. 769-786, scaricabile in http://www.antonianum.eu/pdf/670.pdf



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