Rassegna stampa formazione e catechesi

"Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il maestro?"

trinita talita kumi"Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il maestro?" (Mt. 5, 35)

Dietro questa affermazione è presente la provocazione pedagogica divina che prepara ad una verità che scardina e dona il senso autentico alla Vita: Dio è il Signore dei Vivi.

C’è infatti il rischio che l’ineluttabilità della morte e del limite, di cui bisogna sapientemente prendere atto, neghi la Sapienza vera del desiderio profondo di Eternità che abbiamo nel cuore. Desiderio che è caparra ontologica dello Spirito per la nostalgia della vera casa.

 

Il peccato compie questo: pone il limite come invalicabile creando paura e dissipazione e spegne la Speranza.
Così è accaduto per i progenitori e così accade per noi, quotidianamente.
Da qui la superbia, la vanagloria, la vanità, le avarizie, l'idolatria, le mormorazioni.

Ma Dio è Dio ed il Suo braccio non si è raccorciato, anzi, in Cristo si è rivelato ed esteso manifestando la Paternità di Dio, il mistero del Terzo giorno, vissuto esemplarmente da Cristo e la potenza dello Spirito Santo.

Dio spezza le catene, quelle del limite e della morte, pur presenti e talvolta necessarie allo svelamento della Vita.

Pertanto rispondi alla domanda:
“Perché disturbi ancora il Maestro”

Ed al tuo cuore fiacco e contorto rispondi con forza:
“Perché Egli è il Risorto, il Vivente, l’Alfa e l’Omega, il Signore.
Il mio Signore.
Il mio Signore che, con il Padre e lo Spirito, ama e dona la Vita e gioisce di ogni mio disturbo incessante
perché in questo disturbo, che collabora alla grazia,
si pone un trascendimento ineludibile del cuore.
Quel trascendimento per cui Egli da sempre mi ha unicamente amato!”

PiEffe


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