Rassegna stampa formazione e catechesi

Solo l’amore è credibile

P. Pietro Messa, ofm

Solo l’amore è credibile e i Protomartiri francescani lo testimoniarono con il sangue: infatti vedendo i loro corpi straziati il canonico agostiniano Fernando da Lisbona decise di diventare frate Antonino Fantosatiminore assumendo il nome di Antonio. Tutto ciò si ripeté più volte nella storia francescana fino ai nostri giorni.

 

Sempre originario dell’Umbria, e precisamente di Trevi, fu il vescovo francescano Antonino Fantosati (1842-1900), ucciso in Cina assieme ad altri vescovi, suore e terziari francescani. Giovanni Paolo II li canonizzò, ossia riconobbe canonicamente la loro santità, nel corso del giubileo del 2000.


Il frate polacco Massimiliano Kolbe (1984-1941), che durante i suoi studi a Roma dimorò nell’estate 1918 ad Amelia, fu internato nel lagkolbeer di Auschwitz e consegnandosi totalmente all’Immacolata si offrì spontaneamente per salvare un padre di famiglia. Rinchiuso nel bunker della fame, fu ucciso mediante una iniezione endovenosa di fenolo il 14 agosto e il giorno successivo, solennità di Maria assunta, fu condotto in un forno crematorio e le sue ceneri disperse. Fu canonizzato nel 1982 da Giovanni Paolo II che lo proclamò santo e martire della carità.

George Gashugi    

In Ruanda il 1994 fu un anno terribile a motivo dell’eccidio in cui fu ucciso anche il giovane frate minore George Gashugi della comunità di Mbazi (Butare) mentre il bosniaco padre Vjeko Curic (1957-1998) – che aiutò molti a salvarsi – fu assassinato a Kigali nel 1998.

Vieko Curic

 

Padre Luigi Padovese, frate cappuccino nonché noto patrologo, nel 2004 fu nominato vicario apostolico dell’Anatolia e consacrato vescovo a Iskenderun. Impegnato nel dialogo ecumenico e interreligioso, celebrò i funerali di don Andrea Santoro (1945-2006) ucciso a Trebisonda. Il 3 giugno, anniversario della morte di san Giovanni XXIII, del 2010 venne accoltellato e i suoi funerali furono celebrati nel Duomo di Milano.

Luigi PadoveseAccanto a quanti che hanno versato il loro sangue molti altri hanno vissuto il martirio della pazienza soprattutto nel logorio della quotidianità e essi sono quei santi discreti ma efficaci della porta accanto che papa Francesco ci ha richiamato a porvi attenzione come esempi di uomini e donne che vivono in pienezza.



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Dal sangue dei Protomartiri francescani alla vocazione di sant’Antonio


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