Rassegna stampa formazione e catechesi

San Tommaso d’Aquino teologo spirituale

Il 28 gennaio la memoria liturgica

Carlo Crivelli, «San Tommaso d’Aquino»

È un’opinione oggi diffusa che san Tommaso d’Aquino (1225-1274) sia stato un teologo scolastico marcato dalla filosofia aristotelica, passato di moda dopo il concilio Vaticano ii. È stato anche detto che l’esercizio della ragione gli ha impedito di fare qualsiasi possibile esperienza di Dio (cfr. Adrianne von Speyr, Das Allerheiligenbuch, 1966).

In realtà, san Tommaso rimane ancora uno sconosciuto. A questo proposito, la prima cosa da dire è che, benché il linguaggio di san Tommaso sia filosofico, il suo contenuto è sempre teologico, poiché si è servito di Aristotele, come di altri filosofi, per offrire un sistema di pensiero compatibile con la fede cattolica. Questo gli ha permesso di diventare un grande teologo, essendo un grande filosofo cristiano, il cui magistero è ancora attuale, come ha ricordato lo stesso concilio Vaticano II (cfr. Decreto Optatam totius, n. 16; Dichiarazione sull’educazione cristiana Gravissimum educationis, n. 10). In concreto, «S. Tommaso ha instaurato un sorprendente dialogo tra la filosofia aristotelica e la teologia, e la base di questo dialogo è stata la sua fede in Cristo crocifisso» (S. Pinkaers, op, «La voie spirituelle du bonheur selon Saint Thomas»: Ordo sapientiae et amoris. Hommage au prof. J.P. Torrel, op. Fribourg 1993, p. 284). San Tommaso, citando Dionisio, manifesta il suo modo di pensare, quando scrive: «Se qualcuno non ammette l’autorità della parola di Dio è del tutto estraneo e lontano dalla nostra filosofia. Se, al contrario, ammette la verità della parola divina è con noi giacché ci serviamo di questo criterio» (Summa theologiae, I, 32, 1c).

È nostro proposito con questa breve riflessione presentare san Tommaso d’Aquino nella sua qualità di teologo spirituale e offrire una tale visione della sua teologia, che lo faccia riconoscere come un vero maestro di vita spirituale. Egli continua ancora oggi a insegnarci a cercare Dio soprattutto attraverso la sua parola letta, studiata, celebrata, contemplata e predicata. La teologia di san Tommaso è sempre animata dalla Sacra Scrittura, da essa scaturisce e a essa conduce. Il teologo san Tommaso è prima di tutto un uomo di Dio. «Il mistico non risponde a come sia il mondo, ma al perché il mondo sia» (Wittgenstein, Tractatus lógico-philosophicus, VI, 44). «Tutta la teologia di san Tommaso è un commento alla Bibbia; egli non propone nessuna conclusione senza giustificarla con qualche parola della Sacra Scrittura, che è la parola di Dio» (E. Gilson, Les tribulations de Sophie. Parigi 1967, p. 47). «Sia, quindi, lo studio della Sacra Scrittura l’anima della sacra teologia» (Cost. dogmatica Dei Verbum, 24). «La Summa di Teologia con la sua limpidezza astratta e la sua trasparenza impersonale, cristallizza sotto i nostri occhi la stessa vita interiore di San Tommaso d' Aquino» (E. Gilson, Le Thomisme. Introduction à la philosophie de Saint Thomas d’Aquin, Parigi 1986, 457). «Non possiamo dimenticare il senso evangelico e apostolico della teologia di san Tommaso, che era un frate predicatore» (M. D. Chenu, Introduction a l’ètude de Saint Thomas d’Aquin, Parigi 1954, 2 ed. pp. 38-43).

C’è un’altra ragione per la quale ho deciso di richiamare l’attenzione sulla teologia spirituale di san Tommaso ed è quella di collaborare per superare uno stile di fare teologia sterile, che non provoca cambiamenti in chi la fa, in coloro che l’ascoltano o la leggono. Abbiamo bisogno di una comprensione più adeguata della teologia, che sia santa e alimenti santità, che possa assumere e interpretare le realtà umane dalla fede cristiana, provocando una vera vita spirituale e un’autentica evangelizzazione. Sulla teologia che ha smesso di essere sale e luce per gli uomini non vale neppure la pena di perdere tempo. Le parole morte non generano vita. Abbiamo bisogno di una riflessione teologica che ci avvicini davvero a Dio, nel momento in cui viene fatta e nel momento in cui viene insegnata. Il miglior frutto della teologia di san Tommaso non è la riflessione, bensì la contemplazione.

San Tommaso è filosofo e, soprattutto, teologo; anche come frate predicatore e uomo apostolico, tutta la sua opera è caratterizzata da un profondo senso religioso ed evangelizzatore. A questo riguardo ricordiamo l’espressione verbo et exemplo dei nuovi frati mendicanti, radicati nel Vangelo e nella vita degli apostoli. San Tommaso, un uomo evangelico, è evidentemente un teologo, non intellettuale, ma spirituale. Possiamo anche affermare che tutta la sua teologia è teocentrica, più che cristocentrica. Dio si fece figlio dell’uomo affinché gli uomini diventassero figli di Dio. È una teologia oggettiva; veniamo da Dio e torniamo a Dio per la via aperta da Gesù, praticando con gioia le virtù, soprattutto l’amore per Dio e la misericordia con il prossimo. È una teologia che nasce e conduce alla preghiera: 33 volte san Tommaso scrive dicitur vel cantatur con riferimento alla celebrazione liturgica secondo il rito domenicano. L’analisi delle poesie di san Tommaso d’Aquino mostra inoltre il suo spirito mistico (cfr. Paul Murray, Tomás de Aquino orante. Biblia, poesías y mística, Salamanca 2014). È una spiritualità incarnata in Cristo e nell’uomo, corpo e anima, creato da Dio e redento da Cristo. La sua teologia è vocazione alla santità, affermando che la morale cristiana è un cammino verso la felicità.

«Il gigantesco sforzo intellettuale di questo maestro del pensiero fu stimolato, sostenuto, orientato da un cuore ricolmo di amore per Dio e per il prossimo. “Per ardorem caritatis datur cognitio veritatis” (San Tommaso d’Aquino, In Johan, V, 6, n. 6). Sono parole emblematiche che lasciano intravedere, dietro il pensatore capace dei voli speculativi più arditi, il mistico abituato ad attingere direttamente alla fonte stessa di ogni verità la risposta alle invocazioni più profonde dello spirito umano. Non confessò, del resto, egli stesso di non aver mai scritto né mai dato lezioni senza prima ricorrere alla preghiera? Chi si accosta a San Tommaso, non può prescindere da questa testimonianza che emerge dalla sua vita; deve anzi avviarsi coraggiosamente sulle sue orme nell’impegno di imitarne gli esempi, se vuol arrivare a gustare i frutti più riposti e sapidi del suo insegnamento. È quanto ci ricorda la preghiera che la Liturgia mette sulle nostre labbra nel giorno della sua festa: “O Dio, che in San Tommaso hai dato alla Chiesa un modello di santità e di dottrina, donaci la luce per comprendere i suoi insegnamenti e la forza per imitare i suoi esempi”» (Giovanni Paolo II, Discorso alla Pontificia università San Tommaso d’Aquino, 17 novembre 1979, in occasione del primo centenario dell’enciclica Aeterni Patris).

di Pedro Fernández
Rettore del Collegio dei penitenzieri di Santa Maria Maggiore

© Osservatore Romano - 27-28 gennaio 2020


Mercoledì della XXVI settimana delle ferie del Tempo Ordinario

S. Girolamo, sac. e dottore della Chiesa (ca. 347-419/420)

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