piermatteo di ameliaA cura di P. Pietro Messa, ofm

 Accanto ad un nepotismo papale a favore delle varie famiglie d'origine - di cui famoso è quello dei Colonna - vi è anche un nepotismo degli ordini religiosi per cui un determinato pontefice canonizza membri del proprio ordine. Così si può parlare di un "nepotismo francescano" da parte di Sisto IV; tra i benefici concessi all'Ordine minoritico  vi fu nel 1482 la canonizzazione di Bonaventura da Bagnoregio. Similmente fece il successivo papa francescano, Sisto V, che dichiarò il suddetto Santo dottore della Chiesa.

Tra le conseguenze della canonizzazione vi fu anche la produzione di immagini del nuovo santo; e così l'anno successivo, nel 1483, fu commissionata al pittore Piermatteo d'Amelia dai frati del convento di San Francesco in Terni la pala dell’altare maggiore della loro chiesa raffigurante la Madonna col Bambino tra i santi Ludovico di Tolosa, Giovanni Battista, Francesco e Bonaventura, con Dio Padre tra due angeli nella lunetta. Quindi una delle prime immagini che raffigura il Santo bagnorese è a Terni, città in cui si svolse il capitolo generale dei frati Minori del 1500 che elesse ministro generale padre Egidio Delfini d'Amelia.

Tale legame tra Terni e san Bonaventura sarà ricordato, in occasione dell'ottavo centenario della nascita del Santo (1217-2017) nell'incontro “Nudus et pauper” – Il significato della scelta francescana di povertà nell’interpretazione di Bonaventura da Bagnoregio in programma venerdi 1 dicembre 2017 alle ore 16 al cenacolo San Marco di Terni in occasione dell’VIII centenario della nascita di San Bonaventura.

Il convegno è promosso dall’Istess con il contributo del MIBACTe la collaborazione della Facoltà di Teologia e della Scuola Superiore di Studi Medievali e Francescani della Pontificia Università Antonianum di Roma e il patrocinio del Centro Studi Bonaventuriani di Bagnoregio.
Aprirà il convegno padre Giuseppe Piemontese vescovo di Terni-Narni-Amelia, seguiranno le relazioni: “La rilettura della povertà francescana fatta da San Bonaventura, snodo delicato del passaggio dall’intuizione all’istituzione” a cura di padre Prospero Rivi – Antonianum di Bologna; “Poveri ma tenaci: Fedele da Fanna, Bernardino da Portogruaro e l’edizione dell’Opera Omnia di Bonaventura” a cura di Barbara Faes – Antonianum di Roma; “Dal Doctor Seraphicus a San Bonaventura. Due opere d’arte umbre a confronto: l’arazzo del Sacro Convento e la pala di Piermatteo d’Amelia per i frati conventuali di Terni” a cura di Giuseppe Cassio – storico dell’arte. Presiede e modera padre Pietro Messa – Antonianum di Roma. Conclude Stefania Parisi direttore Istess.

Per approfondimenti cfr. Barbara Faes, Bonaventura da Bagnoregio. Un itinerario tra edizioni, ristampe e traduzioni, Biblioteca Francescana, Milano 2017.

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