Rassegna stampa formazione e catechesi

Celebrazione Eucaristica inaugurale della Sessione Plenaria della ROACO 21 giugno 2022

sandri celebrazioneOmelia del Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto del Dicastero per le Chiese Orientali, nella Celebrazione Eucaristica inaugurale della Sessione Plenaria della ROACO – Cappella Casa Generalizia La Salle, martedì 21 giugno 2022 A.D.

1.Celebriamo l’Eucarestia del Signore in questo giorno, che la liturgia della Chiesa latina consacra alla memoria liturgica di san Luigi Gonzaga, uno dei patroni della gioventù: nei brevi anni della sua esistenza terrena, egli ha raggiunto le più alte vette dello Spirito. Purtroppo una certa narrazione ce lo raffigura come un “santo da immaginetta, con il giglio in mano”, decretando la sua assoluta distanza dalla propaganda del mondo odierno. In realtà, rileggendo i suoi scritti e le note biografiche, ci si rende conto di trovarci dinanzi ad una profondità ed una maturità tipiche di un uomo adulto, consapevole dei propri passi, fermo nel proprio desiderio di seguire Cristo e di conformarsi a Lui, gioioso e sereno nel cammino di discepolato sino all’estremo della malattia e della morte avvenuta in giovane età.

A noi che ci ritroviamo in questi giorni per la Plenaria della ROACO diventa cara allora l’immagine di Luigi che durante il soggiorno a Roma per la formazione nella Compagnia di Gesù, allo scoppio dell’epidemia si prodiga nel soccorso dei poveri e degli ammalati, bussa alle porte dei nobili – quelle stesse che aveva frequentato come futuro Marchese di Castiglione delle Stiviere, anche recandosi presso le corti dell’Italia e dell’Europa – chiedendo l’elemosina per recare conforto agli appestati, e proprio caricando sulle proprie spalle uno di essi rimane contagiato fino a morire poco tempo dopo. Aveva ricevuto la prima comunione dalle mani di San Carlo Borromeo a Mantova, riceve i Sacramenti dei malati da quelle di san Roberto Bellarmino. Muore come martire e campione della carità. Affidiamo dunque alla sua intercessione i lavori di questi giorni, e in modo particolare chiediamo che protegga i giovani delle nostre Chiese Orientali cattoliche nei difficili contesti della violenza e della guerra, specialmente in Ucraina, Siria ed Etiopia, e tutti coloro che hanno subito e ancora subiscono le conseguenze della pandemia che ha colpito il mondo negli ultimi anni. 

2. La confidenza con la Sacra Scrittura ci mette dinanzi a tanti momenti in cui i giusti si trovano a dover fronteggiare l’arroganza e la superbia dei potenti: nella prima lettura abbiamo ascoltato la minaccia di Sennacherib, re di Assiria, che vuole sottomettere il regno di Giuda e manda il suo ultimatum al re Ezechia. Fino a che punto può giungere l’accecamento del cuore di chi confida in se stesso e nelle proprie forze, lanciando proclami di conquista universale: la storia ci ha insegnato che nessuno può dirsi immune da questo cancro dello spirito, eppure sembra che l’uomo non ne sia mai sazio e non impari la lezione, se non per brevi periodi. Il re Ezechia si mostra giusto non perché allestisce il suo esercito – per quanto del tutto legittimato a farlo -  ma perché nella sua preghiera nel tempio del Signore dichiara la consapevolezza che ogni potere umano in fondo è fatuo e passeggero, tanto più se votato al male e alla distruzione degli altri, e solo il Signore Dio è re. Ogni potere umano che attraverso ideologie più o meno velate si professa come eterno o investito di un potere divino è destinato a crollare. Il Signore ascolta, non lascia senza aiuto il povero che riconoscendosi come tale ricorre a Lui con tutto il cuore. Nella storia di oggi, lo sappiamo, numerose sono le sfide, i giochi incrociati di potere, i deliri di onnipotenza, che hanno un comune denominatore: moltiplicano il numero e il dolore dei piccoli e dei poveri, fanno piangere i bimbi lasciandoli orfani, disperdono le famiglie costringendole ad abbandonare la propria casa, violentano le donne sfigurandole tentando di instillare in esse il predominio di un altro popolo e purtroppo molto altro ancora. Dinanzi dunque a quello che è accaduto e accade in Iraq, Siria, Etiopia, e Ucraina, l’azione della Agenzie della ROACO è una delle risposte con cui Dio si fa incontro al suo popolo: quella della carità e del Buon Samaritano. Chiediamo la grazia di esserne consapevoli e di rimanere fedeli a questa missione.

3. Lo stesso Vangelo appena proclamato ce lo conferma: da un lato, la cosiddetta regola aurea “Tutto quello che volete che gli altri facciano a voi, anche voi fatelo a loro”. Potremmo accontentarci così, in fondo è parte del Vangelo. Il contesto però in cui Gesù la pronuncia però va analizzato: siamo nel discorso della Montagna, iniziato con la proclamazione delle Beatitudini e che culminerà con la parabola della casa fondata sulla roccia, e ha al suo centro la preghiera del Padre Nostro. La morale indicata da Gesù non è quella del semplice equilibrio, di un “vivi e lascia vivere” che alla fine si tramuta in una indifferenza o un interessamento che cerca il proprio vantaggio. La perla preziosa che non va sprecata è la vita stessa di Gesù consegnata per noi, di cui anche in questa Eucarestia per grazia veniamo nutriti, è lo Spirito del Signore Risorto nei nostri cuori che grida “Abba, Padre”. La conformazione a Cristo è la porta stretta che ci attira e attraverso la quale vogliamo passare, non per raggiungere un traguardo di perfezione personale, ma per essere con Lui e come Lui. Viviamo la carità perché siamo stati amati per primi e lo siamo ogni giorno, e questo non possiamo e non vogliamo dimenticarlo. 

4. Affidiamoci quindi all’intercessione delle Beata Vergine Maria, di San Luigi e di tutti i santi delle Chiese di Oriente e di Occidente, perché ci aiutino a rimanere nel cammino che conduce alla vita vera. Amen.



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