Rassegna stampa formazione e catechesi

Ritorno al catechismo

accende luce avvento bimba«Nel nostro paese l’80 per cento della popolazione si definisce cristiana ortodossa ma se guardiamo l’effettivo numero di persone che, per esempio, vengono in chiesa per il servizio liturgico di Pasqua, allora vedremo che esso non è l’80 per cento, forse nemmeno supera l’8 per cento. In che modo, con quali mezzi, possiamo colmare l’enorme divario esistente tra cristiani nominali e cristiani reali?
Il primo compito per far percepire a ogni individuo, coscientemente, la fede è la catechesi, insegnare alle persone le verità della fede». È partito anche da questo dato statistico il progetto che ha portato il metropolita di Volokolamsk, Hilarion (Alfeyev), presidente del Dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del patriarcato di Mosca, a scrivere Catechismo. Breve guida alla fede ortodossa , presentato nei giorni scorsi nella cattedrale di Cristo Salvatore in occasione della ventiseiesima edizione dell’International Educational Christmas Readings. Non un libro di testo, semplicemente da memorizzare, contenente le basi del dogma ortodosso, piuttosto una guida informale che prenda per mano il lettore, immergendolo nell’atmosfera della vita della Chiesa attraverso parole, citazioni, immagini, che risponda alle sue domande semplici riguardanti la dottrina, la pratica liturgica, la morale. Ilarione, che è anche rettore dell’Istituto teologico per gli studi post-laurea Santi Cirillo e Metodio nonché presidente della Commissione sinodale biblica e teologica, ha spiegato che il volume fa largo uso dell’infografica: il testo è accompagnato cioè da illustrazioni e da tabelle che mostrano con chiarezza l’argomento di cui si parla, sia esso i paramenti liturgici del clero, l’a l t a re , l’iconostasi, o le feste religiose, i riti e i sacramenti nella Chiesa ortodossa. Citando un discorso del patriarca di Mosca, Cirillo, pronunciato nel 2012 durante la sessione del Consiglio supremo, il metropolita ha sottolineato l’importanza di insistere sulla catechesi perché «non si può definire ortodosso chi non conosce le basi della religione ortodossa, le preghiere principali, i sacramenti, le feste, o non sa perché il mercoledì e il venerdì è necessario osservare il digiuno. La Chiesa deve accogliere con amore ciascuna persona nella sua comunità, senza negarle il diritto di considerarsi e chiamarsi ortodossa. Ma se ci troviamo di fronte un individuo che non conosce le verità elementari dell’ortodossia, che non ha alcuna esperienza di vita nella Chiesa, è nostro compito far sì che egli divenga realmente membro attivo di essa». Non basta insomma, ha osservato, ricordarsi della catechesi esclusivamente quando ci si prepara al sacramento del battesimo, per sé, i figli, o i propri cari («Molti ignorano per esempio il significato e l’importanza di diventare “padrini” in una cerimonia»). Il compito della Chiesa è molto più ambizioso: «Nell’a f f ro n tare il problema della catechesi del nostro popolo, di cui parla continuamente da nove anni il patriarca, ciascuno, secondo il suo potere, le caratteristiche e le capacità, è chiamato a partecipare». Ma, per venire incontro a tutti, specialmente ai giovani, c’è bisogno di un linguaggio semplice, di libri di piccolo formato: «Le nuove generazioni, prese dai brevi messaggi sui social network, si sono disabituate ad affrontare testi più impegnativi. Quindi, più semplice parleremo, anche di cose complesse, più intelligibile sarà la nostra parola». Opere autentiche in materia, come Catechismo cristiano , di san Filarete (Drozdov), datato 1823, fanno ormai parte del passato remoto: «Filarete — spiega Hilarion — lo scrisse quando la nostra società era completamente differente, quando pensavano diversamente, parlavano in modo diverso. Alcuni dei problemi che si presentavano allora sono oggi irrilevanti e di molti altri, acuti nel nostro tempo, all’epoca non c’era traccia». Prima di pubblicare Catechismo. Breve guida alla fede ortodossa , il metropolita lo ha fatto leggere a un comitato di redazione composto da una varietà di persone, compresi giovani non molto vicini alla Chiesa, ricevendo utili feedback: «Per esempio, alcuni termini che usiamo in chiesa, senza nemmeno pensare al loro significato, per i giovani sono a volte incomprensibili. Ho cercato quindi di spiegarli o di sostituirli con qualcosa di più comprensibile». E «quando abbiamo selezionato le illustrazioni ho detto che dovevano consistere, da un lato, in immagini canoniche molto belle (icone, affreschi, mosaici), dall’a l t ro semplicemente in fotografie di persone contemporanee, in modo che i giovani non percepissero l’orto dossia come una sorta di antichità esotica o non rilevante, ma potessero vedere che molti loro coetanei vivono una vita cristiana ortodossa a pieno titolo». Il libro ha ovviamente subito un processo di revisione formale da parte del Dipartimento sinodale per l’educazione religiosa e la catechesi e uno, successivo, presso il Consiglio editoriale della Chiesa ortodossa russa. La prima edizione, non illustrata, ha avuto una tiratura di diecimila copie, la seconda, illustrata, di cinquemila, della terza — quella presentata nei giorni scorsi — ne sono stati stampati ventimila volumi. Si divide in tre sezioni: fede, moralità, Chiesa e culto. L’op era, grazie all’interessamento di un anziano sacerdote cattolico residente in Germania, è già stata tradotta in tedesco. 

Giovanni Zavatta


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